I CARTOONS DELLA PARAMOUNT E DELLA COLUMBIA A NAPOLI COMICON

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Andrea Ippoliti ha promesso anche quest’anno una rassegna di pezzi eccezionali e davvero rari, soprattutto per il pubblico italiano, in occasione delle rassegne di animazione che animeranno (il bisticcio è di prammatica) la prossima, imminente edizione di Napoli COMICON, alla Mostra d’Oltremare (ovviamente a Napoli) dal 28 aprile al 1° maggio, con “prologo” (per così dire) il 27 con la nota giornata di studi su Diabolik della quale abbiamo detto qui.

A trattare di cinema d’animazione, come sempre a Napoli COMICON ci saranno a nche Nunziante Valoroso (Buena Vista, Roy Film) e Fabrizio Mazzotta (direttore di doppiaggio, disegnatore, traduttore di comics e operatore del settore).

In questo video lo si vede, grazie a Riccardo Corbò di Rai Tre, anche in un filmato di repertorio in compagnia di Bruno Modugno, Lino Landolfi e Sergio Trinchero, bambino, nella sua prima partecipazione televisiva.

Lo schermetto rettangolare compare sotto come l’imbottitura di un sandwich composto da due riquadri nero-peciati (chissà perché, so it is).

Il nodo sarà sciolto prestissimo, ma ancora non sappiamo se entrerà nella rassegna napoletana anche Little Audrey, la ragazzina titolare anche di un apposito comic book edito dalla Harvey Comics che nasce come una palese emula della celeberrima Little Lulu di Marge Anderson (e di John Stanley e collaboratori per i comic books).

Non lo sappiamo, ma presto lo sapremo dalla parole stesse di Andrea.
Intanto, una canzoncina cantata da Mae Questel (voce di Little Audrey) & The Sandpipers dal titolo Little Audrey Says, sigla di apertura dei cartoons di questa dimenticata serie diretta anche da grandi firme.

L’episodio che segue (non restaurato) è, per esempio, diretto dal genio di Bill Tytla (già sul viale del tramonto, detto inter nos, ma mica è il primo passante. Il design di Stromboli Mangiafuoco in Pinocchio e il demone Chernobog in Fantasia dicono molto; sono sue creazioni).

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Pare che vi saranno anche cartoons in stile “modernista” (quelli che, come ho spiegato nell’ultima tappa del Seminario della Scuola Internazionale di Comics il giorno 20, ieri), vengono definiti preferibilmente “animazione di mezzo secolo”. Tipica della linea adottata a livello globale all’inizio degli anni Cinquanta.

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Questa è una versione a fumetti di Mr. Magoo e di Gerald McBoing Boing: colonne della studio UPA disegnate non al massimo delle possibilità concesse dal mercato da Lloyd White, che si è occupato anche di personaggi come Oswald the Rabbit, Andy Panda e (incredibile!) uno strampalato e travisato Krazy Kat.

Nei commenti, a questo proposito Alberto Becattini corregge e puntualizza:

La tavola di Mr. Magoo and Waldo che mostri non è di Lloyd White, ma di Dan Gormley. Sono meno sicuro su Gerald McBoing Boing, ma l’ometto con i baffi nella prima vignetta mi dice che anch’essa potrebbe essere di Gormley.

Gormley e White, comunque, dovevano lavorare nello stesso studio, e magari collaboravano su alcune storie. Come avevo già notato in un altro commento, a lungo ebbero in comune l’inchiostratrice Suzanne Seaborne, che forse era legata a White.

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Segue il meno noto musicalino quasi di gusto brechtiano Rooty Toot Toot (diretto da John Hubley, sempre per l’UPA, nel 1951).

Bruno Bozzetto l’aveva sicuramente presente ai tempi dei suoi primi film…

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