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R.I.P. ERNEST BORGNINE

Mermaidman

Anche il povero Ernest Borgnine, morto domenica scorsa in un ospedale di Los Angeles a 95 anni, era legato sia volontariamente, sia (in parte) suo malgrado, al mondo dell’animazione.

Sopra lo vediamo ritratto nella serie animata di successo di Spongebob, nel ruolo di Mermaidman, con due conchiglione sui capezzoli e una stella marina spiaccicata sulla faccia.

Bizzarri e improponibili characters del cartonismo d’oggidì..

Ernestborgnine

Borgnine aveva interpretato moltissimi ruoli di secondo piano, spesso nella parte del poliziotto cattivo o dello sgherro dei cattivi (la sua conformazione facciale e le smorfie che sapeva tirar fuori autavano parecchio).

Nella seconda parte della sua vita e della sua carriera il personaggio che gli aveva dato nuova popolarità in tutto il mondo era stato quello del tassista in 1997, Fuga da New York (1981).
Come collega di Fabrizio Mazzotta aveva prestato le sue corde vocali per il secondo film del ciclo Anche i cani vanno in paradiso (All Dogs Go To Heaven) e si era cimentato nella serie televisiva ad essi collegata, nei cartoons della Warner Bros. di Pinky and The Brain e in Small Soldiers di Joe Dante, mentre in The Simpsons aveva interpretato se stesso.

Sotto, il tema musicale che lo annuncia nei cartoons di Spongebob Squarepants.

2009Spongeboblogo

Ma la ragione ultima che mi ha spinto a mettere insieme un pot in più mentre avrei alle calcagna ben altre priorità e richieste di consegne, quelle che abitualmente (per quanto mi riguarda) miscelano giorno e notte in un’unica continuity, è un’altra. Il simpatico ricordo di Mark Evanier nel suo blog (che vi raccomando).
Be’, Mark sembra che abbia conosciuto davvero tutti. Con Borgnine ha avuto un solo incontro, e veloce, ma vale la pena condividerlo.

Ascoltate:

A few years ago, I attended a luncheon in honor of the producer Charles Fries. Borgnine was on the dais and he spoke. And he spoke and he spoke. He was supposed to do three minutes and he must have done fifteen, rambling from topic to topic, occasionally pausing briefly to mention Chuck Fries. But no one minded too much because he was very funny.

As we all left, I found myself standing next to him in the valet parking area. I said to him, “Fine speech.” He said he was worried he’d gone on too long. I assured him people loved it.

He said, “You know, when I get up at one of these things, I lose all track of time. I literally have no idea how long I spoke for. How long do you think it was?”

I told him, “About the same length of time you were married to Ethel Merman.” I got a big laugh out of him. Ernest Borgnine had a great laugh.

And then he said, “Oh, jeez. Chuck Fries deserved a longer speech than that.”

Ecco.

Borgnine, che in tutto aveva avuto cinque mogli e del quale si tramanda anche una curiosa abitudine notturna della quale tacerò in questa sede perché non è un modo eccelso di ricordarlo oggi, benché buffo (niente di male, vorrei tranquillizzare i visitors, rischio di asfissia a parte) aveva avuto una relazione abbastanza “fulminante” e distratta con la Merman: un matrimonio durato trentadue giorni.
Be’, conosco personalmente chi ha sopportato il legame per molto meno.

Sappiamo queste cose di scarso valore artistico in seguito all’autobiografia della Merman, un capitolo della quale, My Marriage to Ernest Borgnine è costituito da una pagina completamente bianca.

Borgnine era nato nel 1917 a Hamden, Connecticut, da due immigrati italiani. Sua madre, pensate un po’, era di Carpi (Modena) e oggi se su Google digitiamo il nome di Borgnine in cerca di notizie, automaticamente vi compare al fianco quello della città emilioromagnola. Quanti mai cronisti italiani avranno compiuto tale ricerca?

Il padre di Ernest, che si chiamava Camillo Borgnino, con la “o” finale, era di Ottiglio, in provincia di Alessandria, località che a suo tempo attribuì a Borgnine la cittadinanza onoraria; correva l’anno 2006.

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In questo scatto hollywoodiano del 1956 Borgnine strige il premio Oscar per il migliore attore per Marty, vita di un timido,. Con lui ci sono Jack Lemmon, miglior attore non protagonista per Mister Roberts e Jo Van Fleet per La valle dell’Eden.

Segue un’intervista abbastanza spartana dello scorso anno, raccolta da Mark Walters.
Gente, quest’uomo se la passava così a 94 anni!

A questo punto il post su Betty Boop e le altre eroine dei cartoons, Merida inclusa, deve attendere qualche altra ora prima di essere scagliato nell’etere (o altro anestico a scelta).

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