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CIPPUTI SUI TETTI DI COLLECCHIO

Locandina-2

Poco fa, esattamente qui, si parlava anche di Francesco Tullio Altan, senza approfondire.

Ce ne offre l’occasione adesso il vecchio amico di bisbocce Lorenzo Mosca, uno degli artefici (a suo tempo) della nova versione della fanzine Funnies, edita a Firenze da Al Fumetto di Mauro Ricciardelli & amici, e il primo, vero, grande scopritore del talentusoso Fabio Lai.

Altan parla della crisi, il tutto a Villa Soragna, Collecchio (PR), in una mostra che si dipana dal 27 agosto al 25 settembre 2010.

Il tutto avviene con il PATROCINIO E IL CONTRIBUTO DI:
Regione Emilia-Romagna
Provincia di Parma
Comune di Collecchio

CGIL Parma
ORGANIZZAZIONE Bomba di Riso
IN COLLABORAZIONE CON Quipos

Cip1

E adesso (dopo la prima vignetta con Cipputi, sopra, quando ancora si chiamava Cipponi – su l’Uno, supplemento di Linus – il comunicato ufficiale preceduto dagli squilli di tromba d’ordinanza:

Il COLLECCHIO VIDEO FILM FESTIVAL 2010, nell’ambito del FOCUS intitolato quest’anno a CERTI EROI – misconosciuti o alternativi, silenziosi o combattivi, ma in ogni caso ‘diversi’ – dedica l’evento speciale del Festival a Francesco Tullio Altan e ai suoi personaggi!

Merde

A Cipputi e ai filosofi proletari da panchina; eroi, loro malgrado, che anche in tempo di Crisi osservano la vita con il cinismo della verità.

Scriveva l’indimenticato Edmondo Berselli nella prefazione a L’Italia di Cipputi:

“Gli operai sono fossili viventi, nel pianeta post- industriale, e quindi possono permettersi di dire la loro verità, che spesso è una verità inelegante, una verità sgradevole, una verità refrattaria al conformismo contemporaneo”.

Fossili viventi: gli operai non esistono più e se esistono non si vedono. E invece la Crisi ce li ha mostrati di nuovo, improvvisi come un rimosso: sulle gru, sui tetti, dentro le fabbriche occupate; a loro modo eroici nell’aver attraversato vivi la lunga stagione dell’invisibilità.

Come eroico è Francesco Tullio Altan, che non ha mai smesso di raccontarli: “un tipo misteriosamente fuori moda, Altan” – per dirla ancora con Berselli – “che però riesce a essere perfettamente puntuale, praticamente medianico, con tutto ciò che è moderno. Riesce a intuire l’avvento del famoso nuovo che avanza, lo fissa con gli spilli del sarcasmo e lo comprende sino in fondo”.

Carnevalesco

LA MOSTRA
Cinquantaquattro opere originali disegnate dalla matita di Altan, fulminanti vignette in bianco e nero e magnifiche tavole a colori, che raccolgono una selezione della sua produzione satirica dagli anni settanta ad oggi.

Un percorso a ritroso che, muovendo dalla recessione economica in corso, racconta la Crisi come andamento cronico della società italiana, quasi un suo dato esistenziale. Al centro di tutto lo sguardo – sempre spietato e sagace – della ‘umanità comune’ che da sempre popola il mondo di Altan e del personaggio che più ne rappresenta la coscienza critica, il metalmeccanico Cipputi.

PROIEZIONI
Negli spazi adiacenti alla Mostra sarà proiettato il reportage di Silvia Luzi La Battaglia della INNSE, il racconto politico e umano dell’incredibile vicenda degli operai della fabbrica di Lambrate arrampicati per oltre una settimana su di un carroponte a 20 metri d’altezza per impedire la chiusura di uno degli ultimi baluardi della storia industriale milanese.

Tiratura limitata

INAUGURAZIONE Venerdì 27 agosto 2010 ore 19, Villa Soragna Tavola Rotonda con Rinaldo Gianola, Silvia Luzi e Luca Raffaelli.

Rinaldo Gianola, giornalista economico e saggista, è vicedirettore de L’unità. Nel 2010 ha pubblicato Diario Operaio (Ediesse, Roma), racconto della condizione del lavoro nella crisi italiana: storie di operai che hanno presidiato le fabbriche, fatto lo sciopero della fame, occupato strade, stazioni e vecchie carceri, sono saliti sui tetti e sulle gru. Trascurati dalle tv e dai giornali.

Silvia Luzi, giornalista indipendente e documentarista, è autrice di inchieste per le trasmissioni Presa Diretta di RaiTre, e Vanguard, di Current TV.
Ha realizzato nel 2009 il reportage La Battaglia della INNSE sulla vicenda che ha segnato l’inizio della stagione delle battaglie sui tetti.

Luca Raffaelli, scrittore, giornalista, saggista e sceneggiatore, chi segue questo blog lo conosce a menadito, si occupa di promuoverne un ruolo di rilievo nel panorama culturale nazionale, sia come giornalista, sia come autore di saggi.
Scrive, tra gli altri, per La Repubblica, Il Venerdì, XL.

LUOGHI e ORARI
Villa Soragna, opera del primo ‘800 circondata da un Parco con cedri secolari e piante di alto fusto, è sede dell’omonimo Centro Culturale di Collecchio.

Orari: da martedì a venerdì ore 10-12,30 e 15,30-18,30;
sabato ore 10,30-12,30 e 15,30-18.
Lunedì chiuso
Inagurazione venerdì 27 agosto (e l’abbiamo già detto), ore 19
Apertura straordinaria durante il Collecchio Video Film Festival: sabato 28 e domenica 29 agosto ore 10,30-12,30 e 15,30-21

Francesco Tullio Altan (Altan), nato nel 1942 a Treviso, apprezzato dal pubblico come prestigioso vignettista satirico e straordinario autore di fumetti per adulti, è osannato dalla critica per le qualità non solo narrative e grafiche ma anche letterarie delle sue opere.

E’ noto per aver dato vita a un vasto universo di personaggi per adulti e bambini. Fra i primi, oltre al famosissimo Cipputi archetipo dell’operaio, pieno d’ironia e di buon senso, e alle bellone sexy dalla battuta pungente, hanno diffusione (non solo italiana) l’avventurosa Ada, lo squallido Friz Malone, il fantastorico Colombo.

Pimpa

Fra i secondi, la PIMPA (fumetti, racconti, libri, giochi, serie televisive, opere multimediali, spettacoli teatrali) è sicuramente il personaggio favorito dei bambini italiani tra i 2 e i 7 anni. Un’altra creatura di Altan, assai nota ai ragazzi, è il camaleonte Kamillo Kromo.

Quipos
www.quipos.net
QUIPOS è nata a Milano nel 1971 come agenzia di disegnatori, fondata da Marcelo Ravoni e Coleta Goria, che avevano già alle spalle diverse esperienze nell’editoria e nel giornalismo.

Tutti e due, anche se perfettamente integrati a Milano e nella vita italiana, sono argentini di nascita e di formazione, e quindi scelgono come denominazione sociale una parola che avevano già in qualche modo usato e che evoca la cultura latino-americana. Quipos è infatti una delle trascrizioni fatte in lingua spagnola del nome Quechua col quale gli Incas designavano un metodo di registrazione dei fatti e di comunicazione dei dati prettamente visivo, come in fondo lo sono l’illustrazione, la vignetta, il fumetto.

I Quipos, quel proto-alfabeto scomparso da cinque secoli, consistente in un sistema di corde colorate segnate da nodi posti a intervalli irregolari, avevano una corrispondenza simbolica con l’attività dell’agenzia, che cominciava rappresentando alcuni disegnatori sudamericani.

In chiusura di post una foto di non molti anni fa, l’unica che ho con Marcelo Ravoni, seduto insieme a Mariarosa (Mizzi) Rosi, alla sfortunata rassegna di disegni animati di Asolo Cartoon, condoivisa con Vito Lo Russo e soprattutto con Federico Fiecconi.
La foto la devo a lui, scattata da Loris T. Zambelli.

Al microfono della platea, Piero Campedelli.

Altan

Bomba di Riso
www.bombadiriso.it
L’associazione di promozione sociale Bomba di Riso, nasce ufficialmente nel febbraio 2007 dall’unione di diverse individualità al fine di creare spazi per la libera espressione artistica e di parola, realizzando eventi culturali all’interno dei quali sia anche possibile promuovere i giovani artisti.

Al centro degli interessi di Bomba di Riso è la realtà sociale che viene osservata attraverso le lenti che ci sono più congeniali: quelle dell’arte, della fotografia, della musica, della letteratura e soprattutto della produzione documentaristica e cinematografica indipendente.

L’attività che più impegna Bomba di Riso è il Collecchio Video Film Festival (www.collecchiovideofilm.it), festival del cortometraggio e del documentario antropologico e sociale con cadenza annuale.
Fondato nel 2004 dagli stessi membri che daranno vita all’Associazione, il Festival è dal 2007 interamente organizzato da Bomba di Riso, che vanta tra i suoi soci onorari Don Andrea Gallo, la Fondazione Mario Tommasini, Elvira Mujcic e Paolo Nori.

Foto di Asolo