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FRANK IN PARLAMENTO (ovvero, gli esordi del grande Francesco Privitera)

Parlamento

Ecco qua il dettaglio di un meraviglioso disegno elettorale, che più sotto potete ammirare per intero. Si deve a un grande fumettista, Francesco Privitera, meglio noto come Frank. Si tratta della doppia pagina centrale della rivista Barzellette Atomiche, n. 3, anno ll, del marzo 1954.
Cliccandoci sopra, come sempre, l’immagine si ingrandisce e permette di leggere anche la sua istruttiva didascalia.

Naturalmente, per quella testata ormai divenuta rarissima non è l’unico disegno eseguito da Frank (qui indicato come Franco Privitera e paragonato all’altrettanto grande disegnatore francese Albert Dubout, ispiratore nelle vignettone “panoramiche” di Benito Jacovitti per sua stessa ammissione).
Ma è uno dei suoi primi. Altri due, mai ristampati dal 1954, sono riprodotti più sotto in questo post. Quello con la mucca è il primo del secondo anno di vita della testata, pubblicato a inizio gennaio.

Per inciso, per qualche malinteso il nome di Dubout è riportato in questa occasione come Henry.

Di Frank abbiamo già parlato più volte in questo blog.
Si tratta del principale disegnatore e soggettista delle avventure di Frugolino (questa settimana in edicola con il volme a fumetti in allegato al Corriere della Sera), Miciolino, Puffi (da lui ideato), Bingo, del folle inventore Polentina… E anche di personaggi un po’ diversi da questa folla ridanciana e disinibita di animali antropomorfi. Non è un caso che il nome di quest’autore rimbalzi nuovamente nel web. Chi vorrà, continuando a seguire Cartoonist Globale, ne scoprirà meglio la ragione nell’articoletto che succede a questo presentando anche una sua carrellata di lavori inediti (in Italia o addirittura nel mondo).

I characters creati da Frank, o creati da altri e da lui portati avanti, nel corso della loro vita pluridecennale si confermavano come (anche) politicamente scorretti.
Spesso campavano di espedienti, studiavano il modo per ingannare i loro conviventi, abitavano in dimore misere, spoglie, dai muri scrostati e i mobili zoppicanti. Tutto un altro mondo, rispetto a quello quasi sempre razionale e sostanzialmente morale e corretto della Disney, della Warner Bros. o di Walter Lantz; o forse sarebbe meglio dire del mondo della casa editrice che aveva acquisito la licenza per pubblicarne i fumetti negli States, la leggendaria Western.

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Questi strani personaggi made in Italy erano (ma faremmo meglio a dire sono, perché stanno per ritornare in un volume che solcherà il canale della distribuzione nel 2010)… erano e sono piuttosto in sintonia, dicevo, forse inconsapevolmente, con i comic book di etichette americane poco considerate o poco note come la Creston, la Nedor, la Harvey, la St. Jones. Una produzione alla quale, non a caso, questo blog rivolge lo sguardo spesso.

La maggioranza delle storie predilette dai ragazzini che leggevano albi tascabili a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta portavano appunto la firma di Frank, autore che (personalmente) ero portato a ritenere francese.

L’equivoco derivava dal fatto che in un albo gigante, dalle tavole rimontate appunto per il mercato di Oltralpe, (per le Editions du Rempart, come avrei scoperto in seguito) qualche scritta francese riaffiorava da un paio di vignette.

Blog_frugolviaggio_tempo Evidentemente, il nuovo adattamento in italiano era stato successivo all’uscita di quel fascicolo in Francia, e nella operosa officina romana di ritagliatori e incollatori che faceva capo a Massimo Liorni (dove veniva gestito il grosso del traffico delle tavole con questi personaggi tra Italia, Francia e Spagna) non ci si era accorti di questa minima svista.

Che dietro allo pseudonimo “Frank” si celasse il fumettista e pittore Francesco Privitera lo avrei appreso solo più tardi, nella redazione romana delle edizioni Comic Art di via Domiziano.
Francesco Privitera aveva lavorato, circa quindici anni prima che vi approdassi io, presso l’etichetta di Rinaldo Traini, quando la Comic Art muoveva i primi passi ignara che negli anni Ottanta si sarebbe ritagliata, in edicola e in libreria, una notevole fetta di pubblicazioni d’autore.
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Ma sul momento, cercando Frank direttamente sull’elenco di Roma, non lo trovammo, al telefono non rispondeva nessuno. E nessuno, in tutto il giro della Comic Art, del (vero!) Salone di Lucca e in seguito di Expocartoon sembrava averne più traccia.
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Tagliando corto, ho ritrovato Frank (insieme a molti altri fumettisti operanti negli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta) solo qualche anno fa, in occasione di un complesso lavoro di studio e ricerca che stavo svolgendo (e che vedrà la luce prima o poi in più volumi) su quel fumetto italiano che, per qualche ragione secondo me inspiegabile, non è mai stato posto sotto i riflettori da parte della critica specializzata.

Così, quasi quarantacinque anni dopo la sua creazione di Polentina, con Frank siamo diventati amici. Ed è per me un grande onore.

La nostra foto è stata scattata a una Fiera di Reggio Emilia da Joe Zattere, che ringrazio!