L’INTEGRALE N. 6 DELLE AVVENTURE DI MICHEL VAILLANT, di Andrea Sani

Una magnifica edizione filologica in lingua francese che mette in luce i difetti della vecchia edizione italiana delle storie del pilota del brivido

Figura 1

Com’è noto, le storie del pilota automobilistico Michel Vaillant, scritte e disegnate dal francese Jean Graton a partire dal 1957, furono diffuse in Italia per la prima volta nella collana (edita da Arnoldo Mondadori) dei Classici Audacia (dal n° 1 del 1963), e poi, dal 1969, e cioè dal quindicesimo episodio della serie, negli Albi Ardimento editi dai fratelli Crespi, dopo una pre-pubblicazione a puntate sul Corriere dei Piccoli.

I lettori italiani, passando dai Classici Audacia agli Albi Ardimento, avvertirono una variazione nelle avventure di Michel Vaillant, che apparvero a molti meno intriganti delle prime quattordici storie edite nella serie mondadoriana. Forse ciò dipendeva dal fatto che gli episodi di Michel Vaillant, per ragioni editoriali imposte in Francia e in Belgio, a partire dall’albo n°14 Mach 1 pour Steve Warson, 1968 (Il muro del suono, 1967), erano passati da 62 a 44 pagine.

Figura 2

Ma l’impressione di minore densità narrativa suscitata nel pubblico degli appassionati italiani era determinata anche da clamorosi tagli delle avventure di Michel operati negli Albi Ardimento rispetto alla versione originale delle storie (per inserire pagine di pubblicità o altre storie più brevi), e persino da errori nell’impaginazione che talvolta rendevano quasi incomprensibile l’intreccio, come ha fatto notare anche Gianfranco Castellana in http://www.michel-vaillant-fan.it/.

Oggi possiamo renderci conto di questi gravi difetti dell’edizione italiana, confrontando gli Albi Ardimento di Michel Vaillant con la riedizione delle stesse storie – originali e in lingua francese – pubblicate nel n°6 (aprile 2009) della collana Michel Vaillant – L’intégrale, edita con rigoroso scrupolo filologico e magnifica resa tipografica dalla casa editrice Le Lombard di Bruxelles (e di cui abbiamo già parlato in un precedente intervento in questo blog).

Il volume n° 6 dell’Intégrale presenta i seguenti episodi: Km. 357 (1969), Le Fantôme des 24 Heures (1970), De l’Huile sur la Piste (1970) e 5 filles dans la course (1971), l’unica avventura di minor livello rispetto agli altri bellissimi episodi compresi nel volume.

Come ogni tomo dell’Intégrale, questo sesto volume è arricchito di immagini inedite e di un dossier abbondantemente illustrato sullo sport automobilistico degli anni 1967-70 in cui si svolgono le storie.

Ebbene, mettendo in relazione i corrispondenti Albi Ardimento con queste quattro avventure nella nuova edizione francese, emergono delle differenze davvero notevoli.
Per esempio, la versione italiana di Km 357, intitolata Sabotaggio al Km. 357 (Albo Ardimento n° 8, anno II, 1970) riduce le 44 pagine originali a sole 36!
Sabotaggio al Km. 357 è una storia anomala di Michel Vaillant, perché non si svolge nel mondo delle corse, ma fra i giganteschi bulldozer impiegati nella costruzione dell’autostrada Parigi-Bordeaux. Le parti omesse nell’Albo ardimento sono quelle ambientate all’interno della fattoria dei Morin, i contadini che si rifiutano di vendere le loro terre su cui passerà l’autostrada e non ne accettano l’espropriazione, facendo saltare in aria i bulldozer della Vaillante con delle mine anticarro.

Il drastico taglio delle pagine (comprese le tre tavole del finale, in cui si scioglie tutto l’intrigo) penalizza fortemente questa storia, che è legata ai ricordi d’infanzia di Graton. Infatti, nell’introduzione all’episodio pubblicata sull’Intégrale n° 6, a p. 18, l’autore rivela che lo spunto iniziale di Km 357 è l’esperienza da lui vissuta in una fattoria della Bretagna, durante il periodo dell’occupazione nazista della Francia.

Figura 3 piccola Olio

L’Albo Ardimento n° 1 (anno II, 1970), Il fantasma di Le Mans, manca complessivamente di due pagine rispetto all’edizione franco-belga (Le Fantôme des 24 Heures): fra l’altro, l’edizione italiana omette alcune immagini relative proprio al “fantasma” di Le Mans (l’enigmatico Leader) che “infesta” i bordi dell’autodromo e sbeffeggia i piloti della Vaillante.
Quest’idea di uno “spettro” sul circuito delle 24 ore è davvero originale, ed è venuta in mente a Jean Graton quando l’autore si è recato da solo, una notte, sul circuito deserto (cfr. Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, p. 70).

Nell’Albo Ardimento n° 3 (anno III, 1971), Brivido a Monza (cioè De l’Huile sur la Piste) dalla pagina 20 alla 26 le tavole non sono stampate in sequenza ma in ordine sparso, per cui, come osserva Gianfranco Castellana, per leggere correttamente la storia nella nostra lingua, bisogna seguire questa progressione: pagina 21, 20, 22, 23, 25, 24, 26.

Chi, invece, non si accorge delle inversioni delle tavole, perde completamente il filo della vicenda. Il fatto che l’impaginazione dell’albo italiano risulti così caotica rovina una storia di assoluta verosimiglianza: infatti, il famoso pilota belga Jacky Icks (che figura nella storia accanto a Michel Vaillant e a Steve Warson) invitò Graton a Monza, e così l’autore poté seguire, per la prima volta, il Gran Premio dall’interno della scuderia della Ferrari. “Fu un’esperienza formidabile – dichiara Graton – che mi aiutò enormemente per la realizzazione dell’albo” (cfr. Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, p. 122).

Infine, nell’Albo Ardimento n° 5 (anno II, 1970), Il Rally della paura (cioè 5 filles dans la course), sono tagliate qua e là 31 importanti vignette, che chiariscono i rapporti burrascosi fra Steve Warson e Betty, la sua terribile avversaria nel Rally della TAP (la compagnia Trasporti Aerei Portoghesi).

Quattro

Per disegnare questo episodio con attendibilità, Graton effettuò personalmente il riconoscimento del percorso del rally, al volante di una Ford 20M identica a quella dell’equipaggio Gilbert StaepelaereNicole Sol, due piloti reali presenti nell’episodio (cfr. Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, p. 168).

Nella versione degli Albi Ardimento, ai tagli si aggiungono (significative) modifiche nel testo: per esempio, in Brivido a Monza, Monica, l’infida ragazza che spinge Steve Warson a mettersi contro l’amico Michel Vaillant, e che risulta italiana nella versione originale, diventa la francese Monique. In questa storia, i personaggi di nazionalità italiana non fanno certo una bella figura, perché Monica ordisce una congiura ai danni della Vaillante, ed è forse per non avvalorare questa immagine negativa degli italiani che la redazione del Corriere dei Piccoli (e degli Albi Ardimento) trasformò – poco plausibilmente, considerata l’ambientazione nella nostra penisola – Monica in Monique!

A pagina 19 dell’Albo Ardimento intitolato Brivido a Monza, Monique dichiara: “Sono francese, ma abito a Roma. Sono appassionata di corse e non perdo mai una gara…”. Invece, nel testo originale di De l’Huile sur la Piste, Monica afferma: “J’habite Rome… mais comme je suis passionnée de course automobile, je ne rate jamais le Grand Prix de Monza…” (“Io abito a Roma… ma siccome sono appassionata delle gare automobilistiche, non manco mai al Gran Premio di Monza…”). E in una didascalia Graton la qualifica come “la jeune italienne”, cioè “la giovane italiana”.

Anche i complici di Monica, un manager e un meccanico, sono italiani; tant’è vero che, nella versione francese dell’albo, Steve Warson (evidentemente poliglotta), arrabbiatissimo per i loro raggiri, si rivolge ai due personaggi minacciandoli nella nostra lingua: “Ecoutez-moi bien, vous deux! Vos deux sales bobines, je ne veux plus le voir! Compris? Scomparite e che non vi riveda più su un circuito! O.K.? [in italiano nel testo]”

Per rivalutare queste storie di Michel Vaillant, in cui, fra l’altro, il disegno di Jean Graton è all’apice della maturità espressiva, non resta al pubblico italiano che rifarsi all’Intégrale n° 6 della casa editrice Le Lombard (o sperare che questa superba collana sia tradotta anche in italiano): il lettore non resterà certo deluso, e le avventure, anche se già note, gli appariranno in una luce nuova.

LE ILLUSTRAZIONI

In apertura a copertina di Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6 (2009) della casa editrice Le Lombard di Bruxelles.

Segue la copertina di Sabotaggio al Km. 357, Albo Ardimento n. 8, anno II, 1970, versione italiana di Km. 357.

Dopo di essa, la copertina di Brivido a Monza, Albo Ardimento n° 3 (anno III, 1971), versione italiana di De l’Huile sur la Piste.

La quarta figura riproduce la copertina di Il Rally della paura, Albo Ardimento n° 5 (anno II, 1970), versione italiana di 5 filles dans la course.

La quinta illustrazione mostra una vignetta della storia originale, in francese, De l’Huile sur la Piste, ristampata in Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, dove Monica dichiara di abitare a Roma. La didascalia la qualifica come “la jeune italienne”, cioè come “la giovane italiana”.
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Vignetta

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Sotto, pagina 19 dell’Albo Ardimento Brivido a Monza, versione italiana di De l’Huile sur la Piste, dove Monique – contrariamente al testo originale dell’albo – dichiara di essere francese. Nella didascalia, anziché “giovane italiana”, è definita genericamente “ragazza”.

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La Figura n.6

Sotto, vignetta della storia originale originale, in francese, De l’Huile sur la Piste, ristampata in Michel Vaillant – L’intégrale, n° 6, dove Steve Warson si rivolge ai due complici di Monica minacciandoli nella nostra lingua. I due lestofanti, come Monica, sono dunque italiani.

La Figura 7
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Per tutte le immagini: © Le Lombard – © Graton éditeur 2009.

  • Luca Boschi |

    Ancora a proposito dell’intervento di Daniele Tomasi, che chiede: “Proseguo con una domanda, dato che in questi giorni non potro’ andare a vedere se nel’Albo Ardimento ci sia qualche citazione nel colofon o magari la firma nel disegno: ma la copertina e’ per caso di Zaniboni, il disegnatore di Diabolik?”… azzardo una risposta.
    Non credo.
    Penso che si tratti di Enrico Bagnoli, anch’egli grande disegnatore di scuola realistica e dal tratto pulito, piuttosto vicino a quello del bravo e “seminale” Zaniboni. Bagnoli era una sorta di factotum di queste iniziative. Lo troverete citato (o lettori e visitatori) anche nel terzo numero di “Disney Anni d’Oro”.
    Nel mio (ormai vecchio) libro “Irripetibili” accennavo anche a lui, come segue, a proposito degli albi franco-belgi da lui curati:
    (…)
    Quella della Società Editrice Fratelli Crespi & C., che li pubblica, ha l’aria di essere una vera e propria linea culturale strategica. O almeno lo è secondo le intenzioni di qualche suo dirigente, che consegna carta bianca all’autore ed esperto Enrico Bagnoli, affinché programmi e diriga albi di grandi autori francofoni.
    Letture di questo tipo saranno fondamentali nell’educazione dei ragazzi italiani a un gusto narrativo e grafico assai sofisticato, quello che più tardi spingerà alcuni di loro, una volta divenuti cresciutelli, ad apprezzare riviste come “Totem”, “Pilot” “Corto Maltese” o “Comic Art”: le più legate alla bande dessinée.
    Infonderanno anche l’amore per il fumetto nelle menti di giovani lettori che in futuro diverranno a loro volta cartoonist, come ha fatto notare in una sua intervista Franco Saudelli, ricordando la personale esperienza e il suo imprinting.
    In questo momento della sua multiforme esperienza professionale, Bagnoli è un vero e proprio paladino del fumetto avventuroso franco-belga.
    Poco prima se n’era occupato alla Mondadori suscitando, e poi dirigendo, la celebrata collana dei “Classici Audacia” (1963-1967): uno dei ripetuti tentativi dell’azienda di moltiplicare i lettori di fumetti evitando corposi investimenti in riviste vere e proprie, che richiedono l’impegno di redattori esperti e causano problemi di gestione non secondari. Una volta chiusi i “Classici Audacia”, valutati dai contabili di Arnoldo poco redditizi, Bagnoli porta con sé personaggi e know how per riprodurne pedissequamente i parametri negli “Albi Ardimento”, che ne costituiscono l’ideale prosecuzione.
    (…)
    L.

  • Luca Boschi |

    Chi leggesse i commenti a questo post dopo aver visto il post stesso, forse non capirebbe il senso di una osservazione di Daniele Tomasi, perché… un’immagine del post stesso, la penultima, non corrisponde più alle valutazioni fatte in merito da Daniele.
    Chiarisce la questione direttamente Andrea Sani, che dopo aver letto il commento di Daniele mi aveva scritto: ” Nel commento al mio articolo sull’Integrale di Michel Vaillant, l’attentissimo Daniele Tomasi osserva che nella versione francese della vignetta di “De l’huile sur la piste” (“Brivido a Monza”), e cioè nella terzultima vignetta pubblicata nel tuo blog, “il tratto è assottigliato e smangiucchiato (la zona in cui questo e’ piu’ eclatante e’ il percorso in pietra che porta dal lettore all’ingresso della stazione di servizio) ed anche i colori sono piu’ belli nella versione italiana” (che è riprodotta nella penultima vignetta).
    A tale proposito confesso la mia colpa: in realtà per un errore tecnico ti ho inviato una vignetta di un’edizione precedente in francese della stessa storia (che avevo già nel computer) e non la vignetta originale dell’ultima versione dell’Integrale di Michel Vaillant, che risulta perfetta (personalmente, non avevo posto attenzione alla differenza fra la stampa dei due disegni).”
    Così, Andrea mi ha inviato anche una nuova scansione dell’immagine, questa volta
    ricavata dalla collezione integrale della casa editrice Le Lombard, che ha ristampato le avventure di Michel Vaillant in un’edizione magnifica, senza sbavature. Si tratta di quella che adesso compare nel post, e che rende perfettamente giustizia all’opera accurata di Graton e dell’editore.
    Ciao a tutti!
    Luca

  • Hoc Signal |

    Michel Vaillant era uno dei miei miti.
    Complimenti a Andrea Sani per questa analisi dettagliata.
    Tornando in Italia, sempre a proposito di fumetti, qui e ora, vi faccio sapere che s’è inaugurata ieri la mostra “Persistenze sul confine dell’immagine – Ripensando ad Andrea Pazienza”, con Antonio Ambrosino, Paolo Bini, Paolo Borrelli, Angelo Casciello, Bruno Ceccobelli, Franco Cipriano, Paolo De Santoli, Gerardo Di Fiore, Giuseppe Di Muro, Stefano Di Stasio Lorenzo Foschi, Omar Galliani, Salvatore Lovaglio, Ruggero Maggi, Maria Mulas, Tommaso Ottieri, Arturo Pagano, Giusy Parisi, Eliana Petrizzi, Piero Pizzi Cannella, Virginio Quarta, Angelomichele Risi, Errico Ruotolo, Sandro Scalia, Giovanni Tesauro… a cura di Massimo Bignardi.
    Fino al 20 giugno 2009, al MAT (Museo dell’Alto Tavoliere – Città di San Severo).
    Conclusasi, dopo aver riscosso grande successo di pubblico e di critica, la mostra “Andrea Pazienza. Il graffio del Segno”, a cura di Elena Antonacci, Teo de Palma ed Antonello Vigliaroli, giovedì 28 maggio sarà inaugurata al MAT (Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo) la mostra Persistenze sul confine dell’immagine. Ripensando ad Andrea Pazienza, secondo momento espositivo all’interno del programma “Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto” progettato e curato da Teo de Palma e promosso dalla Provincia di Foggia e dal Comune di San Severo in collaborazione con la cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Siena, il Frac-Baronissi e l’Associazione Sorvillo per l’Arte Contemporanea.
    La mostra propone una selezione di opere di artisti contemporanei, il cui denominatore comune sembra scorgersi nell’idea di immagine o, meglio, sul valore che essa assume nella contemporaneità: una scelta di opere provenienti da collezioni private e da istituzioni museali, che intreccia linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, alla ceramica, agli extra media,alla pittura digitale.
    Momenti, personalità, pratiche e linguaggi diversi tra loro proponendo tangenze e confronti fra generazioni di artisti che hanno scandito gli ultimi quattro decenni: dagli ultimi esiti di Nuova figurazione dei primi anni Settanta alle giovanissime esperienze che operano nella sfera del digitale, passando per le interferenze e le aperture transavanguardiste, per il citazionismo, per la nuova astrazione italiana, intercettando la fotografia come linguaggio non appartato da pratiche immaginifiche.
    La mostra è strutturata in tre sezioni: la prima Attraversare i luoghi traduce l’esercizio del viaggio, del suo procedere in un luogo e, al tempo stesso, del pensiero come “movimento dello spirito”, concentrando l’attenzione, spiega Bignardi, sull’ “alveolo della città, l’urbano come viaggio nel sé”. La seconda è posta sotto il titolo La pratica della figura e propone lo specchio, il doppio, il riflesso, dunque, l’immagine come ritratto-autoritratto. In fine La seduzione del mito guarda alle figure che abitano i ‘vivi’ territori degli archetipi.
    È un itinerario che appare ben chiaro dalle traiettorie che tracciano le sezioni, rivolte a tessere una trama tra presente e memoria, tra reale e immagine, tra tempo e futuro, poste, ciascuna, su una linea di confine, in pratica, rileva Bignardi, “prima che l’azione silenziosa, discreta ma corrosiva della persistenza, intesa quale processo che afferma e cristallizza, renda l’immagine icona. È un ulteriore omaggio ad un grande disegnatore qual è stato Andrea Pazienza, ad un artefice che ha sobillato e sobilla il nostro tempo, ad un artista che ha concesso alle sue immagini, alle sue figure, di muovere nell’infinito bianco del foglio, di sfuggire al tempo”.
    “Quello che mi interessa – con questa frase di Pazienza, Bignardi chiude il catalogo – è comunicare, comunicare in un certo modo. Io sono alla ricerca continua di motivi validi per comunicare qualcosa, per continuare a raccontare favole”.
    Per info:
    rivolgersi al MAT (Museo dell’Alto Tavoliere – Città di San Severo)
    Piazza San Francesco, 48 San Severo
    tel./fax 0882 334409 (MAT);
    0882 225738 (Ufficio Informazioni Turistiche “Passione Barocca” presso MAT)
    e-mail: museocivicosansevero@alice.it

  • danieletomasi |

    Articolo interessantissimo.
    Sono in possesso sin dalla sua uscita del numero 3 degli Albi Ardimento (e forse anche dell’automobilina allegata) e non lo leggo da allora, e non ricordavo affatto questa confusione nell’ordine delle tavole.
    Ricordavo invece benissimo la presenza di Jacky Icks quale terzo pilota della casa Vaillant, ed anche che proprio questa commistione di piloti esistenti con piloti di fantasia era intrigante e mi faceva domandare quanto ci fosse i vero e quanto di inventato nelle storie, e se per caso Michael e Steve non esistessero davvero.
    Pur tuttavia spezzo una lancia a favore dell’edizione italiana: le scansioni della stessa vignetta da questo albo e da L’intégrale n° 6 mostrano che la prima, la vecchia edizione italiana, mostra con maggior nitidezza il tratto di Graton, che nella versione francese e’ assotigliato e “smangiucchiato” (la zona in cui questo e’ piu’ eclatante e’ il percorso in pietra che porta dal lettore all’ingresso della stazione di servizio) ed anche i colori sono piu’ belli nella versione italiana (ma questa, a differenza della nitidezza del segno, e’ una opinione personale. Inoltre, se quelli dell’integrale sono i colori originali, allora è giusto che vengano riprodotti quelli).
    Proseguo con una domanda, dato che in questi giorni non potro’ andare a vedere se nel’Albo Ardimento ci sia qualche citazione nel colofon o magari la firma nel disegno: ma la copertina e’ per caso di Zaniboni, il disegnatore di Diabolik?
    Ed infine un ricordo: le serie Albi Ardimento ed Albi sprint erano bellissime, la prima dedicata ai personaggi di avventure drammatiche (Michel Vailant, Blueberry, Steve Morane, etc), la seconda ai personaggi di avventure umoristiche (Mignolino e Clorofilla, LuckyLuke, i Puffi, laCombricola, etc), tutti di origine francofona, con un formato grande che permetteva di godere dei disegni magnifici, di sentirsi dentro le storie, con la carta porosa-ruvida che allora si usava molto (e che ora e’ presente solo nei bonellidi, anche quelli dell’Eura, ma forse un poco più sottile come carta).
    Ehhh! (sospiro nostalgico ^_^)
    DT

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