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RICORDO DI UMBERTO ECO

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Era così importante da sembrare immortale. Per questo siamo increduli.
Tutti noi cdel giro del Fumetto gli dobbiamo moltissimo, chi esercita questo mestierino di critico anche di più.
Cartoonist Globale è vicino alla sorella Emi e alla famiglia.

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DAMS, 1977

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Ci piace ricordarlo sorridente, qui nel video a San Leo nel 2011, con Roberto Benigni.

Qui nello stesso anno nel video intitolato confidenzialmente “Siamo governati da uno schizofrenico” al PalaSharp.

Ancora qualche anno prima, tredici fa, in una registrazione di tipo professionale all’Università Normale, mentre discute di Riflessioni sulla traduzione.

Undici anni fa, con l’audio purtroppo inadeguato, all’Università di Pisa, Polo Carmignani, Piazza dei Cavalieri.

A londra, davanti a un finto mattonato, in conversation with Paul Holdengräber.

Con Paolo Poli nel 1970, ma la trasmissione fu tenuta in frigo dalla bacchettona Rai per quasi sette anni. Si aspettò il varo delle riforma…

“Nella primavera del 1970 Poli, con l’ausilio del regista Vito Molinari (con cui aveva lavorato alle operette televisive dei primi anni Sessanta) e complice Ida Omboni, negli studi di Torino registra Babau, un’indagine in quattro puntate sulle caratteristiche negative dell’italiano medio (mammismo, conformismo, arrivismo, intellettualismo) e summa del repertorio teatrale della sua attività precedente. Ma in autunno arriva da Roma il diktat di bloccare la messa in onda perché “giudicato inopportuno e spregiudicato”. Per sei lunghi anni il programma viene congelato per essere trasmesso nella Rai riformata nell’agosto 1976, perso nel palinsesto estivo. A monito del ritardo nella messa in onda, il titolo diventa Babau ’70.

“Lo show è un insieme di memorabili performance d’autore: nella prima puntata, sul tema del mammismo, Poli recita la “modesta proposta” di Jonathan Swift di arrostire i bambini in esubero nella Londra della rivoluzione industriale, nonché la celebre interpretazione “en travesti” della madre de La Nemica di Dario Niccodemi, che Poli aveva rappresentato in teatro due anni prima. Nella terza, dedicata all’arrivismo, e definita successivamente dal critico della Stampa Ugo Buzzolan, in occasione della messa in onda, “un documento di quello che per anni non si è potuto fare o dire in televisione”, figurano, tra l’altro, un’intervista con la giornalista Camilla Cederna (in quei mesi da molti malvista per i suoi scritti indagatori sull’oscura morte dell’anarchico Pinelli, collegata ai fatti della strage di Piazza Fontana) che se la prende con ecologisti e armatori, Laura Betti che canta due canzoni anticonformiste del suo repertorio, Adriana Asti recita il personaggio della prostituta d’alto bordo da “Gli uomini preferiscono le bionde”, e un finale antimilitarista.

“Tutto allacciato da un diavolo-Poli, che pronuncia ora frasi blasfeme (“Io credo al buon Dio…per forza, se Dio non ci fosse, non ci sarei neanch’io”) ora moralistiche (“Sovente dietro il successo ci sono io”). Babau ’70, col tempo, è diventato uno dei capitoli più emblematici della storia della censura televisiva, che però non frenò assolutamente l’attività televisiva dell’attore, che iniziò, anzi, a fare incursioni come fine dicitore nei programmi culturali di Sapere. ”

Testo di Enrico Salvatori.