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TOPO GIGIO IN VERSIONE MANGA E IL MUSEO DI DORAEMON

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Se non ci sono stati intoppi sulla tabella di marcia, è proprio oggi, come si legge nell’immagine sopra, la data di apertutra a Kawasaki in Giappone del fumettistico e animatorio museo dedicato a Hiroshi Fujimoto (vale a dire Fujiko F. Fujio), che a suo tempo con Motto Abiko (al secolo Fujiko Fujio A), creò il felino ovoidale Doraemon con lo pseudonimo collettivo di Fujiko Fujio.

Eccone le intenzioni (in inglese):
The intention of our museum is to explore where Mr. Fujio’s concept emerged from and to present the pleasure of manga writing, by mainly exhibiting his original pictures. We will continuously improve the museum so that the visitors could feel his “affection” and “geniality” which was expressed in his work.

We have variety of enthusiastic facilities from exhibition room with Fujiko·F·Fujio’s original pictures, manga reading room, theater room where films that could not be watched at any other places, field where you could meet with manga characters, cafeteria where visitors may enjoy our original menu, to souvenir shop full of attractive items. We will assure that every visitor will definitely enjoy our facilities and will be surprised how quickly the time flies in our museum.

Doraemon

I fans di Doraemon sono avvantaggiati, in quanto il viaggio per raggiungere il parco peserà un po’ meno sulle loro spalle, rispetto a chi, invece, ha sempre trovato questo tipo di episodi animati alquanto sempliciotti e insufficienti dal punto di vista dell’animazione in sé, in linea (certamente) con la maggioranza della produzione televisiva made in Japan di quel periodo.

Nemmeno un ipotetico “effetto nostalgia” aiuta a rendere affettuosamente interessante, abbattuto lo schermo delle pretese artistiche, questa e altre serie televisive rivolte ai più piccini, target preferenziale, a quanto è dato intuire, del nuovo museo giapponese.

Tutte le informazioni in merito si possono trovare, aggiornate, qui.

Mio mao topo gigio jpg

Forse un effetto del genere potrebbe invece aiutare i fans di un celebre Topo italico, anch’esso alieno in qualche sua deliranet interpretazione, che nella foto sopra, datata 1961, è abbinato a un felino made in USA: il gatto Felix, o se vogliamo Mio Mao, trattandosi di una pubblicazione sul Corriere dei Piccoli.

A ritrarlo, sopra, è Grazia Nidasio, in via del tutto eccezionale.

Il Topo, invece, eccolo sotto, disegnato nella Terra del Sol Levante, con caratteri somatici affatto diversi da…

Cammina

… quelli adottati per lui dal disegnatore prescelto, suo malgrado (così penso) per il settimanale per ragazzi del Corriere della Sera: nientemeno che il leggendario Dino Battaglia, non troppo a suo agio con gli animali antropomorfi.

Battaglia-Topo Gigio

PULA

Chi corre

Topogigio

Il famoso topo di Maria Perego era… famoso (appunto) anche in Giappone nel 1967, anno al quale sembrano risalire tutti questi articoli sospesi tra il kitsh sfrenato e l’ipnotico, prodotti ufficialmente (non sono tarocchi) molto tempo della sciagurata serie animata, sciroppata anche dai teleutenti italici, nella quale era considerato un alieno.

Topo inizio

Come si vede, con Topo Gigio, evidentemente influenzato dalle pellicole di James Bond, sono presenti in questi manga atipici (o forse si possono definire più propriamente illustrazioni in testo?) anche una sorta di Rosy, la topolina che ha una cotta per lo stesso, e una specie di Gatto Ortensio, ispirate ai pupazzi animati.
Come accadeva in Italia per qualche caso, le storie sono abbinate a dischi in vinile o altro materiale.

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Artto disco Gigio

Immediatamente sopra, la copertina del libro-disco col topo; cosa canterà il Gigio giapponese? La versione locale di Strapazzami di coccole? Oppure …Ma se vedo la gruviera, scappo via e buonasera?

Qui sotto, l’allegato al libretto: il cosiddetto flessibile in plastica colorata; è un tipo di disco a 45 o anche a 33 giri che in Italia circolava come supporto economico a musiche o a registrazioni di altro tipo nel ventennio Cinquanta-Settanta, preferibilmente come allegato a giornali e rotocalchi, o come veicolo pubblicitario diffuso gratuitamente.

Topo flessibile