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LUPO ALBERTO, ABOCA E L’OFFICINA DELLE ERBE

AGGIORNAMENTO
RECUPERO QUESTO POST DEL GIUGNO 2009 con la seguente proposta, inviataci da un “amarista” di prima qualità! Il quale, Fabio, scrive:

Cerco di convincere la ditta Aboca della mia città a produrre un “Amaro Aboca”: non un lassativo come l’Amaro Medicinale Giuliani ma un buon digestivo a bassa gradazione alcolica e con pochi zuccheri.
L’amaro è impreziosito dalla componente vegetale e dalle erbe medicinali. Un vero prodotto fitoterapico!
Inoltre, un artefice della buona digestione è l’alcol. L’amarezza data dalle erbe comporta salivazione e aumento dei succhi gastrici ma l’alcol, oltre a questa ultima azione, elimina anche il senso di pienezza e pesantezza tipico di un dopo pasto, in quanto agisce sul sistema nervoso.
Gli amari in vendita vantano tutti “un’antica ricetta” ma io penso che un amaro formulato alla luce delle moderne conoscenze erboristiche possa essere davvero efficace ed avere successo.

Voi cosa ne pensate, visitors?

Cover

Svelato l’enigma che ha tenuto i visitors di Cartoonist Globale con il fiato sospeso per qualche giorno!
Il “prodotto furry” (come dicono i tecnici in arrivo, e diffuso in pratica gratuitamente, è una nuova produzione di Silver (Guido Silvestri) con Lupo Alberto e alcuni altri amici della Fattoria dei McKenzie.

Edito dalla Aboca, nota azienda di prodotti naturali, è appunto ideato e disegnato tutto da Silver, con i colori di Ivan Annibali (abile fumettista uscito abbastanza di fresco dalla Scuola Internazionale di Comics di Firenze).

Trattasi di una simpatica storia a fumetti realizzata con grandi immagini che, come si vede dalle immagini sotto, sono più definibili illustrazioni che vignette vere e proprie.

Il © delle immagini è McK, per gentile concessione di Aboca.

Artemio

Il libricino, stampato benissimo su una stupenda carta “riciclata” che ne impreziosisce l’edizione, è in un praticissimo ed elegante formato A5 e viene distribuito in omaggio in farmacia acquistando due prodotti Aboca.
Conviene!

Questa edizione singolare, destinata a diventare anche un pezzo da collezione, è un’ulteriore riprova di come il fumetto, usato come veicolo di informazione,
funzioni perfettamente per la semplicità, l’immediatezza e la fruibilità a 360° che sono insite nel medium stesso.

Per il momento non si trovano tracce di questo libretto nel sito della Aboca, ma la campagna nelle farmacie è già iniziata, quindi si tratta di mettersi in caccia.

Mosèjpg

Lupo Alberto (come credo sappiano anche i sassi) acquista il nome dall’attore di prosa suo omonimo, Alberto Lupo, interprete del Dottor Manson nella Cittadella di Cronin trasmessa a suo tempo dalla Rai e presentatore dello show del sabato sera Teatro 10.

Tuttavia, non è detto che i più giovani frequentatori di questo blog l’abbiano mai conosciuto, o possano avere una percezione della popolarità che Alberto Lupo aveva raggiunto in Italia negli anni Sessanta e primi Settanta, prima che una brutta malattia lo colpisse (dopo essersi ripreso avrebbe interpretato, i carrozzella, un film di dubbio gusto diretto da Tinto Brass, Action!, con Luc Merenda e Adriana Asti, e avrebbe partecipato a una “sessione” di quattro mesi del programma radiofonico Gran Varietà, di Antonio Amurri e Dino Verde. Proprio per “venire incontro” a chi ignora l’ispiratore fonetico di Lupo Alberto, lo si vedrà in azione nel prossimo post in una memorabile sequenza nella quale interpreta il moschettiere guascone D’Artagnan (nella foto sotto è con Mina, appunto a Teatro 10, in un celebre duetto: Parole, parole).

Lupo e Mina

Tornando a bomba, il lupo silveriano è l’inquilino più indesiderato della fattoria dei Mackenzie, dove passa la maggioranza del tempo e dove vivono, tra gli altri, il bob-tail Mosè, la gallina Marta, il papero Glicerina, il gallo Omar, il pollo Odoardo, il toro Krug, il cavallo Lodovico, il maiale Alcide, Silvietta la passera scopaiola e quella “sagoma” di Enrico la talpa.

Al cast si aggiunge in occasione di questo libretto della Aboca anche il procione Artemio.
Figlio ideale dei personaggi più divertenti dei disegni animati narrativi americani, il lupo di Silver, che non ha mai nascosto la sua ispirazione ai cartoons della Warner Bros. di Chuck Jones, è spesso sottoposto alle più feroci vessazioni che gli vengono dell’amico-nemico Mosè, peloso cagnone da guardia. Questa routine, come tutti sanno, continua senza sosta dal lontano 1974. Già in quel suo primo periodo, probabilmente, Lupo Alberto ha iniziato a interrogarsi sul suo preciso ruolo in una fattoria di polli e altri coinquilini “ufficiali” più o meno simpatici.
E sin da allora ha trovato qualche difficoltà a guardarsi nello specchio riconoscendo la propria personalità.

Ma questo è un altro discorso, che altri post (o altri blog) affronteranno in futuro…

Libricino