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DUE ESCORT NEL LETTONE DI PUTIN

Dal lettone di Putin al preservativo, che il premier “non usa”.

Le nuove registrazioni pubblicate dall’Espresso, e riportate fra le altre cose dall’ottimo sito di Gisa, Videopolitik, aprono nuovi spaccati sul rapporto tra Patrizia D’Addario e questo barzellettiere da avanspettacolo munito di tacchi rialzati.

Dopo le voci della 42enne escort barese e del Cavaliere a palazzo Grazioli che si davano appuntamento sul talamo regalato dal premier russo al sodale del bibliofilo Marcello Dell’Utri, stavolta il colloquio tra i due svolge la mattina dopo la nottata passata insieme. D’Addario e Berlusconi fanno colazione e il premier si appunta il cognome della escort barese.

A proposito di questi fatti recenti, riporto un estratto del commento del sacerdote Don Paolo Farinella (grazie!), diffuso in una newsletter spedita a un totale di 557 amiche e amici.

Narrano le cronache che Berluskonijad sia alle corde e che il Vaticano sembra rimandare a tempo da destinarsi l’incontro col papa tanto desiderato. Le registrazioni fatte dalla prostituta a pagamento, pubblicate in questi giorni rivelano che la Patrizia aveva ragione e Berluskonijad è un mentitore e bugiardo.
Nel confronto, la prostituta ne esce da gran signora perché si lamenta solo del suo e delle promesse fattele dal magnaccia Tarantino che procurava pulzelle al boss, signorotto di Arcore. (…)

L’utilizzatore finale di prostitute a pagamento, volgarmente dette escort, sta escogitando un colpo a sensazione, tipico del suo stile pacchiano e cerottato: se il Papa non lo riceve, lui si rivolge direttamente al popolo del Papa, a quello superstizioso, ma che fa la differenza in caso di voto.
Come?
Andando in pellegrinaggio da Padre Pio, cioè nel santuario del populismo più becero che esista, nel santuario più superstizioso del mondo, nel santuario meno cristiano che ci sia, dove regnano l’idolatria e gli affari.

A Berluskonijad non interessa nulla dell’aspetto morale o di P. Pio, perché se voleva andare a confessarsi, bastava che fosse andato in qualche chiesa nascosta, senza fanfare e senza tv al seguito. Egli vuole anche l’orgia pubblica e la vuole bagnata di acqua benedetta con cui colpire quel 70% di pensionati e casalinghe che ricevono notizie solo dalla tv. E’ tutto detto.
Al resto pensa «Radio Maria». Il degrado non conosce fondo. Berluskonijad vuole cambiare vita, dice oggi; e domani dirà: E’ la vita che voleva cambiare Berlusconijad; oppure «mai detto una cosa simile», come a dire «non sono io ad essere razzista, è lui che è negro». Se fossi Papa, andrei a San Giovanni Rotondo ad aspettarlo e, poi gli avrei detto in pubblico, a microfoni accesi: vada a restituire la dignità che ha rubato all’Italia, restituisca tutto quello che ha frodato agli Italiani, rassegni le dimissioni da ogni carica pubblica e dal parlamento, vada a farsi giudicare dai tribunali e poi venga e ne parliamo.

Con la pubblicazione delle registrazioni della prostituta D’Addario, ora è fuori ogni dubbio che Berlusconi ha mentito, spergiurato e ingannato il Paese intero. Sì, ha spergiurato sulla testa dei suoi figli. Se fossi al loro posto, mi affiderei a San Giovanni «decollato». Ora siamo quasi certi della fragilità di un capo di governo che può essere ricattato (chi giura che non lo sia?).

(…) C’è un solo modo per rimediare: le dimissioni senza ritorno sue e dei manutengoli.
Spero che la Cei, il Vaticano e campagnucci vari ora siano informati dei fatti e vogliano prendere le distanze dovute e fare le scelte di coerenza e di conseguenza.

Ecco perché è ancora importante che si continui a firmare e a fare firmare l’appello al papa perché non lo riceva: se abbassiamo la guardia, lorsignori si sentono liberi di fare quello che vogliono. Alla data attuale ore 12,00 del 22 luglio le firme raccolte erano di 3.881.
Chi vuole firmare l’appello al Papa che continua, può farlo al seguente sito:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/l%e2%80%99appello-di-un-prete-ai-cattolici-%e2%80%9cimpediamo-l%e2%80%99incontro-tra-ratzinger-e-berlusconi%e2%80%9d/

Fin qui, Don Farinella, ma c’è dell’altro.
Ed esattamente Gianpaolo Tarantini (indagato dalla procura di Bari) che spiega alla D’Addario i “dettagli” della serata che passerà a palazzo Grazioli con il premier. Compreso il costo della serata e il mancato uso del profilattico da parte del Cavaliere.

Per concludere (e siamo nell’ottobre 2008, all’indomani del fallimento della Lehman Brothers) c’è anche il discorso di Berlusconi davanti a Patrizia D’Addario, Giampaolo Tarantini e gli altri ospiti e (stavolta a villa Certosa) Berlusconi che parla con Patrizia delle opere d’arte italiane.

Curioso che un Angelino si sia affrettato, proprio su ordine del Barzellettiere, a varare un decreto per evitare che il popolo dei votanti dello stesso, evidentemente lo stesso pubblico delle repliche di La sai l’ultima?, scoprisse uno dei tanti volti che l’ex “più amato da metà italiani” voleva tenere nascosto.

Ah, ah, che risate! Peccato che la realtà sia molto più ilare dei vieti testi di Pingitore. Nemmeno il grande Alberto Sordi sarebbe riuscito a interpretare lo spirito schifoso dell’Italietta viscida, magistralmente rappresentato dal feudatario di Mediaset.