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BALLOONS CHE NON SONO FUMETTI E “SEQUENTIAL ART” SENZA BALLOONS

Ecco una bella compilation di sequenze dedicate ai fumetti.
O meglio, alle nuvolet…
Ehm, no, diciamo pure che si tratta di balloons (questo sì), ma non è pertinente tirare in ballo il nostro amato medium.
Osservando le scene montate una dietro l’altro, più o meno con criterio cronologico, si constata la singolarità che in pellicole tanto celebri siano stati inclusi dei balloons con ruoli narrativi di qualche rilevanza.

Quartetto Cetra alla TV blog
Balloons intesi come “palloncini” (naturalmente)!

A chiudere la selezione provvede la nostra amica Mary Poppins. Chi si era accorto che mentre volava via era seguita da un palloncino?

Se qualcuno di voi visitors del blog avesse, per caso, una registrazione de La Primula Rossa (1964), testi di Dino Verde e del Quartetto Cetra, regia di Antonello Falqui, produzione Guido Sacerdote, serie Biblioteca di Studio Uno, farebbe cosa gradita, e in tema, postando l’episodio nel quale Renato Rascel interpreta il ruolo di Robespierre (se ricordo bene), e fa volare una sequela di palloncini con su raffigurate le facce di altrettanti giacobini decapitati, mentre intona con piglio parodistico: “Dove andranno a finire i giacobini?”…
Sotto, l’avvio di un altro episodio con tanto di titoli di testa, e le interpretazioni di Alberto Lupo, Anna Campori e Aurelio Fierro.

Chapel

Dopo i balloons che non sono fumetti, ecco dell’arte sequenziale che secondo Paul Karasik avvicina Giotto a Jack Kirby, dipinta a Padova nella Cappella degli Scrovegni.

Paul spiega il suo punto di vista in Reading the Picture Writing on the Wall II nel suo blog americofiorentino Rules To Vivere By.

Per Esempio:

I risk the chance that the Padua Chamber of Commerce may sic a fatwa on my ass, walking into the revered Scrovegni Chapel in Padua is just like walking into a comic strip. Actually it’s like walking into three comic strips with each story cycle wrapping around the interior wall in three ascending tiers with the columns of the architecture separating the panels. As I have said before, I am suspicious of the whole idea of comics on the walls but in this case, if the comic strip was painted over 600 years ago by a guy named Giotto, it turns out to be a pretty good idea.
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