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EUGENIO BENNI, UN GRANDE AMICO, di Romano Felmang

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Sabato 2 maggio è scomparso a Chieti, un mio grande amico, importantissimo e prolificissimo artista del fumetto italiano fin dai primi anni Sessanta.
Eugenio Benni, di lui si tratta, ci ha lasciato dopo una breve quanto improvvisa malattia. Sue sono le illustrazioni, inedite, di questo post.

Eugenio nasce in Francia nel gennaio 1939 da padre franco-tedesco e da madre italiana. Vede la luce in una in una cittadina della Lorena, ma a soli cinque anni rientra in Italia e si stabilisce in Abruzzo dove vivrà con la sua famiglia.

Da ragazzo è un appassionato lettore dei fumetti cosiddetti a striscia, i suoi preferiti sono Tony Boy, Sciuscià, Il Piccolo Sceriffo, Tex.

Nel 1960 si diploma in pittura all’Istituto d’Arte della sua città.
L’anno successivo, vista la sua grande attitudine per il disegno ed il ritratto, viene indirizzato a Milano, presso lo Studio di Nicola Del Principe, il quale è già un artista di primissimo piano nel fumetto comico italiano (Trottolino e Soldino) lavorando soprattutto per le varie testate delle Edizioni Il Ponte di Renato Bianconi.

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Inizia da quel momento una proficua e sterminata produzione con lo studio Del Principe, in cui Eugenio rimarrà moltissimo tempo, fino a tutti gli anni Ottanta, caratterizzando con il suo disegno dinamico, immediato ed asciutto e con l’enorme produzione di migliaia e migliaia di tavole, lo stile dell’intero studio. Anche i nuovi disegnatori che andranno a lavorare con Del Principe cercheranno, invano, di imitarlo.

Di fatto, tutta questa enorme produzione è stata per anni sempre attribuita allo stesso Del Principe.

Eugenio si trasferisce inizialmente a Milano presso un parente, poi, una volta avviato il lavoro, ritorna in Abruzzo.

Il primo personaggio che Del Principe gli commissiona è Yuma Kid, una imitazione di Lone Ranger, del quale Eugenio cura anche i testi prendendo spunto dai film western dell’epoca.
Produce anche materiale per il mercato franco-belga fino al 1965, come ad esempio Pat Emoul, serie giallo-umoristica che verrà pubblicata in Italia dalle Edizioni F.lli Spada sul Superalbo Rip Kirby.

In seguito, cura l’adattamento a fumetti di Quentin Durwad, il romanzo di Walter Scott, disegnando oltre 1000 vignette.
Un altro personaggio per il mercato francese è Gallix, nato sulla scia del successo di Asterix.

Nel 1964, dopo che la EsseGessE ha abbandonato le Edizioni Dardo, i fratelli Nicola e Mario del Principe propongono a Benni di disegnare Capitan Miki ed Il Grande Blek, personaggi per i quali realizzerà una trentina di episodi, ciascuno al ritmo di due (un Miki ed un Blek) a settimana!

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Per il giornalino La Mia Bambola, dell’Editrice La Terza, Benni realizza le puntate de la Storia Vera del Cane Toby, contemporaneamente a centinaia di divertenti vignette osée che appaiono su Il Solletico, insieme a quelle di E. Magni, Onofrio Bramante ed altri autori.

Quest’ultima esperienza lo introduce al fumetto sexy, che comincia ad affollare le edicole italiane. Per la stessa Editrice La Terza realizza una quindicina di episodi di Alcina la Maga (1972/73), mentre per l’Editrice SIE disegna Angelica (1969/74) per oltre 60 albi e Teodora (1970/74) per 52 albi.

Nel campo dei fumetti di avventura, sempre per la SIE disegna Joe Ringo (1969/70) per 11 albi e La Freccia Nera (1969/70) per 17 albi. Per la Edinational si occupa di Robin Hood (1976), che disegna per quattro albi.

Dal 1972 al 1978, Benni si trasferisce in Sardegna, ma continua la collaborazione con lo studio milanese e con Bianconi, per i quali realizza alcuni episodi di Tom Billy By e Zorro, ispirandosi alla serie televisiva di Walt Disney. Ed ecco che anche per Benni arriva la grande occasione: un’ottima proposta di lavoro in California, che Eugenio, da vero abruzzese radicato alla sua terra, rifiuta per restare in Italia.
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Sul finire degli anni Settanta, il fumetto tradizionale entra in un periodo di crisi, mentre si sviluppa il fumetto hard, che Benni, come molti altri disegnatori italiani esegue per l’Edifumetto-Squalo: Il Tromba, Il Camionista, Il Centravanti ecc ecc, fumetti che non producono alcuna soddisfazione personale, così ad essi segue per il bravo disegnatore un periodo di rigetto.

Verso la metà degli anni Ottanta; Benni collabora con gli studi romani di Giolitti e Sergio Rosi e con l’editore Francesco Coniglio.

Del 1987 è una della ultime collaborazioni di Benni con Del Principe-Bianconi, seguendo la moda dei paninari disegna cinque numeri di Sfitty e cinque di Zippo Panino.
Negli anni Novanta collabora con il magazine Fantomen.

Un profilo e un ricordo di Eugenio Benni, con informazioni che sottolineano soprattutto il legame con la sua terra, si trovano a questa pagina di TuttoRaiano. Raiano è il paese in cui Benni ha sempre vissuto, in provincia dell’Aquila. A causa del terremoto, come le cronache hanno riportato, l’ospedale dell’Aquila è divenuto però inagibile, Eugenio Benni è stato ricoverato in quello di Chieti, dove si è spento.

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