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PROCESSO A GIOVANNI DE LEO, di Luigi Marcianò

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Ancora nel tentativo di definire nel modo più circostanziato possibile le modalità dell’entrata nell’uso comune del termine “Fumetto”, e di altri ad esso collegati, interviene Luigi Marcianò, con una ritrovamento che ha per oggetto un paio di articoli i cui originali sono stati evidentemente in possesso dell’amico Claudio Bertieri, decano della critica e dell’approfondimento fumettistico, già direttore di Sgt. Kirk per l’editore Florenzo Ivaldi, nonché organizzatore di cineforum (per chi non lo sapesse, è lui che si cela dietro il famoso cinefilo Riccardelli che Paolo Villaggio cita da decenni come il presentatore del film La corazzata Potëmkin in un suo celeberrimo monologo). Sotto, per chi lo vuole vedere, un estratto dal Secondo tragico Fantozzi, dove il monologo originale di Villaggio è (più o meno ben) sceneggiato. Purtroppo, l’audio del video di YouTube è un po’ basso, conviene alzarlo.
La parola a Luigi Marcianò
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Jumbo-comics

Ho trovato due articoli riportati (purtroppo, stampati con corpo talmente piccolo che per copiarli ho dovuto usare la lente d’ingrandimento) nel bellissimo volume Le rotte dell’immaginario, curato da Claudio Bertieri, pubblicato dalle Edizioni Esagraph nel novembre 1985. Parlano dell’editore Giovanni De Leo e dei suoi guai con la censura e riportano il clima di “caccia alle streghe” che circolava all’epoca nei confronti dei fumetti.

Soprattutto, sono interessanti, a mio avviso, in quanto, in uno di essi, viene riportato, credo per la prima volta, il termine “fumetteria”,
chiaramente non inteso nell’accezione odierna.
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1° Articolo (datato novembre 1952) – Non firmato
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L’editore responsabile di un giornale d’avventure in tribunale
“Robin Hood” a fumetti condannato per istigazione alla violenza e all’indisciplina

La denuncia presentata dal Comitato “Difendiamo il fanciullo” citava una vicenda in cui “I ragazzi imparano come si assassina silenziosamente e freddamente”

Rotte

0677f Non abbiamo molta simpatia per l’infinita serie di pubblicazioni a “fumetti”, in ispecie per le esotiche e avventurose vicende contenute negli “albi”, “buste gallina”, “superbuste delle meraviglie”, né per altre pubblicazioni del genere, delle svariate serie a cui tanto si appassionano oggi i ragazzi… e, purtroppo, anche i grandi. Ricordiamo ancora quelle di un tempo ormai lontano in cui con maggior vantaggio i bambini dedicavano le ore di doposcuola alle sane letture di “Minuzzolo”, di “Giovedì”, ecc. Ma allora non c’erano i cinematografi (dove oggi i ragazzi accedono con facilità e si abituano a veder di tutto) e nessuno ci aveva assuefatti alla violenza e alla brutalità, allo spettacolo delle guerre, né i ragazzi già dalla tenera età erano irregimentati nei “figli della lupa” o tra i “balilla” e… via di seguito con tanto
di moschetto o di pugnale.
Il mondo ora è tutto diverso, sorprende perciò una sentenza pronunciata dal tribunale di Genova in materia di pubblicazioni del genere sopra accennato. La Prof.ssa Beatrice Pozzi in Ferzi, di anni 71, da Poggio Catino (Rieti) domiciliata a Genova in via Zara 21, delegata del Comitato “Difendiamo il fanciullo” – del quale è presidente la Prof.ssa Elsa Roncali – sorto nel Novembre 1951 ad iniziativa della sezione genovese della Fed. Italiana Laureate e docenti istituti superiori, allo scopo di cooperare al risanamento della stampa destinata ai ragazzi, ha inviato in data 3 maggio di quest’anno, un esposto al Procuratore della Repubblica in cui lamenta la diffusione di albi e fascicoli a fumetti, “buste gallina”, “superbuste delle meraviglie”, ecc. nei quali si vorrebbero ravvisare “elementi gravemente nocivi ai ragazzi” e dove nei “fumetti” si rilevano a caso “delle frasi ritenute offensive del senso morale e provocatrici di pericolose conseguenze”, poiché in quelle illustrazioni e nel testo “i ragazzi imparano come si assassina silenziosamente e freddamente, scherzando pure sul morto!”.

Nota: A questo punto, l’articolo non è più interpretabile in quanto è sormontato da un secondo breve articolo che, qui di seguito, riporto.

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2° Articolo (non datato ma che presumo coevo) – Non firmato
Si trattava di banali “fumetti”
Tre mesi per violazione della
legge sulla stampa

Sheena De Leo copia

Il collegio giudicante della VII Sezione del Tribunale presieduta dal dott. Marsicano (P.M. Lombardo), si è trovato ieri a dover giudicare Giovanni De Leo fu Vincenzo, di anni 28, calabrese di Siderno Marina, imputato di avere, quale responsabile delle “fumetterie” edite per i fanciulli sotto titoli vari, e cioè di opuscoli contenenti “avventure” presso a poco come certi film: invece di sequenze di immagini, disegni spiegati, o dilatati, da didascalie.
Si tratta di infrazioni alla legge sulla stampa, e precisamente degli artt. 14 capoverso e 21 del febbraio ’48, in relazione all’art. 528 del codice penale, tramite le pubblicazioni “Big Bill le Casseur” e “Robin Hood”, le quali – secondo un denunzia della professoressa Beatrice Pozzi in Ferzi del Comitato “Difendiamo il fanciullo” (presieduto dalla professoressa Elsa Romoli) – apparirebbero “fatte sistematicamente in modo da favorire il disfrenarsi nei fanciulli di istinti di violenza e di indisciplina sociale”. L’imputato si è difeso negando di avere commesso il reato, e il suo patrono, avv. Selvaggi ne ha chiesto la piena assoluzione, nonostante la richiesta del P.M. di 4 mesi.

Nota: Nei due articoli, la presidente del Comitato “Difendiamo il fanciullo” è indicata prima come “Elsa Roncali” e dopo come “Elsa Romoli”.
Non so quale sia il suo nome esatto.

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