CARL BARKS, IL SIGNORE DI PAPEROPOLI, di Andrea Sani

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Carl Barks il Signore di Paperopoli
Ovvero
Barks, Scarpa e il Colosso del Nilo

E’ finalmente uscito – in lingua italiana – il fondamentale volume di Thomas Andrae Carl Barks and the Disney Comic Book: Unmasking rhe Myth of Modernity (2006), tradotto come Carl Barks il Signore di Paperopoli. Zio Paperone e la critica della modernità, Genova, Prospettiva Globale Edizioni, 2009, con una copertina di Corrado Mastantuono (il Sergio Toppi dei fumetti disneyani).

Thomas Andrae è professore al dipartimento di cinema della San Francisco State University ed è uno dei collaboratori della Carl Barks Library, l’edizione definitiva statunitense di tutta l’opera disneyana dell’Uomo dei paperi.
La versione italiana del saggio di Andrae, di oltre trecento pagine, pubblicata con un’introduzione ex novo dell’autore, presenta anche un’appendice di tavole dedicate a Barks, e opera di fumettisti italiani e stranieri come Giorgio Cavazzano, William Van Horn, Casty (Andrea Castellan), Silvia Ziche, ecc.

Figura 2 Barks

Nel capitolo 1 (Rileggere Paperino), Andrae prende subito le distanze dal vecchio libello contro i fumetti Disney dei marxisti cileni Ariel Dorfman e Armand Mattelart, Come leggere Paperino. Ideologia e politica del mondo Disney (Para leer al Pato Donald), pubblicato in Cile nel 1971 e anche in Italia nel 1972 da Feltrinelli editore. Le critiche di Andrae sono simili a quelle che Claudio Carabba mosse al saggio di Dorfman e Mattelart nella Presentazione al libro di P. Marovelli, E. Paolini, G. Saccomano, Introduzione a Paperino. La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks, edito da Sansoni nel 1974.

Secondo Carabba, e secondo Andrae, il limite principale dell’opera di Dorfman e Mattelart consiste nel fatto che i due autori cileni facevano d’ogni erba un fascio, appiattendo la personalità di Carl Barks su quella degli altri disegnatori di Paperino, messi tutti nella medesima schiera.

Figura 3 Barks

A un lettore italiano, pertanto, l’inizio del volume di Andrae può sembrare abbastanza scontato, giacché le sue osservazioni riecheggiano quelle già conosciute qui da noi (almeno dagli appassionati disneyani). Il “bello” del libro, però, viene subito dopo, quando Andrae approfondisce l’apporto di Barks all’animazione Disney, e soprattutto quando analizza le sue avventure a fumetti di Paperino.

A giudizio di Andrae, le storie di Barks sono legate inestricabilmente agli avvenimenti politico-sociali del suo tempo – il secondo dopoguerra, il baby boom degli anni Cinquanta e Sessanta, la Guerra del Vietnam e la contestazione giovanile – e riflettono la crisi del maschio e l’avvento del femminismo (cfr. gli episodi in cui Paperina tiranneggia Paperino), la fine del self made man (di cui Zio Paperone è l’ultimo esponente) e il contrasto fra la cultura occidentale e le altre culture (cfr. le avventure di Paperino che entra in relazione con popoli che vivono in civiltà pre-industriali). Secondo lo studioso americano, i capolavori di Barks offrono una delle più mordaci critiche del capitalismo globale e del consumismo mai prodotta in qualsiasi medium popolare.

Andrae sostiene che le avventure ideate dall’Uomo dei paperi non rappresentano soltanto un’utopia negativa, ma risultano anche propositive, perché esprimono un’etica dell’equilibrio. Barks auspica un freno alla ricerca di un’illusoria accumulazione di beni promessa dalla modernità occidentale, e offre una visione alternativa – non marxista – della società contemporanea, basata sulla condivisione e sulla sostenibilità ecologica (in un’epoca in cui le preoccupazioni ecologiche nell’opinione pubblica erano di là da venire), oltre a un’etica della non violenza che mette in satira le conseguenze dell’aggressività.
A giudizio di Andrae, mentre Paperino e Zio Paperone raffigurano l’umanità illusa del presente, i nipotini Qui Quo Qua sono i precursori di una nuova consapevolezza planetaria, e incarnano la possibilità che emerga una nuova forma di umanità.
Il libro propone acute riletture di storie classiche come Paperino e il ventino fatale (Donald Duck in “A Christmas for Shacktown”, 1952) o Paperino re del circo (Donald Duck in “Big-top Bedlam”, 1950), valorizzata anche per i suoi pregi formali e per il montaggio delle vignette.
Inoltre, riserva una sorpresa a pag. 197: qui, infatti, Andrae cita un’intervista di Willits a Barks del 17 novembre 1960, nella quale l’Uomo dei paperi, reduce dalla realizzazione della storia Zio Paperone Magnate del petrolio (Pipeline to Danger, 1960), annuncia di star preparando una storia egiziana di Zio Paperone (che poi non realizzerà).
“Sto covando l’idea – dichiara Barks – di fare in modo che [Zio Paperone] prenda l’impegno di spostare gli antichi palazzi e le statue egiziane che sono minacciati dagli allagamenti dalla Diga di Assuan. Naturalmente, scopre un pozzo nascosto che lo conduce nelle viscere della storia, e 1à trova innumerevoli gemme. Ma negli altipiani etiopi le piogge arrivano troppo presto, e possenti alluvioni si precipitano giù per il Nilo verso la diga appena completata. Il pozzo e tutti i paperi che si davano da fare nelle meravigliose camere del tesoro vengono sommersi quando il torrente rabbioso sbatte contro l’infrangibile barriera della nuova diga torreggiante” (T. Andrae, Carl Barks il Signore di Paperopoli. Zio Paperone e la critica della modernità, cit., p. 197).

Figura 4 Barks

Il lettore italiano non può non rimanere stupito per questo progetto di storia, che risulta affine a quello che sarà poi attuato, in modo del tutto indipendente e originale, dal nostro Romano Scarpa nel celebre episodio Paperino e il Colosso del Nilo, apparso sui nn° 292-93 del settimanale “Topolino” del luglio 1961, e incentrato proprio sul salvataggio dei colossi di Abu Simbel dalle acque del Nilo.
Poiché è difficile ipotizzare all’epoca un contatto diretto fra Barks e Scarpa, questa idea comune di una storia incentrata sulla diga di Assuan è una prova del vero e proprio transfert che si è realizzato tra i due autori, e di cui è un’ulteriore testimonianza anche la storia di Scarpa Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante (pubblicata su “Topolino”, nn° 174-175 del 1958) che, in questo caso, ha anticipato di due anni Paperino e il Vascello Fantasma (Uncle Scrooge and the Flying Dutchman, 1959) di Carl Barks.

Circa la virtuale avventura egiziana di Paperino ideata da Barks, l’Uomo dei paperi dichiarò in seguito, sempre a Willits: “Ho cambiato idea sulla trama della diga di Assuan. Avrebbe seguito troppo presto lo scenario del Sahara utilizzato nella storia Pipeline to Danger” (cfr. T. Andrae, cit., p. 197). Molti anni dopo, tuttavia, Barks dette una spiegazione differente per l’archiviazione della storia in un’intervista a Geoffrey Blum (5 giugno 1985): “Non ho mai finito la sceneggiatura… Il progetto era diventato così sporco di politica che avevo paura di rischiare”.

Sarebbe stato interessantissimo confrontare l’ispirazione scarpiana con quella di Barks, e vedere all’opera, sullo stesso tema archeologico, i due massimi sceneggiatori e disegnatori di Paperino.

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Illustrazioni
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Fig. 1: Il libro di Thomas Andrae Carl Barks il Signore di Paperopoli. Zio Paperone e la critica della modernità, Genova, Prospettiva Globale Edizioni, 2009.
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Fig. 2: Il libro dei marxisti cileni Ariel Dorfman e Armand Mattelart, Come leggere Paperino. Ideologia e politica del mondo Disney, Milano, Feltrinelli editore.
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Fig. 3: Il saggio di P. Marovelli, E. Paolini, G. Saccomano, Introduzione a Paperino. La fenomenologia sociale nei fumetti di Carl Barks, Firenze, Sansoni, 1974, con Presentazione di Claudio Carabba.
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Fig. 4: La storia in due puntate di Romano Scarpa, Paperino e il Colosso del Nilo, apparsa sui nn° 292-93 del settimanale “Topolino” del luglio 1961.
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© Disney per i personaggi.
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  • Luca Boschi |

    Cara Anna, salve!
    Grazie a nome di Andrea Sani.
    Intanto, le rispondo io. La storia è stata ristampata più volte in Italia.
    Dal sito INDUCKS ricavo l’intera lista, a questa pagina:
    http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL++292-AP
    Scendendo al paragrafo “Italia” e facendo CLIC sulle voci attive, escono le varie pubblicazioni con tanto di date e immagini delle copertine.
    Ecco la lista comunque:
    Topolino (libretto) 292 (1961) Paperino e il colosso del Nilo(parte 1) [25 pagine] 293(parte 2) [20 pagine]
    Albi della rosa / Albi di Topolino 565 (1965) idem(parte 2) [0 pagine]
    Albi della rosa / Albi di Topolino 565 (1965) idem(parte 1) [43+ pagine]
    I Classici di Walt Disney (seconda serie) 154(parte 2) [0 pagine]
    I Classici di Walt Disney (seconda serie) 154 (1989) idem(parte 1) [43+ pagine]
    Capolavori Disney 19(parte 2) [20 pagine]
    Capolavori Disney 19 (1994) idem(parte 1) [25 pagine]
    Super Miti Mondadori 1 (1998) idem(parte 1) [43+ pagine] 1(parte 2) [0 pagine]
    Topolino Story (Corriere della Sera) 13 (2005) Paperino e il Colosso del Nilo(parte 1) [25 pagine] 13(parte 2) [20 pagine]
    Supplementi a Topolino (libretto) 2672 (2007) Paperino e il colosso del Nilo [43+ pagine]
    La ristampa più recente è di meno di tre anni fa, nel volumetto della collana “Il giro del mondo con Topolino” n. 4 – Africa e Poli
    Data: 13 feb, 2007.
    Le informazioni sono a questa pagina:
    http://coa.inducks.org/issue.php?c=it/TLS2672#d
    Spero di esserle stato utile.
    Grazie di aver scritto… lo faccia ancora!
    🙂
    Luca

  • anna |

    Il suo articolo è molto interessante. Saprebbe dirmi dove è possibile rintracciare una copia di Paperino e il Colosso del Nilo?
    La ringrazio sentitamente,
    Anna

  • Cesare Milella |

    Caro Luca
    ti ringrazio tanto per le tue parole e la tua vicinanza in questo periodo per
    me molto doloroso.
    Un caro saluto anche a te e a tutti i lettori del tuo magnifico blog.
    Cesare

  • Luca Boschi |

    Caro Diego (Dal Pozzo):
    bene, a Napoli sicuramente troverai qualcuno che venderà questo volume della ProGlo. Ma si dovrebbe anche trovare nelle migliori librerie, non solo in fumetteria…
    Matteo:
    non sei il solo ad amare più i colori originali da quelli ricostruiti (dalla Divisioni Libri) con metodo digitale. Quelli originali erano dati con acquerelli liquidi su una fotocopia ridotta dell’originale di ogni pagina e poi passati per la selezione in uno scanner cilindrico della Arnoldo Mondadori che frullava come un Girrrrrrrrmi Gastronomo; poi se ne ricavavano gli impianti per la quadricromia.
    Recuperare questi colori e passarli in formato digitale non è sempre possibile (quasi sempre sì), ma l’ingrandimento della pagina ne mette in risalto i difetti, sbavature e tratti neri imperfetti o bruciati. Così, a volte, qualcuno ha deciso che fosse preferibile ricolorare daccapo per mettere più ordine alle tavole. Certo, si sarebbero dovute seguire le guide cromatiche originali!
    Matteo (ancora) e Christian:
    Sulla storia di Novecento con contenuti speciali ho chiesto direttamente a Tito Faraci. Vediamo cosa si può anticipare in merito…
    Federico:
    Ho visto che il tuo sito su Cimino ha avuto dei problemi tecnici. Non preoccuparti per le mie frasi che hai riportati. Spero che non fossero troppo compromettenti!
    🙂
    Le argomentazioni sul diritto di citazione sono un po’ lacunose e da approfondire, ma nella sostanza Luigi Anzuini dice cose giuste e condivisibili. La cosa fondamentale è citare sempre la fonte, se nota, e il © (così facendo, si salvaguarda la buona fede e si eliminano i dubbi che le citazioni di immagini possano essere fatte a scopo commerciale e non di studio e divulgazione). A volte queste cautele non bastano, ma approfondire il discorso ci porterebbe molto lontano.
    Ed è notte fonda…
    Ciao a tutti,
    Luca

  • Luca Boschi |

    Caro Cesare, sono passati alcuni giorni dal tuo intervento.
    Io ero assente anche dalla rete, come accade talvolta (e accadrà di nuovo nella seconda metà della settimana).
    Voglio ringraziarti di cuore per la considerazione che hai di questo blog, che definisci “un luogo virtuale di amici, amanti del fumetto” (senz’altro senza sbagliare). Ti siamo tutti vicini in questo momento difficile; credo di poterlo affermare anche a nome degli altri visitatori, più o meno di passaggio da queste pagine web.
    Un caro saluto!
    Luca

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