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LOST GIRLS, IL PORNO D’AUTORE A FUMETTI, di Stefano Priarone

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Il capolavoro erotico di Alan Moore e Melinda Gebbie esce in un volume unico in USA

La pornografia con una trama è una sorta di Araba Fenice per molti scrittori. Infatti è difficilissima da realizzare, perché il sesso comunque coinvolge molto emotivamente e un autore rischia di perdersi fra tette, erezioni, fellatio e penetrazioni.

Ma se ti chiami Alan Moore e sei il più famoso sceneggiatore di fumetti al mondo, visto che, fra l’altro, hai rivoluzionato i comics di supereroi negli anni Ottanta con un’opera come Watchmen (diventato un film diretto da Zack Snyder di 300 in uscita a inizio marzo) puoi avere voglia di cimentarti con quest’arduo compito.

Vigilia della prima guerra mondiale.
Lady Alice Fairchild (da Alice nel Paese delle Meraviglie), Wendy Darling (da Peter Pan) e Dorothy Gale (da Il mago di Oz) si incontrano in un lussuoso albergo austriaco.
Fanno sesso fra di loro e con clienti e staff dell’albergo e al tempo stesso si raccontano la versione incensurata (ovviamente a luci rossissime) delle storie di cui sono state protagoniste.

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Tre donne di età e ceto sociale diverso: un’anziana lady disillusa e un po’ cinica, una signora della middle class inglese sposata e insoddisfatta e una ragazza americana molto ingenua e innocente, sono al tempo stesso personaggi reali e icone dell’immaginario erotico.
Ad esempio, Dorothy è la classica Ragazza Innocente, nonostante abbia fatto sesso con chiunque con estrema nonchalance.

Questa la trama di Lost Girls, saga a fumetti ripartita in tre lussuosi volumi cartonati (pubblicati negli States dalla Top Shelf) scritta da Alan Moore e disegnata da Melinda Gebbie, sua compagna da anni (è diventata la Signora Moore più di un anno fa) e usciti in Italia da Magic Press.
Inoltre, nel Previews di questo mese è annunciata l’edizione in un unico volume cartonato, al prezzo, per nulla alto specie per gli standard americani, di 35 dollari.

Lost Girls magari non eccita, ma non è un fumetto erotico come quelli di Milo Manara o come la Valentina di Guido Crepax.
E’ pura pornografia: d’alta classe, certo, ma siamo senz’altro nel reame di Rocco Siffredi. Pornografia coltissima, con citazioni dell’immaginario erotico dell’epoca, ma sempre pornografia. Tutti fanno sesso con la massima facilità, signori repressi che si reputano etero scatenano le proprie fantasie omosessuali, servitori fanno qualunque cosa per accontentare le padrone, l’incesto cessa di essere un tabù e diventa una variante sessuale.
Niente intellettualismo (e questo, in un fumetto davvero intellettuale, è un gran
pregio), proprio come nella pornografia più classica.

Lo stile della Gebbie è raffinato e al tempo stesso realistico, le sue donne (e i suoi
uomini) sono lontani dalla perfezione di un Manara, hanno spesso sederi grossi,
seni cadenti e peni dall’ erezione problematica.

Un fumetto che è un inno all’Eros contrapposto al Thanatos dell’imminente Grande Guerra.

Segnalo inoltre, che sempre sul Previews di febbraio è annunciata la prima parte (di tre) della nuova saga della Lega dei Gentiluomini Straordinari, sempre scritta da Moore e disegnata da Simon Bisley, Century #1 (“1910″) e saluto mia nonna, nata appunto nel 1910!

Altri link (forse) interessanti su questo tema, qui:

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Sotto, un’intervista in due parti ad Alan Moore, in particolare su V for Vendetta e su Watchmen.


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