GRAPHIC NOVELS (forse) E RAGAZZE PERDUTE A TORINO
Tempo fa, scrivevo sulle pagine cartacee di Nòva (ricordo ai turisti per caso in queste pagine trattarsi del supplemento ipertecnologico del Sole 24 Ore, NdR) che chi lo scorso anno esplorava gli stand della Fiera del Libro Torino, constatava come un buon numero di case editrici avesse scoperto una parola d’ordine nuova, un “apriti sesamo” deputato a spalancare, al sol pronuziarlo, qualche meravigliosa grotta di Alì Babà. Oppure, più semplicemente, chissà quanti portafogli di visitatori.
La parola magica dello scorso anno era (e resta tale anche in questi giorni, ma un po’ meno) graphic novel. Che è traducibile come romanzo grafico, romanzo a fumetti.
Purtroppo, non abbiamo notizie di giornata su cosa succeda adesso a Torino, bandiere in fiamme a parte. L’overdose di fiere e rassegne ha consigliato a me e a un altro drappello di maneggioni/e una vista preferenziale alle spiagge tropicali, da una delle quali (anonima) digito queste righe, in attesa di tornare in pista.
Cronaca personale a parte, il lato più interessante della “faccenda graphic novel” sta nell’assodato superamento, da parte dei responsabili di alcune case editrici non di settore, del pregiudizio che in passato sconsigliava di accostare romanzi con vignette e nuvolette a quelli tradizionali in prosa.
Ormai, anche i formati delle due diverse tipologie di libro sono praticamente gli stessi. Non già cartonati “alla Asterix” con poche pagine secondo il costume francofono, né colorate strenne antologiche, impegnative da maneggiare. Invece, dominano il campo i pokettoni in brossura, magari con bandelle e sovraccoperta, stampa in bianco e nero con sei vignette di media a pagina, per consentire una buona decifrazione del disegno.
Tralasciando l’amara constatazione che la scelta di pubblicare romanzi a fumetti, per alcuni avventati editori abbia assunto da sùbito i contorni del flop, resta agli atti l’intuizione non secondaria che sia nato anche da noi un consumatore di comics maturo; un lettore dalla mente aperta che, con un approccio adottabile per Bulgakov, Castaneda, Garcia Marquez o Pennac sia disposto a sperimentare opere a fumetti letterariamente significative, come Maus di Art Spiegelman, Persepolis di Marjane Satrapi (qui in una intervista video, in francese), Palestina di Joe Sacco, Blankets di Craig Thompson.
E via con una carrellata virtuosa di altri esempi.
Tra le cose che di sicuro da qualche stand torinese ammicca al passante c'è il secondo volume illustrato da Melinda Gebbie, autrice di un vero e proprio caso letterario degli ultimi tempi, appartenente alla trilogiaLost Girls (edito in Italia dalla Magic Press). Questa opera, che il nostro amico e contributor Stefano Priarone ha definito qualcosa come "sublime pornografia" in un suo scritto che mi ha inviato ma che, come le ragazze del titolo, è andato lost nella posta, è stata portata a termine in ben quindici anni di lavoro.
Scritta dal geniale sceneggiatore inglese Alan Moore (From Hell, V For Vendetta, Watchmen, Swamp Thing), compagno della Gebbie, questo romanzo erotico dalle grandi tavole dipinte, racconta le emozioni di Lady Alice Fairchild, Dorothy Gale e Wendy Darling, tre donne di passaggio da un lussuoso albergo austriaco, l’Hotel Himmelgarten di Monsieur Rougeur, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
L’incontro casuale delle tre, di diversa età, estrazione sociale e cultura, le porta a confidarsi sempre più, fino a descrivere le loro intense fantasie sessuali.
Prendendo a prestito personaggi di tre intramontabili classici della letteratura, Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, Il Meraviglioso Mago di Oz di L. Frank Baum e Peter Pan di J.M. Barrie, i due autori concretizzano una visione provocatoria, per nulla idealizzata e sconvolgente dell’immaginario legato alla sessualità. Confermando che dentro i romanzi letterari, a fumetti o meno, sonnecchiano comunque nelle loro evolute trasfigurazione gli eroi della letteratura della nostra infanzia collettiva.
Il seguito alla prossima puntata.
Qualcuno è stato o sta andando a Torino? Se ce ne butta giù le impressioni, potremmo forse essergliene grati, mentre nel contempo lo sciabordamento della risacca ci culla l'amigdala.
Qui, se non tolgono di mezzo il filmato, è possibile vedere e ascoltare un reportage amatoriale sul boicottaggio della edizione 2008 della Fiera.
POST SCRIPTUM: Qualche notizia ancora su Napoli COMICON (che, come ha detto qualcuno "dura tutto l'anno"), si trova qui, seguendo con pazienza il percorso dei vari link annessi.
Mentre qui, nel sito Comicsblog.it, c'è un illuminante video sullo stra-affollato Napoli COMICON 2008. Opera dello studio di produzione The Jackal (che ringraziamo de còre), comprende anche interviste con Claudio Curcio e Lorenzo Mattotti. Chi non c'è stato potrebbe essere invogliato a non ripetere l'errore (pur conscio che quanto si vede qui è circa un decimillesimo della manifestazione, delle sue iniziative e dei suoi ospiti)...




Diciamo che quest'anno la fiera del fumetto di Torino non ha molti motivi di appeal, vero? Manara sabato e Faraci + Cavazzano domenica sono dei giganti, MA sono sufficienti ad attirare il pubblico? Gli espositori secondo il sito ufficiale http://www.torinocomics.com/espositori.asp sono 15 (quindici)...
Scritto da: Willi | 10/05/08 a 02:09
Infatti, a leggere con attenzioen, si scopre quel che è noto: è "solo" Torino Comcis Anteprima. La Torno Comcis ufficiale sarà dal 6 all'8 giugno. Questa "antgeprima" svolge invece una funzione fondamentale e importante assai: confermare e consolidare la presenza del fumetto come for a letteraria a sé, alla Fiera del Libro. Per fare questo non c'è certo bisogno di 200 stand (anche se tutti noi fissati dei pupazzetti li avremmo apprezzati).
Invece quel che, semmai, manca in questa preziosa anteprima all'intenro di una Fiera Letteraria da oltre 300.000 visitatori, sono le conferenze e i convegni significativi. Possiamo sperare che ci siano il prossimo anno, ma personalmente ne ho sentito la mancanza.
Non c'era molta scelta, da questo punto di vista, ma almeno una sì. Andare ad ascoltare nell'arena da centinaia di posti un Manara itervistato da Mollica (per conto Fiera, non per conto Torino Comics) sulla Bellezza, senza nemmeno un'immaigne proiettata, oppure in contamporanea andare a diverstisi un poco più in là (per conto Torino Comics) c'erano Guido De Maria e Giancarlo Governi a far scompisciare dalle risate una sessantina di persone, mostrando, inoltre, vidoe con Bonvi che disegna, epsiodi dei cartoni di Nick Carter ecc.?
Parlare di fumetto senza farlo vedere e demenziale e controproducente. In questo l'itnervento di chi si occupa dif uemtto, alla Fiera del Libro, sarebbe significativo: vorebbe dire portare al grande pubblico generalista (ma lettore) la conoscenza di una forma di letteratura di cui i lettori di libri sanno ancora troppo poco.
Ma quali occasioni c'erano? Pochissime, per l'appunto, e su questo punto bisognerebbe lavorare sodo, sempre che il gotha letterario della Fiera lo consenta, agli espoerti di Torino Comics, si capisce... Si vedrà. Intanto pochissimi fortunati hanno potuto assistere, con tanto di disegni in diretta, alle "lezioni sul fumetto" di Vittorio Giardino (uno dei maggiori narratori a fumetti della nostra epoca, che unisce coem pochi qualità narrativa e qualità figurativa). Ma non era una conferenza, no. Era solo la coincidenza che fosse a disegnare dediche ai suoi lettori seduto accanto a Pierpaolo Rovero (che era lì per lo stesso motivo), come ho immortalato nel mio servizio fotografico che pubblicherò presto su afNews, e le chiacchierate che noi tre ci stavamo facendo, in pubblico lì al tavolo delle dediche, a un certo punto sono diventate delle micro lectio magistralis on the fly. Immaginatevele con micrfoni e priezione nel mega schermo dell'arena in cui Manara e Mollica stavano semplicemnete parlando in astratto di Bellezza... Ecco, di queste cose ci sarebbe bisogno, secondo me, e questo la nuova Anonima Fumetti andrà a chiedere a Torino Comics per la prossima "anteprima alla Fiera del Libro di Torino".
Scritto da: Gianfranco Goria | 11/05/08 a 11:15
Sorry per i refusi e la dislessia. Ma tanto sono solo commenti in blog, nevvero? ;-)
Scritto da: Gianfranco Goria | 11/05/08 a 11:18
Ma difatti secondo me sta solo lì il problema: ha senso sdoppiare la manifestazione, con un'anteprima poche settimane prima dell'evento "vero"? Forse qualche editore si farà notare un po' di più - ma l'appassionato di comics verrà due volte? Io, da bravo bogia nen, verrò solo la seconda. E avrei dunque preferito incontrare i grossi nomi di richiamo a giugno.
Scritto da: Willi | 11/05/08 a 11:47
Un paio di aggiunte a chiarimento.
1- Manara ha fatto due incontri. Uno nella piccola Sala Torino Comics alle 12:00 (organizzata tramite Torino Comics) e una, oceanica (e pallosa, a mio avviso), nella grande Arena alle 15:00 (in contemporanea con lo splendido show di De Maria su Supergulp) organizzata diciamo da Fiera Libro (Leopoldo Bloom in realtà), giusto per semplificare. Con tutto il rispetto per l'opera di Milo, egli stesso si sarebbe divertito infinitamente di più a partecipare all'incontro di Supergulp...
2- Non è una questione di senso, direi. Quanto di opportunità, ritengo. Lo spazio che FieraLibro aveva intenzione di destinare a Torino Comics ALL'INTERNO dei padiglioni (fuori fu una tragedia e Pavesio non si fa fregare due volte di fila, visto che già una era di troppo), a fronte della NON concessione da parte del Sindaco Chiamparino delle altre grandi aree disponibili al Lingotto (per mancato accordo tra FieraLibro e Comune), era insufficiente a contenere l'intera manifestazione. Di conseguenza il Pavesio avrebbe potuto ABBANDONARE la Fiera del Libro. Ma sarebbe stato un grosso errore strategico: meglio tenere sempre un piede dentro, a una manifestazione INTERNAZIONALE che muove oltre 300.000 (trecentomila) persone (cosa semplicemente impossibile per qualunque manfestazione fumettistica in Italia). In futuro magari ci sarenno altri spazi e si potrà fare una cosa unica, ma piuttoso che uscire dal Gotha della Letteratura, meglio una presenza più piccola, ma istituzionalizzata, che niente. Televisioni, radio, giornalisti da tutto il mondo, fari mediatici enormi: non esserci, con una presenza riconoscibile, sarebbe sciocco. Per capirci: se mai il Pavesio facesse la sciocchezza di lasciare la Fiera del Libro, quello spazio (potendo) me lo prenderei io al volo.
Scritto da: Gianfranco Goria | 11/05/08 a 14:14
Che poi si possa far di meglio, è SEMPRE vero. Ma questa è un'altra storia.
Scritto da: Gianfranco Goria | 11/05/08 a 14:16
Fatemi capire. Lo scorso anno sono stato a Torino Comics-Fiera del Libro, in una calura insopportabile.
Ho letto e sentito del casino sorto durante e dopo la manifestazione, ma apprendo solo adesso che l'origine di tutto era una diatriba tra la fiera e il sindaco.
Quindi, per loro beghe lo spazio richiesto non era stato concesso, capisco bene?
E a farne le spese è stato il Fumetto, e quindi anche noi visitatori. Oltre alla dignità in generale del nostro media.
Se è così, buono a sapersi. Individuare i colpevoli è sempre importante.
Ho letto a questa pagina: http://www.fumettidicarta.it/Garage_Ermetico/torinocomics_2007/rebottage_torinocomics2007.htm le valutazioni fatte lo scorso anno da Alessandro Bottero, che mi sembravano significativamente catastrofiche.
(...)
-incontri & mostre
il punto degli incontri/dibattiti è stato molto carente. Prima ancora di mandare il primo acconto parlai con Pavesio che mi disse che quest’anno non c’erano spazio per incontri, perché il calendario e le sale erano già pieni per i vari incontri organizzati e gestiti dal Salone del Libro. Al massimo ci sarebbe stata UNA conferenza al giorno. Presi atto della cosa e accantonai l’idea di chiedere spazi per incontri.
In effetti dal giovedì al sabato c’è stata UNA conferenza sola relativa a Torino Comics, ma tenuta nelle sale esterne alla tensostruttura/padiglione 4. Domenica invece nella sala precedentemente adibita a incontri per i professional si sono tenuti una serie di presentazioni per varie proposte/progetti.
Ora voi direte “e perché la Panini ha potuto fare un incontro venerdì?” credo (mia ipotesi) perché la Panini era presente ANCHE nel padiglione 3, ossia interna al Salone. Quindi la richiesta di incontro è passata come espositore Salone, per la segreteria del Salone e NON filtrata da Torino Comics. Ma potrei anche sbagliarmi. Comunque è vero un fatto: quest’anno ci sono stati pochissimi momenti di incontri editori-lettori. E la cosa non è bella.
Oltretutto siccome all’interno dei padiglioni esistevano spazi di incontri ulteriori oltre a quelli ufficiali, mi chiedo perché non si sia pensato lo stesso anche per il padiglione di Torino Comics. Si poteva sfruttare la zona bookstore, o ricavare spazi dalla planimetria dei due ambienti. Le mostre sono state molto poche, e poco evidenziate. I
(...)
Conseguenze post-Manifestazione
Che succederà? Torino Comics 2007 ha lasciato ferite profonde nel mondo del fumetto italiano. Persone ritenute amiche si sono scagliate contro il capro espiatorio, perché come si è detto esplicitamente “è inutile andare addosso a un elefante con le freccette”. L’elefante, per chi non lo avesse capito, è il Salone. La sensazione che mi lascia è quella di una guerra tra poveri, mentre i veri responsabili sono riusciti ad apparire innocenti e si defilano: “sicuramente non si rivolgono a noi, ma al loro organizzatore”.
Torino Comics oltretutto, al di là di chi abbia colpa e responsabilità, ha subito un colpo gravissimo come credibilità ed attendibilità. Io stesso, pur non sposando la tesi della responsabilità unica di Pavesio, non credo di tornare come espositore l’anno prossimo. E come me altri. Cosa ci riserverà il futuro? Non lo so. Tirando ad indovinare credo una edizione Torino Comics 2008 (se si farà) in tono più sobrio, con meno espositori, e molti alla finestra a vedere come va. E questo non è un bene per nessuno.
Fine del "reBottage".
Invece una edizione 2008 ci sarà, anticipata da questa preview. Grazie a Goria, che si è speso in questo forum di discussione per farci sapere la sua posizione sui fatti, illuminandoci su qualche retroscena come questo, che ignoravo.
Saluti e in bocca al lupo a Pavesio, che credo ne abbia bisogno. Spero che lo spazio per incontri e dibattiti sia migliore e mggiore in giugno, e anche affollato.
Come dice Goria è importante, e come sosteneva Bottero, anche.
Se il discorso è "fare cultura" (ora che il governo ostacolerà ogni forma di circolazione delle idee, perché ai governanti attuali non conviene che il cittadino pensi), conoscere, dibattere, confrontarsi è fondamentale, anche in un settore apparentemente marginale come quello dei fumetti.
Duca Biancomat
Scritto da: Il Duca Biancomat | 11/05/08 a 15:57
Eh, sì. Gli spazi dipendono da accordi tra l'Ente Fiera e il Comune. Il fumetto è, evidentemente, considerato un ospite di minore importanza (e la presenza di cosplayers e bancarelle alla buona contribuisce a darci il tono di parenti poveri, caciaroni e sporchi), e resta quindi in coda. L'anno scorso alcune promesse che avevano convinto il Pavesio a tentare la sorte, a portare il fumetto nel Tempio della Letteratura, non sono state mantenute. Forse il Pavesio aveva la colpa di averci creduto.
Questa volta, invece, la diatriba perenne tra Comune e Ente Fiera (qui è difficile trovare "colpevoli" perché ciascuno scrica sull'altro colpe di vario genere, che vi risparmio, com'è normale in queste faccende, ovunque, almeno in Italia) si è protratta fino all'ultimo. Risultato: lo spazio disponibile è quello che è. Però, per lo meno, il Fumetto c'è.
Ma c'è davvero molto di più da fare, e non è semplicissimo.
Scritto da: Gianfranco Goria | 11/05/08 a 21:10
Terribili, queste diatribe. Cioè, non il fatto che le diatribe ci siano, ma che l'Italia suia ridotta in queste condizioni.
Chi gestisce la Fiera del Libro di Torino a dir poco fa venire i bordoni.
Disprezza il Fumetto (di fatto è questo che appare).
Pavesio ha la mia solidarietà, per essersi fidato di chi si è dimostrato inaffidabile.
Ora leggo quello che scrive Grillo in proposito. Ve ne copio una parte: "Ho deciso di fare una diretta streaming da Internet e di non venire al Salone del Libro di persona. Il presidente Ferrero mi ha intimato dalle pagine della Stampa di non fare comizi, di non dire parolacce e di spiegare il valore della lettura, di limitarmi a parlare solo di libri. Non ho voluto metterlo in imbarazzo con la mia presenza e con qualche ardita espressione come Morfeo. Insulto violento e censurato dall’informazione che lo cita infatti come insulto inaudito. Io non voglio parlare del valore della lettura, ma piuttosto del valore della scrittura. Se ciò che scrivi è spazzatura, ciò che leggi è spazzatura. Elementare. Se ciò che scrivi viene censurato dall’editore, dall’inserzionista pubblicitario, dalla telefonata del politico per continuare a fare il giornalista o lo scrittore l’unica via che ti rimane è l’autocensura."
Ecco dove vedere l'intervento fatto a Torino:
http://it.youtube.com/watch?v=cy9xJslpdsM
E via di questo passo.
Ma la cosa più interessante sta qui: "A luglio consegnerò le firme per i referendum, ma prima lancerò un referendum operativo. Un referendum operativo si differenzia da quello legislativo perchè è di immediata esecuzione. Il cittadino fa da sé. Proporrò la disdetta del canone alla RAI con le istruzioni, i partecipanti, i risultati in tempo reale. La RAI se la paghino i politici, l’informazione televisiva è roba loro, i Riotta, i Mazza e i Saccà sono roba loro, il consiglio di amministrazione è roba loro, la pubblicità è roba loro. Petruccioli in Confalonieri è roba loro. Per far chiudere questa RAI non è necessario cambiare le leggi, è sufficiente non pagare più il pizzo. Un solo canale, senza pubblicità, senza interferenze politiche, al servizio dell’informazione e dei cittadini. Un canale pubblico con un direttore come Marco Travaglio, per fare un esempio. Un canale di cultura, inchiesta. Questo è quello che vorrei, non culi, tette, calcio e politici in prima, seconda e terza serata.
Il controllo dell’informazione ha cambiato il Paese in peggio, una libera informazione può darci un nuovo Rinascimento. Loro non molleranno mai, noi neppure!"
Poi, staesa tutti parlano dell'ultima. Fazio si scusa per le "accuse" rivolte da Travaglio a Schifani!
Ma di che stanno parlando? Leggete la biografia di Schifani, le prime 6 righe, e poi ditemi se Travaglio non ha semplicemente detto ciò che dovrebbe essere noto a tutti!!!
http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Schifani
Ecco qua: Renato Schifani è stato nel 1979 tra i fondatori della società Siculabrokers in cui ricoprì anche il ruolo di amministratore. Tra i soci di questa società, c'erano l'ex ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia, Benny D'Agostino, Giuseppe Lombardo e Nino Mandalà[1][2][3] [4]. Benny D'Agostino è un imprenditore successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, Mandalà è stato condannato per mafia[5] ed è stato definito dai giudici il capocosca di Villabate[6], Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti Satris[7] di cui erano soci i discussi esattori ed uomini d'onore della "famiglia" di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984[8].
Allora? E' tutto vero (e allora Travaglio ha ragioni da vendere) o Wikipedia mente e allora va corretta quella voce?
Italiani similonestini, pulitini, perbenino, di destrina, di centrodestrina e blablabla, con la giacchettina e la cravattina, avete visto cosa avete fatto dando quel maledetto votino ai destrini? A chi avete consegnato il Paesino?
Per me, se a voi va bene, ve lo meritate. Ma io non me lo merito!
E Fazio si scusa... Seeee... Scuse...
E la Finocchiaro, me lo gioco ai dadi:
Finocchiaro: inaccettabili accuse così gravi. Critiche sono state rivolte a Travaglio anche da Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato: «Trovo inaccettabile che possano essere lanciate accuse così gravi, come quella di collusione mafiosa, nei confronti del presidente del Senato, in diretta tv su una rete pubblica, senza possibilità di contraddittorio».
E' colpa vostra, falsa sinistra, se ora siamo in queste condizioni!!!
Scritto da: Emmanuel | 11/05/08 a 22:51
Ciao, ragazzi!
Meno male che non tutti sono pecore.
Di Pietro: solidarietà a Travaglio, ha raccontato i fatti
Antonio Di Pietro esprime "solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti". "Episodi - sostiene il leader di Idv - che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all'altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato".
Prosegue Di Pietro: "Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro. Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore".
Sul blog di Di Pietro la scheda su Schifani
Antonio Di Pietro ha pubblicato sul proprio blog la "carta d'identità" del presidente del Senato Renato Schifani tratta dal libro di Marco Travaglio "Se li conosci li eviti". La scheda riporta le accuse di collusione con la mafia, e Di Pietro ricorda che il presidente del Senato e l'onorevole Enrico La Loggia, citato nel testo, hanno sporto querela.
Giulietti: Schifani ha diritto di replica
"Noi abbiamo sempre sostenuto il diritto di qualsiasi cittadino, a maggior ragione del presidente del Senato, di rivolgersi ad ogni sede appropriata ogni qual volta si sente diffamato. E riteniamo pertanto giusto e doveroso che qualsiasi cittadino, e ancora a maggior ragione il presidente del Senato, possa chiedere e ottenere il diritto di replica". Così Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21.
"Il diritto di replica - afferma Giulietti - vale per Schifani come per molti altri cittadini e movimenti spesso diffamati senza poter replicare. Bene ha fatto Fabio Fazio a dichiarare immediatamente la sua disponibilità ad ascoltare le repliche; quello che non possiamo condividere è il passaggio dalla critica pur feroce alla richiesta di espellere le opinioni diverse. E non c'è dubbio che Travaglio rappresenti opinioni diverse che sono però condivise da molti cittadini. Trovo francamente singolare che a partire dalla trasmissione alcuni esponenti della destra si siano scagliati addirittura contro Fazio Fazio, Paolo Ruffini e il direttore generale Claudio Cappon. Un attacco - osserva Giulietti - che non ci convince affatto e che era stato peraltro annunciato già in precedenza. Ci si scaglia contro le solite trasmissioni e le solite reti (in particolare Raitre) crocifiggendo i soliti giornalisti mentre si legittimano i peggiori prodotti della tv spazzatura".
Scritto da: Pellati S. | 12/05/08 a 01:23
Gianfranco - capisco benissimo perché Pavesio non poteva "perdere il posto" al desco di Torino Comics (per quanto ammesso come "parente povero"); so bene quanto la vetrina sia importante e prestigiosa. In effetti è l'operazione analoga all'allegato al quotidiano: portare i fumetti a chi normalmente non li legge. Mi chiedo però se quindici espositori siano sufficienti per farsi notare al Lingotto (spero di sì, neh?); e ringrazio per il fatto che la Torino Comics "vera" sia in un altro momento e, non avendo partecipato all'anteprima, mi spiace non aver assistito agli incontri con Manara, Giardino e Cavazzano.
Scritto da: Willi | 12/05/08 a 09:01
Certo, di Melinda Gebbie in questo thread non parla nessuno: tutti si sono buttati (forse giustamente) sul chiacchierato Salone di Torino e ora sull'attacco alla Rai da parte dei nuovi ex missini (chi può contestarmi questa definizione soft? Da fascisti a missini e da missini nel PdL, quindi al governo. Chi me lo può contestare?). Sempre quelli sono. Possono cambiare nome, ma non le impronte digitali, a meno che non si facciano una plastica ai polpastrelli.
Oggi sulla "Stampa" (non certo un giornale comunista, come non lo sono io, ci tengo a precisare contro chi volesse tacciarmi di ideologizzata) dice qualcosa in merito Maria Grazia Bruzzone.
Ieri sera poi, dopo che Fazio ha fatto le scuse in diretta e ha letto la lettera della direzione generale (concordata con la presidenza Rai) il capogruppo del Pdl al Senato non solo si è lasciato andare a commenti ironici («una figura penosa quella di Fazio, una poesiola, era quasi meglio Travaglio») ma ha messo subito le mani avanti: «Scuse e letterina non ci bastano».
E non è che Gasparri miri a costringere il cda a sanzionare il conduttore o il direttore di Rai3, Paolo Ruffini. O magari a spingere il cda a «gesti estremi», come la consigliera leghista Bianchi Clerici arriva a sospettare sia l`obiettivo dei Travaglio e dei Santoro che «si comportano così per costringerci a prendere provvedimenti davanti ai quali farebbero i martiri».
A ben altro mira Gasparri, a sentire il consigliere Carlo Rognoni, già deputato Ds, che ne è arcisicuro: «E’ un’offensiva di An, che mira alla Rai e in primis alla poltrona del dg». Non è un`ipotesi remota, nel momento in cui Paolo Romani, da sempre uomo di punta di FI per quanto riguarda le comunicazioni (responsabile del partito prima e dopo aver fatto il sottosegretario) si accinge a fare il viceministro di Scajola alle Comunicazioni, lasciando a bocca asciutta Mario Landolfi che ci puntava. Non solo. Già subito dopo l`esito delle urne tra esponenti di An si sussurrava di una sorta di patto segreto col Cavaliere sulla Rai, che non sarebbe più stata campo libero per uomini di Fi, ex manager Mediaset e quant’altro.
Però Berlusconi conserva dei dubbi a dar loro troppo spazio. «Hanno combinato troppi guai, all`azienda e all`immagine del centrodestra», è il refrain che confida ai suoi. Allusione al passato dg forse, a certe fiction oggetto di polemiche e poi bloccate, sicuramente allo scandalo delle veline che ebbe tra i protagonisti Salvatore Sottile.
°°°°°°°°°°°
Contraddizioni, per di mantenere il potere economico e quindi il potere politico che serve a difendere questo e altri privilegi, alla faccia di noi disoccupati.
Giulia
Scritto da: Giulia (Friuli Venezia) | 12/05/08 a 14:22
Ciao a tutti!
Per la cronaca su Lost Girls, avevo scritto:
“Lost Girls” magari non eccita, ma non è un fumetto erotico come quelli di Milo Manara o come la Valentina di Guido Crepax.
E’ pura pornografia: d’alta classe, certo, ma siamo senz'altro nel reame di Rocco Siffredi. Pornografia coltissima, con citazioni dell'immaginario erotico dell'epoca, ma sempre pornografia. Tutti fanno sesso con la massima facilità, signori repressi che si reputano etero scatenano le proprie fantasie omosessuali, servitori fanno qualunque cosa per accontentare le padrone, l'incesto cessa di essere un tabù e diventa una variante sessuale.
Niente intellettualismo (e questo, in un fumetto davvero intellettuale, è un gran pregio), proprio come nella pornografia più classica.
Su Torino: a me è piaciuto molto. Sempre più conferenze, più stand, più personaggi. E una fiera anche molto fumettosa: non solo per l'anteprima (in un posto migliore del 2007) di Torino Comics, ma anche per le tante case editrici di fumetti che avevano uno stand assieme a quelle di libri "classici".
E, poi, in quale fiera puoi vedere Manara e Gore Vidal, Mughini e Lucarelli, Gramellini e Lansdale? :-)
Ciaoissimo
Stefano
Scritto da: Stefano Priarone | 12/05/08 a 17:14
El Pais, 29/04/2008:
Renato Schifani, candidato del Pueblo de la Libertad, ha sido elegido hoy presidente del Senado italiano por 178 votos a favor, 117 abstenciones y tres nulos. Colaborador estrecho de Silvio Berlusconi, ha logrado cuatro votos más de los partidos que oficialmente le apoyan.
El candidato conservador ha obtenido la presidencia del Senado en la primera votación de la Cámara Alta, tras la apertura esta mañana de la XVI legislatura italiana. Por su parte, Emma Bonino ha logrado trece votos y una decena se han repartido entre varios senadores.
Los parlamentarios de la derecha italiana, representada por el Pueblo de la Libertad (PDL), la Liga Norte y el Movimiento para la Autonomía, vencedores de las elecciones generales, han aplaudido la designación de Schifani cuando éste ha alcanzado los 162 votos que necesitaba para obtener la presidencia de la Cámara.
Después de la elección del presidente del Senado, deberá nombrarse el de la Cámara de los Diputados, cargo para el que el PDL presenta a Gianfranco Fini, de 56 años y presidente de la derechista Alianza Nacional, que concurrió a las elecciones dentro de la lista del partido de Berlusconi. La elección, según se prevee, no se logrará hasta mañana ya que será probablemente en cuarta votación, pues la ley establece que en las tres primeras se necesita una mayoría de tres cuartos y en la sucesiva sólo la mitad más uno de los sufragios.
Renato Schifani llega a la Presidencia del Senado italiano tras más de catorce años en política y con una carrera marcada por su apoyo incondicional al futuro presidente del país, Silvio Berlusconi, lo que le ha convertido en uno de sus hombres de confianza.
Nacido en Palermo, la capital siciliana, el 11 de mayo de 1950 y abogado de profesión, entró a formar parte del proyecto de Forza Italia en 1995 y fue elegido senador un año después por su región natal, cargo que ha mantenido en las tres últimas legislauras y al que, a partir de 2001, sumó el de jefe del grupo parlamenario de Forza Italia en esa cámara.
Schifani se convirtió en el rostro de Forza Italia por sus repetidas muestras de apoyo y declaraciones públicas a favor de Silvio Berlusconi, al que llegó a comparar con el conde Cavour, uno de los principales impulsores de la unificación italiana en el siglo XIX, para rebatir las acusaciones de conflicto de intereses que pesaban sobre 'Il Cavaliere'. El nuevo presidente del Senado recordó en aquella ocasión que Cavour ocupó diversos cargos políticos y que, a la vez, fue un importante terrateniente y propietario de un periódico, una comparación que originó diversas críticas y que el propio Berlusconi le pidió que evitara.
A pesar de su posición dentro del partido, reconvertido en los últimos comicios en El Pueblo de la Libertad (PdL), junto a Alianza Nacional, La Liga Norte y el siciliano Movimiento por la Autonomía, no ha ocupado ningún cargo ministerial, un objetivo por el que, según ha asegurado, que nunca "pataleará".
En el plano político, Schifani fue uno de los protagonistas de la estabiización del régimen carcelario especial para mafiosos y terroristas, conocido como artículo 41 bis. Esta medida prevé que los condenados por esos delitos no puedan acogerse a los beneficios penitenciarios previstos en la ley, como el régimen abierto, a menos que se conviertan en arrepentidos y colaboren con la Justicia. Asimismo, fue el autor del laudo Schifani, mediante el que se concede la inmunidad a los presidentes de la República, del Gobierno, de las dos Cámaras parlamentarias y del Tribunal Constituional mientras ejerzan sus cargos. Ese laudo fue declarado posteriormente ilegítimo por el Tribunal Constitucional.
Su nombre, en cambio, ha sido relacionado por la prensa italiana con la criminalidad organizada siciliana, ya que en los años ochenta fue socio de una compañía en la que también figuraban Nino Mandalà, jefe del clan mafioso de Villabate, y de Benny d'Agostino, empresario ligado al histórico dirigente de la Cosa Nostra, Michele Greco.
Scritto da: Francisco Gonzalo | 12/05/08 a 18:18
La vicenda Travaglio-Schifani, che implica il tentativo di avviare una nuova epurazione di persone che in Rai non sono in linea con l'immobilizzazione dell'informazione gestita dal neogoverno, mi appassiona. Oggi leggo sul mio giornale, l'"Unione Sarda", che il leader Walter Veltroni assicura che la Rai sarà "uno dei grandi temi delle regole del gioco", ma chiede di cambiare i criteri di nomina del cda, perché applicare la legge Gasparri sarebbe "una scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda".
Anche Federazione della Stampa e Usigrai insistono per una legge bipartisan "di pochi articoli" che modifichi i meccanismi di nomina del vertice e dicono no a scorciatoie per "invocare un rapido ricambio" alla guida della tv pubblica. Ma l'ex ministro Maurizio Gasparri insiste: rinviare il rinnovo del cda sarebbe "paralizzare l'azienda".
Intanto l'appoggio di Antonio Di Pietro a Travaglio (unica voce fuori dal coro, se si esclude Rifondazione) potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza dell’Italia dei valori per la commissione di Vigilanza (che in base alla Gasparri nomina sette consiglieri Rai su nove e dà il gradimento a maggioranza di due terzi sul presidente): niente presidenza, dice Cicchitto, "a chi incarna la punta di diamante degli sconvolgimenti della Rai".
Travaglio si difende ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca") e "paradossalmente" si augura che la querela di Schifani - ricevuto ieri pomeriggio al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il giornalista, sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti", scritto a quattro mani con Peter Gomez, e dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate.
Curioso che il libro sia lì da tempo, ma ai politici della maggioranza non interessa: l'Italia è un Paese di ignoranti e quelli che leggono sono per loro irrecuperabili, dato che hanno apposggiato il loro consenso e il voto sull'ignoranza della gente. Che invece questa gente, ignorante i fatti, una volta che diventa spettatrice della TV li sappia comunque, è cosa grave, E quindi, il via alle azioni in tribunale.
Voglio vedere come va a finire, Io appoggio Travaglio e plaudo Di Pietro, capo dell'unico partito non compromesso, fra quanti ancora ve ne sono in Parlamento.
Scritto da: Piero Urru | 13/05/08 a 11:31
La saga continua, e i lavori della "nuova maggioranza" (che è la stessa dei primi anni Novanta, risorverata dal sarcofago, con un po' di trucco - e trucchi - e fondotinta) cominciano malissimo.
Notizie di oggi, che si commentano da sole.
Io sono sostenitore di Casini, uomo di Centro, e appoggio quello che dice. Si veda articolo di seguito.
Complimenti per questo blog che non parla solo di cose "leggere".
Antonio Di Pietro interviene nell'aula della Camera subitro dopo Berlusconi e viene interrotto più volte dai deputati del Pdl che evidentemente non apprezzano i toni del suo discorso. Per il leader dell'Italia dei Valori le parole distensive del Cavaliere verso il Pd sono «furbe». Quando ricorda che gli aveva offerto il posto di ministro dell'Interno. È il premier a intervenire: «no, non glielo ho mai offerto», facendo di no con le mani. Da lì in poi quasi impossibile proseguire per Di Pietro che si rivolge al presidente della Camera, Gianfranco Fini. Fini invita i parlamentari a lasciar parlare Di Pietro. Ma le interruzioni proseguono, dalle file dell'Idv i deputati urlano «Ma è iniziata la dittatura che non si può più parlare?» e Di Pietro torna a sollecitare Fini.
Il presidente della Camera si stizzisce: «Onorevole Di Pietro, lei sa bene che è abbastanza naturale, che ci siano delle interruzioni» e quindi si lascia sfuggire: «Poi dipende anche da ciò che si dice». Di Pietro, quasi a disagio contro replica: «Ha ragione, dipende proprio da ciò che si dice. Non bisogna disturbare il manovratore...».
Ma la battuta al vetriolo di (quell'ex fascista di) Fini - «dipende da ciò che si dice» -quasi fosse ancora il vice capo dell’opposizione, non piace affatto all’ex presidente della camera Pierferdinando Casini che inizia il suo intervento stigmatizzando il comportamento del presidente neoeletto. «In Parlamento non si può decidere di far parlare le persone solo in base a quello che dicono...».
Scritto da: Giovanni Capoccia | 14/05/08 a 12:22
Ciao, a proposito della Fiera del Libro di torino, manifestazione alquanto mediocre, ecco l'intervento di Marco Travaglio:
1°parte: http://it.youtube.com/watch?v=mYWJ9A8aLdY
2°parte: http://it.youtube.com/watch?v=ZTY53tsh4KI
3°parte: http://it.youtube.com/watch?v=jfhVv0F9cOs
4°parte: http://it.youtube.com/watch?v=6Fzewkb3fIM
Intervento del magistrato Luigi De magistris :
1°parte: http://it.youtube.com/watch?v=dl27BX3J3EI
2°parte: http://it.youtube.com/watch?v=5W56ZCN5PG4
Intervento dell'epurato e epurando Santoro :
1°parte: http://it.youtube.com/watch?v=n5m2x9ml08k
2°parte: http://it.youtube.com/watch?v=f_VLV61OtCQ
Intervento del giornalista Peter Gomez :
1°parte: http://it.youtube.com/watch?v=rtik5PFa7kM
2°parte: http://it.youtube.com/watch?v=S_Yull6P82
3°parte: http://it.youtube.com/watch?v=meBPAIKrNO8
Per la visione migliore, e l'audizione migliore, copiate gli indirizzi nella finestra e date il via!
Ciao e grazie.
Monica
Scritto da: Monica Galbani | 15/05/08 a 00:05
Direi che questa volta sono d'accordo con Gianfranco. Vittorio Pavesio ha fatto bene a mantenere lo spazio all'interno della fiera del libro e a dargli la connotazione che abbiamo visto. Questo può essere un nuovo punto di partenza.
Scritto da: MicGin | 16/05/08 a 10:25