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UNA FIRMA PER IL FUMETTO (con aggiornamenti odierni grazie a “Lo Schermo” e a Gianluca Testa)

Firmaperilfumettologo

Promossa da significativi e storici nomi del panorama fumettistico italiano, nasce la raccolta di firme per la Legittimazione del diritto d’autore nel campo fumettistico.

Nella città di Lucca, due incontri sul tema nei prossimi giorni.

Venerdì 31 ottobre, presso la Sala Incontri del Museo del Fumetto
15.00 Una firma per il fumetto: incontro con gli addetti ai lavori.

Sabato 1 novembre, presso la Sala Incontri Camera di Commercio
17:15 Una firma per il fumetto: incontro con i rappresentanti dei festival europei.

Cari colleghi e appassionati lettori,

anche in questa legislatura la parte politica (oggi PD), che nel 2000 e nel 2004 aveva presentato a Camera e Senato una integrazione per il Fumetto alla Legge sul Diritto d’Autore n. 633 del 22 aprile 1941 con un consenso trasversale di TUTTI i partiti dell’arco parlamentare, si è attivata nuovamente.

Questa volta, però, dobbiamo fortemente sostenere quest’azione con un concreto contributo che dimostri al Governo la nostra volontà di ottenere un necessario ed inderogabile risultato dopo oltre 60 anni di attesa.

La categoria degli Autori di fumetti è tutelata dalla Legge per derivazione, ma MAI nominata nello specifico, come succede per la Musica, il Cinema e la Fotografia, e di conseguenza privata di una normativa che identifichi gli aventi diritto e ne regolamenti alla base l’attività creativa.

Questo vuoto legislativo, che ha inevitabilmente innescato anomalie sia nella parte autorale che in quella imprenditoriale, richiede, necessariamente, una integrazione di Legge atta ad eliminare la lacuna, a riconoscere di fatto la cate goria e a creare un principio indiscutibile di tutela.

Si è pensato quindi a una raccolta di firme anche tra coloro che operano e frui scono del nostro medium che, attraverso una lettera-appello sostenuta e con trofirmata da persone di cultura come Vincenzo Cerami, Umberto Eco, Goffredo Fofi, Giulio Giorello, Moni Ovadia, arrivi ad ottenere il dovuto ricono scimento dello Stato.

Per questa operazione sono state coinvolte le associazioni culturali, le riviste specializzate, le scuole di Fumetto e le manifestazioni di settore.

Noi autori più anziani, per rispetto della nuova generazione e dei lettori che ci sostengono con passione, abbiamo il DOVERE di impegnarci per primi in questa iniziativa che, priva di ogni ogni colore politico e rivendicazio ne sindacale, dia la possibilità a questo mezzo di comunicazione di evolve re senza ulteriori fraintendimenti e nel pieno rispetto dei ruoli ricoperti da scrittori, disegnatori ed editori.

Ivo Milazzo, Milo Manara, Vittorio Giardino, Grazia Nidasio, Alfredo Castelli, Giorgio Cavazzano, Aldo Di Gennaro, Gianfranco Manfredi, Sergio Toppi.

Fra i primi firmatari anche Luciano Neri (Presidente CERNI), Dario Albini (Presidente Associazione Illustratori), Angelo Nencetti (Resp. Cult. Museo Fumetto Di Lucca ), Napoli Comicon, Torino Comics, Centro Fumetto Andrea Pazienza, Hamelin, Rapalloonia, Fondazione Franco Fossati, Tomatofarm, Anafi, Anonima Fumetti, Gianfranco Goria (Segr. Gen. Silf/Slc/Cgil), Igor Tuveri (Igort), Tanino Liberatore, Lorenzo Mattotti, Eugenio Sicomoro, Luca Boschi, Corrado Mastantuono, Francesco Artibani, Carlo Ambrosini, Claudio Nizzi.

Ecco il testo dell’appello:

“Cari colleghi e amici lettori, ci permettiamo di chiedere la vostra firma e il vostro sostegno per una battaglia civile, quella del riconoscimento anche in Italia della categoria degli autori del Fumetto, che tutt’oggi non è citata nello specifico, e del diritto d’autore per le opere a fumetti, diritto riconosciuto in tutte le legislazioni europee e in gran parte dei Paesi dove questa specifica e originale arte narrativa è considerata, valorizzata e tutelata.

Lo vogliamo fare con una integrazione della legge che tutela le opere artistiche e creative, e lo vogliamo fare rivolgendoci non solo a tutti gli operatori del settore, agli autori, ma anche alle istituzioni, alle associazioni, al mondo della cultura ed ai semplici cittadini. Il riconoscimento di questo specifico diritto, peraltro finalizzato a valorizzare un’arte narrativa che in Italia esprime una qualità ed una ricchezza riconosciuta a livello internazionale, sembra un dato scontato, logico e conseguente.

Eppure è una battaglia che stiamo portando avanti da dieci anni, riscontrando sempre un grande consenso, senza che nessuno si sia mai opposto, ma purtroppo senza arrivare ad un punto definitivo e chiaro che riconoscesse un diritto evidente. Per ben due legislature, nel 2000 e nel 2004 sono stati presentati specifici progetti di legge condivisi e sottoscritti da decine di deputati e senatori di tutti i gruppi parlamentari, nessuno escluso.

Anche a livello di governo alcune iniziative sono state avviate: il precedente governo Berlusconi aveva istituito una commissione consultiva che, nel 2007, il Ministro della Cultura Francesco Rutelli ha rinnovato con l’obbiettivo di riformulare una proposta sul diritto d’autore in generale, armonizzata e compatibile con le norme europee.

La bozza in discussione formulata dalla Commissione ha accolto e inserito le nostre proposte integrative per quanto riguarda le opere a fumetti, e questo è un risultato certamente positivo anche se non ci ha portato ancora all’esito desiderato. Accanto a questa specifica iniziativa istituzionale, che auspichiamo possa procedere per arrivare quanto prima un testo condiviso, crediamo sia importante ed utile, sia come stimolo che come sensibilizzazione al problema, ripresentare anche la proposta di legge parlamentare, sia alla Camera dei deputati che al Senato. Sia per riaffermare lo straordinario sostegno trasversale a questa battaglia di diritto, sia per spingere per arrivare ad una soluzione concreta e definitiva.


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Ma anche per mantenere aperta una finestra di confronto e di riflessione su questa specifica arte narrativa. In diverse mostre e manifestazioni dedicate al fumetto oramai il tema del riconoscimento del diritto d’autore è diventato un tema di discussione importante, con la consapevolezza che non sia accettabile attendere ancora per un riconoscimento che casomai arriverà comunque in ritardo. Il fumetto in Italia è nato un secolo fa, la legge sul diritto d’autore è del 1941, tutte le forme espressive ed artistiche sono state inserite e tutelate, ma non l’arte sequenziale.

Oggi il mondo è cambiato rispetto ad allora, ed anche le espressioni artistiche, le sensibilità culturali e la tutela dei diritti. L’evidenza del problema e la semplicità della nostra proposta dovrebbero peraltro aiutare una soluzione positiva. Per tutte queste ragioni ci rivolgiamo a te, chiedendo la tua firma e il tuo sostegno alla proposta di legge che ti alleghiamo, per il riconoscimento del diritto e la valorizzazione di un’arte narrativa che rappresenta un pezzo originale e non secondario del nostro patrimonio culturale.
Grazie.”

Mentre si invitano le agenzie, i siti web, i blog, i magazine on line e la stamoa in genere a diffondere le notizie relative alla raccolta firme per la nuova legge sul diritto di autore, segnaliamo che chi fosse interessato a firmare l’appello, può inviare la propria adesione attraverso una lettera firmata e la fotocopia di un documento a:
Ivo Milazzo,
via Fortunato Vinelli 9/18,
16043 Chiavari (Ge)
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Nel post tre tutorial: due biricchini e uno di Luis Royo realizzato in Photoshop.

Se verranno attivati altri indirizzi, ne verrà data notizia tramite l’agenzia quotidiana afNews e questo blog.

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AGGIORNAMENTI!

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Il bravo Gianluca Testa, nelle sue pagine de Lo schermo – Lucca, intervista Ivo Milazzo.
Ecco un estratto della sua intervista.

(…)

Quali sono i punti essenziali di questo testo? Quali le richieste specifiche?
“Si tratta di un’integrazione molto snella alla legge sul diritto di autore, la 633 del 22 aprile 1941. Da quel momento sono stati apportati miglioramenti negli altri settori. Noi, però, dobbiamo mettere ancora questo primo mattone.
Cerchiamo quindi di identificare le necessità primarie della nostra categoria. L’obiettivo è di far capire chi sono gli avanti diritto.
Penso alla parte autoriale e a quella letterarie e grafica. Senza le quali il mezzo di comunicazione diventa un’altra cosa: o pure scrittura, o pure illustrazione. E poi è necessario andare a normare la nostra realtà italiana fatta dagli autori che collaborano a personaggi altrui.”

Qual è l’intoppo che ha impedito l’approvazione del testo per due legislature consecutive?
“E’ difficile rispondere. Innanzitutto c’è la non conoscenza, cioè l’ignoranza della realtà attuale e del vuoto legislativo presente nel testo di legge.”

Forse perché gli autori di fumetti, essendo una minoranza, non sono considerati un elettorato degno di attenzione da parte della politica?
“Gli autori, in Italia, saranno circa duemila tra scrittori e disegnatori. Cui vanno associati gli animatori e i realizzatori della colorazione. Anch’essi sono da considerare autori.
Il problema è che nel momento in cui non esiste una casa nella quale si crea l’esistenza della categoria, ogni rivendicazione diventa inutile.”

Qual è stata la risposta degli autori di fronte al lancio di questa campagna e della conseguente raccolta firme?
“Abbiamo avuto forti riscontri da parte degli autori. E’ però necessaria una precisazione. Tutto questo è iniziato timidamente nel 1998. La legge è stata migliorata nel 2004 quando è arrivata all’attenzione del Senato.
E oggi abbiamo richiesto questa raccolta di firme all’interno della categoria (dagli autori agli imprenditori del fumetto) che servirà come supporto alla parte politica che si sta attivando per raccogliere il consenso dei parlamentari.
E ci auguriamo che anche stavolta ci sia un’approvazione trasversale.”

Si riapre quindi il dialogo con la politica?
“Credo che non si sia mai chiuso. Anche perché la parte politica si è sempre attivata. Noi dobbiamo dimostrare di credere in questa iniziativa, riuscendo poi a ottenere il giusto riscontro. Hanno risposto molti degli autori affermati, da Milo Manara a Vittorio Giardino fino a Giorgio Cavazzano.
Abbiamo inoltre avuto il supporto dell’associazione illustratori e di giovani autori, che hanno perfettamente capito il tema.
Inoltre stiamo catturando l’attenzione da parte dei colleghi esteri che oggi sono più protetti dall’adeguamento della loro legge nazionale sul diritto di autore, modificata di recente sia in Francia sia in Spagna. Anche loro ci sostengono in questa campagna.”

Per l’intervista completa a Ivo Milazzo, cliccare qui!

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