NON A RIMINI NE’ SAN DIEGO”, ovvero: KRAZY KAT, ma anche GABRIELLA CILMI!

1925watercolorsenttofan

Sto viaggiando lontano da altrove e mentre lo faccio proseguo i lavori di scrittura (perennemente in corso) con un computer a metano, maneggevole, abbastanza ecologico perfino, inodore e insapore. Perché i volumi devono uscire, l’edicola urla, gli editors strepitano e minacciano. Vogliono andare in vacanza alle idi di Ferragosto, ma non senza aver prima potuto trebbiare qualsiasi cosa.
Ergo, vanno nutriti, e sfortuna vuole che abbia al muro un diploma firmato Artusi Pellegrino.

Per cui, rispondo a chi mi chiede dove sarò nei prossimi giorni. Ai fornelli.

No, non a Rimini (Romagna), purtroppo, per il Cartoon Club. Nemmeno nello zoo di San Diego; sforerò, quindi, gli appuntamenti proposti dall’amico Craig Yoe, che mi scrive:

Yo, Luca!

I’m joining the San Diego Zoo next week, i.e. the San Diego ComicCon. I’ll be signing my new books Clean Cartoonists’ Dirty Drawings and Comic Arf, and I’ll be on some panels. The rest of the time I’m just hanging out. So I wuz wondering if you’re coming and if you wanna hang? If so call me on my cell or come by the following booths and panels when I’m there as listed below.

Last Gasp
July 24th, 1:30-2:30
“Clean Cartoonists’ Dirty Drawings” book signing at Last Gasp booth 1616.

Fantagraphics
July 24th, 6:00-7:00
“Comic Arf” book signing at Fantagraphics booth 1716

Drawing Demo: Spotlight on Dean Yeagle
July 25, 3:30-4:30
Room 30CDE
I will be the panel moderator.

Fantagraphics
July 25th, 5:00-6:00
“Comic Arf” book signing at Fantagraphics booth 1716

Fantagraphics
July 26th, 11:00-12:00
“Comic Arf” book signing at Fantagraphics booth 1716

Last Gasp
July 26th, 1:30-2:30
“Clean Cartoonists’ Dirty Drawings” book signing at Last Gasp booth 1616.

The Launch of Abrams ComicArts
July 26th, 3:00-4:00
My new book will be announced!

See you!

C. Yoe (in the funny papers)

E invece, non ci vediamo. In sostanza, mentre ascolto i video di questa meravigliosa diciassettenne australiana dal nome quasi italiano (Gabriella Cilmi, sopra dal vivo in uno show della BBC olandese) e ne scruto il timbro che ricorda vagamante anche Amelia Enoteca (Amy Winehouse, per gli anglofoni), mi imbatto in uno dei siti prediletti da Gnegnet, che è quello dell’Internazionale.

Gooseberrysprigunpublishe

Trovo che il mio amico di stravecchia data Francesco Boille (dei tempi romani dell’Urlo), vi scrive una rubrica sui fumetti. E noto che mi ha pure citato un paio di volte, insieme al bravo e solerte Francesco Spreafico (in arte Sprea), a proposito di Krazy Kat.
Poffarbaccolina, quanto ha navigato, Francesco Boille, a proposito di questo gatto (al cui prossimo volume non sto lavorando, lo dico per chi me lo chiede, La Grande Dinastia dei Paperi prende il suo e per il momento lascia spiragli solo per la routine, già soffocante)!

Prendete dei luoghi reali ad altissima suggestione poetica e metafisica, per giunta caricati di un immaginario (quello cinematografico), e poi astraete il tutto con tantissimo umorismo surreal-dadaista, e avrete Krazy Kat, fumetto che ha entusiasmato artisti e intellettuali di tutti i luoghi e tutte le epoche, come, senza citarli tutti, Elio Vittorini e i fondatori di Linus, Pablo Picasso e Gertrude Stein (che passava i supplementi domenicali a fumetti dei quotidiani Usa a Picasso), Charlie Chaplin, Jorge Luis Borges (che lo leggeva da ragazzo), il poeta Edward E. Cummings (che scrisse la prefazione alla prima raccolta del 1946), Frank Capra, Jack Kerouac, Willem de Kooning, a tutta l’intellighenzia newyorkese: cominciando dall’editore di Herriman, William Randolph Hearst, editore politicamente reazionario (a cui, com’è noto si è ispirato Orson Welles per il suo ‘Cittadino Kane’), ma spesso attratto dall’arte estrema e rivoluzionaria, che fu importantissimo per il fumetto americano e adorava Krazy Kat proteggendolo dalle proteste continue di quella parte di lettori che, non capendolo, lo odiavano, fino al presidente Woodrow Wilson, primo universitario a giungere alla Casa Bianca dai tempi dei padri fondatori, che pare non ne mancasse un episodio e lo leggesse anche alle riunioni di Gabinetto. Sì, tutti Krazyinnamorati del personaggio di Herriman.

E poi i suoi pari: da Art Spiegelman a Regis Franc, da Nikita Mandryka a Chris Ware (che ha reallizato il graphic-design dell’edizione qui segnalata) passando per il nostro Igort e Bill Watterson. Il creatore di Calvin e Hobbes ha dichiarato a proposito di Krazy Kat: “THIS is how good a comic strip can be”. Insomma, un fumetto epocale ma ancora troppo poco conosciuto: di conseguenza questa sarà la recensione più lunga delle sette previste e pertanto divisa in due parti.

Tra Joyce e Ionesco.
Il linguaggio utilizzato da Herriman, è stato paragonato a quello di Joyce, con echi che vanno da Dickens a Shakespeare, e secondo il critico Luca Boschi “anticipa in qualche modo il Teatro dell’Assurdo, scrivendo dialoghi nonsense che sarebbero perfetti anche in bocca ai personaggi di Ionesco”.

Sulla questione dei rimandi del linguaggio herrimaniano ci sarebbe dell’altro ma per il momento ci fermiamo qui, preferendo darvene un assaggio diretto: “Bum Bill Bee attraversa il passaggio sulla superstrada di Kayenta, Kokonino e Kaibito. A un certo punto si ferma velocemente nella sua frettolosa lentezza di arrivare da qualche parte e, gettando uno sguardo in avanti, osserva con attenzione cosa c’è dietro le sue spalle: un gesto per cui è totalmente cieco.
Così, pieno di pensieri su questo e quello, cade in coma… condizione nuova per lui alla quale è abbondantemente abituato. Una personcina sperduta in una terra grande della quale è assolutamente pratico. Nei suoi panni vi succederebbe questo”.

Il nonsense, la contraddittorietà e l’indefinitezza come norma, la musicalità delle parole, utilizzate in modo evocativo e astratto al contempo, sono alcuni degli elementi caratterizzanti di un fumetto storico, anzi mito, come Krazy Kat di George Herriman, elementi appunto concentrati nel testo d’apertura della tavola domenicale del 2 agosto del 1925 (pag. 47) che avete appena letto. Altro esempio, improntato a quel linguaggio evocativo ed astratto che dicevo: “Ignatz Mouse a metà strada tra Kayenta e Kaibito, diretto a Kokonino, supera il Cottage di Kalamity…” (tavola del 4 ottobre 1925, pag. 56).

Bene, per oggi lo spettacolo è finito, Non ho inserito fumetti di Krazy, ma un suo raro film dell’anno di grazia 1916, originariamente muto e accompagnato da pianista, ve lo siete pur visto. Novantadue anni dopo…

Ci leggiamo!