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GLI ARCHIVI DI TOPOLINO – ANNO DUE (1950)

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La confermata assenza anche delle mostre mercato autunnali del Fumetto, a parte mercatini all’aperto e iniziative marginali, crea altri problemi di visibilità per alcuni titoli usciti recentemente, mentre ne blocca altri sul nascere: gli editori preferiscono glissare e farli slittare nel 2021.

Così, capita anche che alcuni appassionati non abbiano potuto acquistare, se non sono stati attentissimi, dei volumi di loro sicuro interesse. Un amico operatore del settore, per esempio, mi ha segnalato che non sapeva nulla dell’avvenuta uscita del secondo volume degli Archivi di Topolino. Provvidenziale è stata, a questo proposito, la recensione di Dado (Davide Del Gusto, talvolta contributor anche di questo blog, quando era possibile intervenire, ormai molti anni fa) nel sito Papersera.
Una recensione davvero lusinghiera e, dal punto di vista del sottoscritto, assolutamente azzeccata in ogni sua parte, che per questo segnalo a questo link, scritta da un disneyologo preparatissimo e acuto.

Grazie, Davide!

Il volume getta uno sguardo alle uscite del libretto nell’anno 1950, periodo quanto mai proficuo, al di là dell’oceano, per l’attività cinematografica di Walt Disney. Lo staff dei suoi Studi di Burkank lavora a tre lungometraggi: Le avventure di Peter Pan (Peter Pan), Alice nel Paese delle meraviglie (Alice in Wonderland) e Cenerentola (Cinderella).

disney peter pan

Cinderella poster

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Sopra: la versione francese del film, in un posterone d’epoca.

L’ultimo dei tre è pronto per essere distribuito già il 14 febbraio di quel remoto anno nelle sale americane, destinato a rinverdire il trionfo dei primi grandi film animati dell’anteguerra. In Italia esce, rispettando le aspettative, solo dieci mesi dopo, tra Natale e l’Epifania, distribuito dalla RKO. È uno splendido modo, per le famiglie italiane, di salutare con gioia e buoni sentimenti la prima metà di un secolo molto tormentato.

Nell’ambito dei fumetti, Topolino ne rispecchierà temi e personaggi nei mesi successivi, nel 1951, lanciando per esempio l’infame gatto Lucifero e i simpatici topolini francofoni Giac e Gas, che inaspettatamente si stabiliranno presso la fattoria di Nonna Papera senza suscitare l’entusiasmo di Ciccio.

Per il momento, con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia degli USA, Topolino prosegue a tradurre e ad adattare i fumetti dei comic book e quelli della produzione nata per i quotidiani; per riempire un albo dalla periodicità mensile bastano e avanzano. Una buona parte delle rubriche è affidata alla penna fantasiosa e un po’ bislacca di Guido Martina, mentre quel che resta, soprattutto se si tratta di redazionali sportivi, tocca al giornalista specializzato Vincenzo Baggioli, già presunto creatore del forzuto Dick Fulmine (sotto: una sua cover), raddrizzatorti a fumetti.

dick-fulmine

Ho scritto “presunto” perché dacumenti in possesso del collezionista,commerciante e editore Gianni Milone risulterebbe che al massimo Baggioli si sarebbe limitato a fare da editor alle trame ideate dal disegnatore, Carlo Cossio, o a sistemarne i dialoghi.

«Bizen», pseudonimo di Zenobio Baggioli, fratello di Vincenzo, illustra alcuni di questi articoli sportivi su Topolino sfoderando uno stile disneyano sui generis. Per esempio, disegna a puntate il modo in cui Josè Carioca immagina i Mondiali di calcio nel suo Paese, il Brasile.

dono

Con le caratteristiche della loro prima uscita sul libretto, il sommario di questo volume riprende alcune storie statunitensi del 1950, ma non ne prevede, curiosamente, alcuna di produzione italiana. Dovremo attendere sino alla primavera 1952 per trovarne una inedita, scritta dall’instancabile Martina e disegnata da Giuseppe Perego. Dopodiché, la produzione nostrana non si fermerà più, ricevendo costanti apporti di nuovi autori, come Luciano Bottaro, Giovan Battista Carpi o Giulio Chierchini.

Anche per il momento, però, c’è di che divertirsi. In rigoroso ordine alfabetico sfilano gli ottimi Carl Barks, Carl Buettner, Floyd Gottfredson, Dick Moores, Paul Murry, George Stallings, Cecil Surry, Al Taliaferro, Bill Walsh e Bill Wright (sotto in un’autocaricature del 1962).

Bill Wright

Data la difficilissima reperibilità dell’albo originale che contiene la storia di Carl Barks dal titolo Donald Duck in “Darkest Africa”, abbiamo deciso di riprodurla qui, anche grazie all’aiuto del collezionista (e amico paperseriano) Matteo Sonz.

In Italia la storia viene proposta con il titolo Paperino e la Cleopatrias Extinta, palesemente infedele all’originale, secondo una consuetudine che mira ad avvicinare temi ed espressioni di Oltreoceano a una presunta sensibilità locale.
La Cleopatrias Extinta in questione è una farfalla, rara anche più della storia. Barks le affibbia il nome scientifico Almostus Extinctus (ovvero “Quasi Estinta”). È un esemplare che fa gola a Paperino, novizio collezionista di insetti dalle ali multicolori. È in gara contro un certo Professor Argus McFiendy (alla lettera “Arguto Figlio-di-Demonio”, ma da noi Volpius De Moniacus), fintosi ingannevolmente il Professor Van Tulip dell’università di Rotterdam.
Paperino viene spedito in Africa per ottenere l’ambìta farfalla dal facoltoso Sir Gnatbugg-Mothley (divenuto in Italia Prof. Clodoveo Baldus-Baldus) e dovrà affrontare ogni sorta di insidie.

Una volta inserita l’avventura nel comic book da distribuirsi in omaggio, gli impianti necessari per la sua ristampa vengono eliminati, considerati ormai inutili. Allo stesso modo spariscono anche le tavole originali di Barks e le patinate, indispensabili, in era pre-digitale, per una eventuale ripubblicazione. Tanto vale disegnarne le tavole da capo, pur considerando la grande fatica e l’impegno che ciò comporta. È quanto accade oltre trent’anni dopo l’esordio della storia, per la sua riproduzione che avverrà in Olanda sul locale settimanale Donald Duck, in tre parti destinate ai fascicoli nn. 25 e 26 del 25 giugno e 2 luglio 1982.

Tocca ai fumettisti Daan Jippes e Dick Vlottes realizzare, basandosi su fotocopie ingrandite, una versione reinchiostrata di Darkest Africa, che viene anche un po’ ripulita dalle immagini ritenute più problematiche per la sensibilità dei lettori più giovani. Da allora in poi, questa versione dell’avventura comincerà a circolare in varie pubblicazioni, nel mondo, in sostituzione dell’originale. Persino nella fondamentale Carl Barks Library, opera omnia del Maestro, riunita in sontuosi volumi dall’etichetta arizoniana Another Rainbow, compare questo adattamento made in Holland, con ritocchi dei tratti somatici dei nativi africani, l’eliminazione di una vignetta e l’allargamento di un’altra. Lo stesso accade, nel 1992, con la ristampa dell’albo Donald Duck Adventures n. 29.

Bisogna sfogliare e leggere il secondo volume degli Archivi per saperne di più, e per far proprio questo prezioso cimelio, restaurato dal sottoscritto con ore e ore e ore e ore di lavoro (in modo che, di fatto, questa riproduzione sia comunque più fedele all’edizione americana, rispetto alle precedenti stampe in Italiano).

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Nel volume c’è anche Fratel Coniglietto, la cui presenza è sempre piuttosto rara nei fumetti Disney, ristampe comprese.

Hank Porter Song of the South

In chiusura di post mi piace pubblicare un video (incredibile!) Baby Rose Marie Mazetta sings (Baby Boys) Don’t Be Like That and also sings a little scat. The film is from a June 1929 Warner Brothers Vitagraph soundie reel #809.

The song was composed by Archie Gottler, Charles Tobias and Maceo Pinkard.

Rose Marie was born in August 1923 so she would have been two months shy of her sixth birthday when she performed here.

Rose Marie was born in New York City to an Italian American father,il signor Mazetta, and a Polish mother, Stella Gluszak.