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BASTA CON LE VIGNETTE POLITICHE!

In memoria di Charlie

Sarebbe il caso di parlarne, ma non qui e ora, per quanto mi riguarda.
Un grande giornale americano che decide di tagliare le vignette di satira (politica, di attualità eccetera) è una notizia non solo funesta, ma che ci riporta a un’epoca di barbarie che speravamo tramontata.

Perché succede?
Semplice taglio ai costi quotidiani?
Banale censura, vista l’arietta che tira?
Constatazione che la satira non serve (apparentemente) a nulla, o che non fa vendere più copie?

Di fatto, anche in Italia sembra che le cose non vadano troppo bene. Cosa resta del vecchio, caro Premio di Satira Politica di Forte dei Marmi organizzato da svariati decenni da Cinzia Bibolotti e da Franco Angelo Calotti?

Non possiamo parlarne qui e ora, appunto, ma a questo link gli anglofoni trovano qualche inizio di spiegazione e alcune centinaia di commenti.

Il © della vignetta è degli aventi diritto (Patrick Chappatte/Cagle Cartoons)!
Questa vignetta fu published on the front page of the NYT website on January 8, 2015, after the Charlie Hebdo attacks. See an archive of Chappatte’s cartoons for the NYT here. His comics journalism series inside death row here.

Patrick resta comunque abbastanza ottimista, perché…

This is the era of images. In a world of short attention span, their power has never been so big. Out there is a whole world of possibilities, not only in editorial cartooning, still or animated, but also in new fields like on-stage illustrated presentations and long-form comics reportage – of which I have been a proponent for the last 25 years. (I’m happy, by the way, to have opened the door for the genre at the NYT with the “Inside Death Row“ series in 2016. The following year, another series about Syrian refugees by Jake Halpern and Michael Sloan got the NYT a Pulitzer prize.) It’s also a time where the media need to renew themselves and reach out to new audiences. And stop being afraid of the angry mob. In the insane world we live in, the art of the visual commentary is needed more than ever. And so is humor.
(Patrick Chappatte)

L’idea di una riflessione sul ruolo e sul futuro del giornalismo grafico era nata tempo fa, chiacchierando con dei colleghi per organizzare all’interno di una mafifestazione sui comics una sorta di forum.

Zero Bevilacqua

Intanto, Lorena Borghi ci/mi ha inviato un veloce report di un incontro avvenuto ieri, e che riguarda un pezzetto di questo argomento.
Certo, sarebbe stato meglio se avessi potuto annunciare per tempo la manifestazione. Ma insomma, la tempestività della replica è quanto ora mi è concesso.

Zerocalcare-Bevilacqua

Genova, 8 luglio 2019 – Per la terza edizione di Cine&Comic Fest, la Piazza delle Feste di Porto Antico, è stata ancora una volta palcoscenico di un bellissimo incontro tra Zerocalcare – da sempre ospite e autore del manifesto del festival e da quest’anno anche direttore artistico – e Giacomo Bevilacqua, l’autore di A Panda piace.
Di fronte a una gremitissima platea i due hanno raccontato della loro amicizia, del loro modo di lavorare, dei progetti futuri, del rapporto con i social, con la politica, con il cinema, regalandoci anche un paio di inedite chicche a proposito dei loro progetti futuri.

Giacomo Bevilacqua sta lavorando per la Bonelli ad Attica, una miniserie di fantascienza distopica ma che parla molto d’attualità, e poi «ho appena iniziato un progetto per Bao che uscirà nel 2021. In un’Italia che si sta spopolando perché i confini sono chiusi e la gente è libera solo di andarsene, ho immaginato una ragazza che decide di partire a piedi come se volesse staccarsi da una terra che ha amato e che deve abbandonare lentamente, come quando una storia d’amore finisce. Una serie di tappe, degli incontri… la spinta ad andarsene, ma anche i ripensamenti. Per ora è solo un abbozzo che sta prendendo forma, anche ora, mentre ve ne parlo.”

Anche nell’immediato futuro di Zerocalcare un progetto per Bao in uscita a ottobre, La scuola di pizze in faccia del professor Calcare: «Si tratta di una raccolta di storie apparse sul blog o sulle varie testate con cui collaboro – Wired, Best Movie, Internazionale, L’Espresso, Repubblica – finora mai proposte in volume e legate da un lungo racconto inedito.».
Un anno fa, proprio qui Cine&Comic Fest Zero ci aveva raccontato che aveva si stava appassionando all’animazione e gli sarebbe piaciuto realizzare un film: «Il progetto è andato avanti e sta prendendo forma. Non sarà un film ma una mini serie a episodi. Lo vorrei proporre a Netflix e mi piacerebbe realizzarlo con Giacomo: è una delle persone di cui non solo mi fido, ma di cui apprezzo il lavoro. L’unico problema al momento è capire con chi, di Netflix, parlare di questa cosa. Ho provato a scrivere ma non ho ricevuto risposte, ma forse sbaglio gli indirizzi…».

«Hai provato netflix@netflix.it?», scherza Giacomo, anche se il senso è chiaro.

Zerocalcare chiama Netflix, rispondi Netflix!!

C&CF_2019_Zerocalcare_2