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CHARLIE HEBDO, (quasi) UN ANNO DOPO

Lotta per la risata

Un anno dopo la strage di Charlie Hebdo i forzati della risata, o meglio della “risata-costi-quel-che-costi” si sentono soli.
Chi altri, nel mondo, svolge oggi la loro funzione?
Sarebbe bello riflettere e discuterne, potendo avere la chance di farlo (ma i commenti, qua sotto, sono disattivati, con grande sdegno di visitors che continuano a scrivermi di persona, ma io che posso farci?).

Della situazione attuale parla un articolo di Laurence Benhamou, Charlie Hebdo, survivant mondialement connu, se sent bien seul, alla vigilia dell’anniversario di quel terribile fatto di sangue dove sono caduti anche nostri conoscenti e Maestri; un crimine efferato dettato dalla cecità criminale del potere di chi sfrutta una pseudo-religione con finalità di dominio, perfettamente in linea con i disumani dettami del capitalismo cannibalistico internazionale. Un episodio da non dimenticare GIAMMAI.

La foto di apertura è © AFP/AFP.

“Pas question d’autocensure, sinon cela signifierait qu’ils ont gagné. Si l’actualité nous amenait à redessiner Mahomet, on le ferait”, proclame Eric Portheault, coactionnaire du journal avec Riss et directeur financier.
“Nous sommes lus maintenant par beaucoup plus de gens, qui ont découvert l’humour particulier de Charlie”, ajoute-t-il, en visant des ventes qui se maintiendraient autour de 100.000 exemplaires.

In cifre Charliejpeg

Charlie

Mercoledì prossimo, giorno dell’Epifania, uscirà un numero speciale di Charlie Hebdo, tirato in un milione di copie.

Charlie-Asterix