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GIANCARLO FRANCESCONI, R.I.P.

Bonvi Francesconi Jac Castelli

E’ estremamente triste dover dare la notizia che ieri Giancarlo Francesconi ci ha lasciato, un meno di un mese dal suo novantesimo compleanno. I funerali si svolgeranno domani, mercoledì.

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Un mese fa pubblicavamo la prima copertina (questa sopra) del Corriere dei Ragazzi, leggendario settimanale. Con quella copertina dal mazzo di fiori si inaugurava nel 1972 una fase davvero irripetibile per la stampa a fumetti, inedita non solo dal punto di vista dei personaggi e degli autori coinvolti.

Infatti, nei singoli fascicoli hanno la loro grande importanza anche le parti redazionali, trattate con piglio giornalistico professionale e non più meri riempitivi come accade per un buon numero di giornalini. Gianni Rodari, Rolly Marchi, Vezio Melegari, Folco Quilici, Piero Zanotto (tra gli altri) svolgono un lavoro informativo e di approfondimento di tutto rispetto. Di fatto, proprio grazie ai contenuti sostanziosi del “Corriere dei Ragazzi” (e a quelli del “Corriere dei Piccoli” riformato che spiana la strada alla sua nascita) in un colpo solo si formano sia i lettori esigenti e colti che qualche anno dopo saranno appagati dalle riviste più adulte, sia il nucleo portante di disegnatori, sceneggiatori e redattori che confezioneranno quelle stesse pubblicazioni.

Per gli uni e per gli altri le riviste rappresenteranno anche una rimpatriata, un’occasione per ritrovare e riconoscere l’humus della propria comune formazione (anche) spirituale, una salutare riconciliazione col loro passato recente.

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Proprio per celebrare questa felice coincidenza, in seguito a una famosa riflessione di Castelli il termine irripetibile resterà abbinato saldamente al “Corriere dei Ragazzi”, agli articoli e ai fumetti che ospita. Infatti, lo sceneggiatore milanese così rifletterà, anni dopo: “Credo che tutti abbiamo un rimpianto per una situazione particolare; può essere un amore, una vacanza, il sessantotto, una certa sensazione. Il rimpianto deriva dalla precisa coscienza che la situazione è assolutamente irripetibile (e se questa presa di coscienza non c’è, si rischia di trascorrere la vita a tentare inutilmente di ripeterla anziché viverne delle altre altrettanto piacevoli, ma diverse). Bene, in un momento particolare un direttore particolare, un gruppo di redattori e di collaboratori particolari ha messo insieme, in una casa editrice particolare, un giornale davvero irripetibile.

Il direttore era appunto Giancarlo Francesconi, al quale dobbiamo essere tutti grati per quello che ha fatto; la redazione era composta da persone giovani, professionalmente preparate, entusiasticamente desiderose di comunicare il loro entusiasmo a una vasta platea di lettori; i collaboratori erano quanto di meglio offriva (e tuttora offre) il fumetto internazionale; la casa editrice era quella del “Corriere della Sera” di Giulia Maria Crespi, che credeva in un settimanale per ragazzi di qualità e poteva reggerne gli alti costi.”

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