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UN MONOGRAFICO SU CHARLIE!

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Poiché non se ne può davvero più è la misura tracìma da tempo di una poltiglia ben nota, assimilanndo la routine quotidiana al canto dantesco di Taide, almeno qualcuno si industria a shakerare i neuroni degli uomini di buona volontà con apporti di riflessione sui nostri funesti tempi.

Charlie mensile

“Je Suis Charlie? Je suis Charlie!” è il titolo del nuovo volume monografico di MicroMega, in circolazione adesso, dedicato alla libertà di espressione dopo la strage di rue Nicolas Appert 10, uno spartiacque storico, il primo atto di terrore contro un principio, il principio istitutivo e fondante della modernità: la libertà di espressione, appunto.

Il volume raccoglie le riflessioni di una trentina di personalità italiane del giornalismo, letteratura, musica, filosofia, cinema e Chiesa, i ma anche principali commenti della stampa estera dopo la tragedia parigina.

L’almanacco si apre con un saggio del direttore Paolo Flores d’Arcais, il quale ritiene non ci debba essere nessun limite alla libertà di satira ed espressione perché essa sarà sempre vissuta da qualcuno che ne è “oggetto” come offesa: senza libertà di offesa, fino al sacrilegio, saranno i devoti e i fanatici a decidere sulla libertà di critica. Un modo per replicare ai numerosi paladini della “libertà sì, ma …”, che hanno trovato nel solito papa Francesco la loro bandiera.

Ma hanno trovato linfa anche nella posizione del lurido giornale statunitense Financial Times che tra le righe ritiene che quelli di Charlie Hebdo se la siano cercata.

Per questo è necessario ribadire l’assoluta necessità di difendere il diritto di Charlie a pubblicare anche ciò che al fedele suona “bestemmia”, senza cedere di un millimetro al ricatto del terrorismo.

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Su questo tema MicroMega ha sottoposto dieci domande articolate e volutamente provocatorie ad una trentina di personalità del giornalismo, della letteratura, della musica, della filosofia, del cinema, della Chiesa, per capire se e quanta sia la volontà di resistenza della società civile italiana alla violenza fondamentalista e ai clericalismi corrivi.

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Tra i nomi coinvolti: Luciano Canfora, Ascanio Celestini, Ferruccio De Bortoli, Erri De Luca, Stefano Disegni, Carlo Freccero, Daniele Luttazzi, Dacia Maraini, mons. Domenico Mogavero, Michela Murgia, Antonio Padellaro, Sergio Staino, Marco Travaglio e tanti altri.

Presente una ricca rassegna stampa estera dal titolo “Diritto alla blasfemia o no?” con le riflessioni dei maggiori intellettuali e giornalisti del mondo: Michel Onfray, Slavoj Žižek, Fernando Savater, Daniel Cohn-Bendit, Salman Rushdie, Tariq Ali, David Brooks, Jordan Weissman, Étienne Balibar, Arthur Chu, Glenn Greenwald, Ayaan Hirsi Ali solo per citarne alcuni.

Infine, un saggio di Marco d’Eramo sull’inganno dell’islamofobia, termine in realtà totalmente vuoto perché non serve a spiegare nessun fenomeno sociale.

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IL SOMMARIO

LA LINEA GENERALE
Paolo Flores d’Arcais – Je suis Charlie? Je suis Charlie! Democrazia e laicità di fronte al terrorismo islamico
Trucidando la redazione di Charlie Hebdo il terrorismo islamico intende colpire il principio fondante dell’intera modernità: la libertà di espressione. Lo hanno capito i milioni di francesi scesi in piazza rivendicando ‘Je suis Charlie’. Non vogliono capirlo i sempre più numerosi paladini della ‘libertà sì, ma …’, che hanno trovato nel solito Francesco la loro bandiera. Ma libertà di critica sarà sempre vissuta da qualcuno che ne è ‘oggetto’ come offesa: senza libertà di offesa, fino al sacrilegio, saranno i devoti e i fanatici a decidere sulla libertà di critica.

A PIÙ VOCI 1 – Libertà, perplessità, paura
Dieci domande su critica e laicità nell’epoca del terrorismo
Marco Alloni / Edoardo Baraldi / Marco Bellocchio / Aldo Busi / Luciano Canfora / Ascanio Celestini / Furio Colombo / Pino Corrias / Angelo d’Orsi / Ferruccio de Bortoli / Erri De Luca / Stefano Disegni / Alessandro Esposito / don Paolo Farinella / Carlo Freccero / Milena Gabanelli / Giulio Giorello / Daniele Luttazzi / Curzio Maltese / Riccardo Mannelli / Dacia Maraini / mons. Domenico Mogavero / Michela Murgia / Gloria Origgi / Moni Ovadia / Antonio Padellaro / Pierfranco Pellizzetti / Telmo Pievani / Alessandro Robecchi / Sergio Staino / Marco Travaglio / Carlo Augusto Viano

A PIÙ VOCI 2
Diritto alla blasfemia o no? Il dibattito sulla stampa estera
Tony Barber (Financial Times) / Jonathan Chait (New York Magazine) / Jeremy Harding (London Review of Books) / Ayaan Hirsi Ali (Wall Street Journal) / Cas Mudde (Open Democracy) / Walter Olson (Time) / Simon Schama (Financial Times) / David Brooks (The New York Times) / Jordan Weissman (Slate) / Tariq Ali (London Review of Books) / Étienne Balibar (Libération) / Arthur Chu (The Daily Beast) / Glenn Greenwald (The Intercept) / Bill Maher / Salman Rushdie (Real Time with Bill Maher) / Adam Shatz (London Review of Books) / Daniel Cohn-Bendit (Tageszeitung) / Laila Lalami (The Nation) / Luz (Les Inrockuptibles) / Michel Onfray (Le Point) / Slavoj Žižek (New Statesman) / Noam Chomsky (Znet) / Nick Cohen (The Observer) / Direzione The Observer / Ido Amin (Ha’aretz) / Alain Gresh (Le Monde diplomatique) / Études Frédéric Lordon (Le Monde diplomatique) / Fernando Savater (El País) / Gérard Biard (Charlie Hebdo) / Alain Garrigou (Le Monde diplomatique) / Henri Peña-Ruiz (Le Monde) / Salman Rushdie (Università del Vermont) / Adam Gopnik (The New Yorker)
Un dibattito che va dritto al cuore dell’architrave delle società democratiche: la libertà d’espressione, a repentaglio perché tentata dalla ‘servitù volontaria’.

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SAGGIO
Marco d’Eramo – L’inganno dell’islamofobia
All’indomani della strage di Charlie Hebdo, una parola ha ricominciato a circolare con insistenza: islamofobia. Ma si tratta di un concetto assolutamente insoddisfacente, che non serve a spiegare nessun fenomeno sociale. Per un verso, infatti, l’integralismo islamico è strettamente imparentato con tutti gli altri integralismi. Per l’altro, ricorrendo alla categoria di islamofobia si riduce una complessa questione sociale alle sue superfetazioni religiose, evitando di affrontare il cuore del problema: la mobilità sociale degli individui.

Wolinski