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QUINO, OVVERO CHARLIE

Quino-

Quino, nonostante la sua età non verdissima, è Charlie anche lui e mostra la copertina di Charle Hebdo di mercoledì prossimo, che sarà stampato in 3 milioni di copie e tradotto (pare) in sedici lingue..

Quino disegna

Grazie all’anonimo fotoreporter che ha scattato quee immagini, a Buenos Aires.

Quino (Mendoza, 17 luglio 1932) ha tre anni circa in più rispetto a quelli che aveva Wolinski una settimana fa.

https://www.youtube.com/watch?v=q1LRvCO5HTM

Lo ricordiamo con un po’ di dichiarazioni sotto intervista che lo riguardano, sperando di incontrarlo di nuovo da queste parti. Che non accade, in Italia, è un bel po’) probabilmente l’ultima volta è stato una ventina di anni fa, forse, al Salone Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, dove ricevette uno strameritatissimo premio nel ristorante di U Giancu).

Un po’ di domande dal taglio anche più intimo, Quino le ricevette pubblicamente alla fine degli anni Ottanta a Lucca, sul palco prestigioso del Teatro del Giglio, sottoposto da Rinaldo Traini (patron del Salone Internazionale dei Comics) a una sorta di seduta psicanalitica, sdraiato (Quino) sul lettino di circostanza.
Con il teatro gremito ma abbastanza silenzioso e le luci soffuse.

Se non mi sono sognato il tutto, naturalmente. Seguii poco l’evento perché i in quel momento ero come sempre indaffarato, impegnato con Luciano Bottaro un po’ nelle retrovie del Teatro (che ospitava gli uffici organizzativi del Salone) a chiacchierare, e probabilmente a fissare qualcosa, rispetto alla proiezione del cortometraggio di Pon Pon del quale era stato approntato il pilota.

Come ben recita la sua scheda wikipediana, il “non ancora Quino” sel 1951 si recò a Buenos Aires con l’intenzione, vana, di trovare lavoro come fumettista.

Tornò quindi a Mendoza e, dopo il servizio militare, nel 1954 si trasferì a Buenos Aires sempre con l’intento di realizzare il suo sogno di lavoro. E questa volta le cose andarono diversamente: i suoi disegni infatti vennero pubblicati regolarmente sulla pagina umoristica del settimanale “Esto es”. Sotto, una pagina di vignette da questo giornale desmentagato, datate 1955.

Tejon

È solo l’inizio di una lunghissima carriera che ha visto i suoi disegni comparire su centinaia di quotidiani e periodici latino americani ed europei.

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Nel 1957, finalmente, Quino iniziò a pubblicare con regolarità su Rico Tipo (sopra, l’originale di una suo copertina con vignettona) e l’anno successivo cominciò ad occuparsi anche di grafica pubblicitaria.

Auto Quino

Più o meno quando la TV trasmetteva questo brano musicale, uscivano in Italia, presentate su Linus da Marcelo Ravoni, le prime strisce di Mafalda, di Quino.

Contemporaneo era quest’altro brano di Sergio Endrigo, oggi reinterpretato da Gianna Nannin1. Presentato al Festival di Sanremo in TV, fu anche riproposto in radio da Gran Varietà, con la Hophkin introdotta da Raimondo Vianello.

Quino

Ma alla Milano Libri non le accettarono, pensando (si sarebbe rammaricato più tardi Oreste del Buono) che fossero una specie di duplicato dei Peanuts di Schulz.
Grave errore.
Se le accaparrò, poi, poco più tardi (1972) Il Mago, pubblicato da Mondadori con una direzione virtuale e aleatoria della coppia Fruttero & Lucentini e una effettiva di Bepi Zancan.