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UN PICCOLO TRUCCO DEL PRINCIPE VALIANT

Lionel Feiningerjpg

Qualcuno ricorderà i bei post pieni di commenti di qualche mese fa, quando i commenti si potevano fare, e servivano anche ad accrescere il traffico di visitatori, e quindi a far fruttare la pubblicità, incrementando i contatti.

Per fortuna, alcuni visitors intelligenti hanno scoperto che in rete esistono ancora dei residui di testi e commenti del blog scampati ai soprusi, rovine “alla Pompei” sopravvissute a una guida del web degna di Schettino. Una serie di comportamenti che hanno trasformato il povero Cartoonist Globale in uno spettrale monumento al “fallimento misto a prosopopea” tipico della nostra martoriata Italia, una dolente lisca del pescione che fu, degna di gareggiare con quello spettrale Colosseo galleggiante che è la Costa Concordia.

Per le dritte, grazie, soprattutto, al caro Andrea Cara.

Andrea Cara, insomma, ci fa sapere che tanti post e tanti commenti sono ancora leggibili, alla faccia degli Schettiniformi.
Qui si possono leggere ancor oggi, prima che qualche soffocatore si avventi anche su di essi, i 132 commenti a

LO STRAORDINARIO LYONEL FEININGER, di Sauro Pennacchioli

https://web.archive.org/web/20130904140247/https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2013/09/parlare-di-lionel-feininger.html

Lo riproduco anche qui, ma senza commenti. Quelli bisogna andarseli a leggere al link sopra indicato. Sono come quelli che riproduco un tanntinello sotto.

commenti

Qui sotto, invece, ci sono alcune valutazioni sulla buona edizione del Principe Valiant attualmente in fase di stampa da parte della Nona Arte:

https://web.archive.org/web/20120119121604/https://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/2010/11/ancora-valiant-e-un-frazetta-cinematografico.html

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Lyonel Feininger, nato a New York da genitori tedeschi nel 1871, è un autore poco noto ma fondamentale, perché con il suo fumetto, The Kin-der-Kids, rompe decisamente con il tratto frammentario dei disegnatori satirici americani che hanno creato il fumetto alla fine dell’ottocento, proponendo un segno molto più netto.

Per primo, Feininger usa la tavola senza una rigida divisione delle vignette, subito seguito da Little Nemo di Winsor McCay. Il quale, avendo abbracciato lo stile dell’art nouveau, si stacca pure lui, sia pure in maniera meno decisa, dalla tradizione dei disegnatori di fumetti.

Feininger è anche il primo autore a presentare una storia a fumetti a puntate. Nelle sue intenzioni sarebbe dovuta diventare un libro, un “graphic novel” ante litteram, ma non riesce a concluderla.

Zio Fenny

Si trasferisce in Germania, imponendosi prima come autore satirico e poi come pittore. Insieme ad altri grandi artisti fonda il celebre Bauhaus, un centro sciolto nel 1933 da Hitler con l’accusa di propugnare un’arte “degenerata” (anche se, in realtà, influenzerà profondamente la moderna grafica nazista: anzi, ne sarà alla base).

Feininger, avendo tra l’altro la moglie ebrea, torna nella natia New York nel 1937, dove consolida la sua fama d’artista. Negli anni Cinquanta si propone di concludere il suo fumetto, The Kin-der-Kids, ma ormai la sua fine è vicina. Muore nel 1956.

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Questi sono alcuni dipinti di Feininger, tanto per rendere l’idea della sua cifra.

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Grazie a Tomaso Turchi e a Pier Luigi Gaspa per le segnalazioni!

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