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MOEBIUS, ADIEU!

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Verrebbe da pensare che se ne sia volato via a bordo di una sorta di pterodattilo bianco, a mo’ di Arzack

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Si chiamava Jean Giraud e aveva 73 anni.
Riferisce la notizia incredibilmente triste e inattesa la radio Europe 1 [ripresa in Italia dall’Ansa e poi dall’Adnkronos].

Era nato a Nogent sur Marne, alle porte di Parigi, nel 1938. Studente dell’Ecole des Art appliquées, a 18 anni aveva iniziato a disegnare, in particolare pubblicando il suo primo fumetto, Frank et Jeremi, per il magazine Far West.

Moebius2Da sempre affascinato dalle avventure di cowboys e indiani, all’inizio con lo pseudonimo di Gir aveva illustrato un episodio western dal titolo Fort Navajo: era stato allievo di Jijé (su >Jerry Spring), del quale vediamo qualcosa, oltre ad un filmato del 1972 dove i due fumettisti lavoraneo insieme in modo estemporaneo. In seguito, a partire dal 1963, con il nome di Moebius ha illustrato un po’ di episodi del western del Tenente Blueberry creato da Jean-Michel Charlier. In Italia è uscito per conto di vari editori.

Personalmente ricordo con affetto la versione “apocrifa” e tutto sommato inaccettabile, tradotta con un po’ di volgarità inutili in barba alla filologia, schiaffate all’interno dei balloons dalla danda di Roberto Rocca per adultizzarlo, pensando di far presa sui lettori che conoscevano la saga del Garage Ermetico, sull’edizione italiana di Métal Hurlant.

Dopo la sua collaborazione con la rivista Pilote, Moebius aveva partecipato un po’ timidamente al ben noto magazine comico-satirico francese L’Echo des Savanes, diretto in origine dall’amico Nikita Mandryka (e poi da un nuyovo editore italiano un po’ tanto discutibile, tal Salvi,, che avevoa promesso a noi, gruppo de L’Urlo, la gestione della rivista, sotto la direzione di Pino Zac. Era il 1980. Salvi sparì nelle nebbie dalle quali era venuto). E, cosa rara per un francese, aveva anche disegnato una storia del supereroe americano Silver Surfer.

Oltre con Alessandro Jodorowsky e con un visibilio di altri autori, Moebius a veva anche collaborato col Maestro giapponese Hayao Miyazaki, con cui nel 2004 era stato co-protagonista di una significativa mostra circa sulla riva della Senna, dalle parti di un negozio di fumetti che sarebbe scomparso subito dopo, in Rue Dauphine, alla Monnaie di Parigi, battendo anche monete con le figure dei due autori.
Si potevano acquistare lì con pochi euro. E lo facemmo.

© aventi diritto

A questa pagina del The Hayao Miyazaki Web, alcuni estratti di una conversazione fra i due grandi.

In particolare, a mo’ d’assaggio, Moebius diceva:

I am an obsessive about technique, but at the same time I think that all great artists did work on perception. This is what causes that suddenly, we are surprised by an artwork, whether by a writer, a musician, or anything; suddenly, he shows something that everyone had right in front of them but that nobody had seen. Or nobody had seen with this particular truth. Sometimes it can be very minute details, it can be the tip of nails, it can be the way hairs begin to curl, it can be how much information you use to depict an eye. For example on someone running, it’s the instant when you stop the movement. The foot is that many centimeters off the ground. It had never been done before. You see, it is small things like that.

Il ministro della Cultura francese, Jack Lang, l’aveva consacrato come ‘miglior artista nelle arti grafiche’. E nel 1985 Moebius aveva ricevuto un riconoscimento dall’Ordre des Arts et des Lettres, consegnatogli da François Mitterrand.

Un vecchio articolo su di lui, con foto, da questo blog.

Andrea, altrimenti detto (chissà perché) “Il Glifo” (niente a che vedere con Mauro Paganelli delle Edizioni del Grifo) mi ha stupìto.
Per commentare la cronaca di quella “firmata selvaggia” di Poggibonsi, al Teatro Politeama, della quale avevo già menzionato da qualche parte in questo blog, ha scattato una serie di foto che però, sino ad ora, da allora non avevano ancora visto la (pubblica) luce.

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Per questo, in attesa di rendere partecipi gli webnauti della loro comunicatività, mi ero premunito predisponendone una delle mie (la sola, in effetti, scattata in tale occasione). Potete ammirarla qui sotto, con tanto di annotazioni.

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Invece, alla fine le immagini glifesche sono arrivate, corredate da un significativo video con la telecronaca di un disegno di Moebius, al secolo Jean Giraud, scodellato con velocità fulminea per una coppia di sposini imminenti (e a questo punto già tornati dalla Luna di Miele, suppongo).

Il video eccolo qua, un po’ mosso-movimentato, ma okay:

http://it.youtube.com/watch?v=9AolwDh64Sg

Opportunamente, il Glifo afferma in proposito: In futuro potrai trovare sotto l’ ombrello di quell’account di YouTube altri video relativi a disegnatori all’ opera.

Il processo di realizzazione della tavola, o del semplice sketch, è un aspetto del mondo del fumetto che raramente viene reso “pubblico”

Avevo questa idea da quando vidi anni fa un video di Winsor McCay all’ opera. Strabiliante. E se mi sono “strabiliato” io, forse è giusto dare anche a qualcun altro la possibilità di strabiliarsi…

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Considera che tra un paio di giorni lo linkerò anche sul mio blog.

Per il resto spero tu stia bene.

Ti leggo sempre con spasmodica attenzione e, come si dice dalle mie parti, MI SCIALO.

Ecco, allora, qualche immagine del Moebius firmante. Repetita iuvant: la collezione di Blueberry è di Fabio Bartolini, il Maestro l’ha indefessamente firmata per intero senza battere ciglio.

Nelle foto, Moebius agisce sotto l’occhio vigile di Claudio Curcio, che gli fa anche da guardia del corpo. Il sottoscritto è visibile nella seconda immagine proprio durante lo scatto della foto che apre questo servizio.

Tra gli altri presenti, si riconosce Giovanni Marcora, disegnatore con Francesca Mengozzi di Kill the Granny, il libro pubblicato da Vittorio Pavesio, del quale abbiamo parlato qui.

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Il direttore artistico del Fenice Festival di Poggibonsi, Michele Crocchiola, ci manda altre immagini fresche, con una parte delle quali arricchiamo ulteriormente questo album moebiùssico. Grazie!

Se il tutto risulta un po’ troppo pesante da leggere, per chi ha i computer un po’ recalcitranti… Be’, tutte le nostre scuse.
I prossimi post saranno leggeri come l’aere.

Le foto rappresentano fra le altre cose anche il sottoscritto durante la presentazioe dell’incontro tra Giraud e Alejandro Jodorowsky (che è, sorridente, alla sinistra di Jean, mentre alla sinistra mia c’è Claudio Curcio.

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Il © delle ultime tre foto è “2008 Fenicefestival – Photo T. Awerbuch/Spot.it”