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DA BRAMANTE, 40 ANNI FA, di Lido Contemori (ovvero IL RITORNO DI FALCO BIANCO)

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PREMESSA: il grande vignettista satirico e illustratore Lido Contemori ci ha spedito alcuni mesi fa questa sua memoria, stimolata da una nostra conversazione di ancora altri mesi e anni prima.
Lido mi aveva parlato di Onofrio Bramante senza sapere che era stato anche un grande disegnatore e illustratore Disney. Forse senza conoscere nemmeno la sua attivitò di pittore, ripresa in via esclusiva (tralasciando i fumetti) in tarda età, fino alla sua scomparsa
.

TitoloMa Lido ha altro da raccontare, avendo lavorato con Bramante nello studio, oltre quattro decenni fa.

Nella foto sopra, di qualche tempo fa, in occasione della presentazione di un volume della casa editrice Grrrzetic, Lido è il primo a destra. Da sinistra ci siamo io, Max Olla e Silvana Ghersetti (la temeraria editrice).

Riprendo adesso questo suo commento, in coincidenza con il nuovo debutto, in edicola, di una serie di grande popolarità disegnata da Bramante e curata dal suo staff, negli anni Sessanta, per conto delle milanesi Edizioni Dardo: Falco Bianco.

 FalcoBianco striscia

Poco prima di Natale ha dato notizia della sua imminente uscita, all’interno della Collana Mark, a partire dal n. 114, lo stesso editore e mentore Gianni Bono, nel suo blog Immagini & Fumetti, in questo post.

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A Raffaele Della Monica è stato assegnato il compito di realizzare la copertina di questo primo albo “bonelliano” di Falco Bianco, mentre lo copertina sotto, terzo nella cronologia delle uscite, si deve a Paolo Morisi.

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A Lido la parola!

Carabina

Da Bramante quarant’anni fa.

Siamo nel 1970. A Milano in piazza Amendola (metro Fiera) c’era lo studio di Onofrio Bramante. Facevamo un fumetto western dal titolo Carabina Slim.
Un albo mensile ovviamente in b/n., solo la copertina era a colori. Bramante faceva gli schizzi a lapis delle tavole, precisi e dettagliati. Una bravissima ragazza ripassava i contorni a china.

Io, un ragazzotto poco più che ventenne, studente a Brera, spennellavo la china nelle grosse zone che dovevano esser nere. Una volta finito si partiva in macchina e si stampava a Verona, da Mondadori.

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Restai da Bramante un mese o due. Vedo ora, grazie all’occhiuta internet, che il direttore responsabile era Giorgio Pisanò, ma è quel Pisanò che dirigeva il Candido? Ma il Candido di allora non era alquanto fascio-vestito?
Mah, contraddizioni in seno al popolo fumettista.

PirovanoIo avevo anche un altro compito, alquanto strano. Bramante si fidava e mi aveva delegato in gran parte la preparazione (articoli, illustrazioni e varie) di Frontiera Nera, una rivistina/opuscolo del Pime. Contenuti di varia tuttologia corredati da disegni in bianco e nero; era divertente come lavoro.

La cosa bizzarra era che, anarco-comunardo com’ero, mi applicavo a una roba del Pime, alias Pontificio Istituto Missioni Estere. Si occupava e si occupa tuttora di missioni e missionari del Vaticano qua e là per il mondo. Altre contraddizioni in seno al popolo fumettista.

Non so se la cosa rimase allo stato di numero zero o se ebbe un seguito, perché, urgendo far la rivoluzione, mollai tutto e mi persi in manifestazioni di piazza, scontri con la polizia e altri sport giovanili dell’epoca.

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