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A LADYGAGA PREFERIAMO MADONNA!

Reach the quorum

Ovvero, rispetto alla copia, meglio l’originale.

Anche se quello che mostriamo oggi, di attualità stra-stretta, non è proprio l’originale, bensì la rivisitazione aggiornata fatta dalla cara Sora Cesira, satirica cantautrice romana che un giorno ci scrisse anche, in relazione al suo divertente video sull’elezione di Renata Polverini.

Mortachi lor

Il video, riveduto e corretto, della canzone Vogue della cantante americana è diventato Vote e spopola nel web.

Anche dalle pagine del blog Vaticalia, Miguel Mora chiacchiera in materia. Per chi non lo sapesse, Vaticalia è il blog del quotidiano spagnolo El Pais nel quale Mora descrive cosa accade a Roma e in Vaticano per i lettori ispanici.

Nel blog c’è stato anche un accenno alla Nave del Referendum, di cui ho parlato, che la sera del 9 giugno è partita da Barcellona diretta in Italia per permettere a un certo numero di cittadini di portare il proprio voto al Referendum, si parla dei “falsi zingari” arruolati per iun tozzo di pane per infastidire l’elezione di Giuliano Pisapia spaventando (e truffando) gli elettori di destra e di tante altre nefandezze di cui è teatro la Penisola. E si cita anche il video della Sora Pausini (al secolo Laura Cesira) dal titolo Incarcerabile.

Sora-cesira-referendum-12-13-giugno-madonna

In due tempi, Lady Gaga alza il dito medio della mano sinistra.

Lady_gaga_baseballfanyankeestadium

Secondo tempo

La speranza è, al solito, che il video sotto si veda, sia “azionabile”. In passato ci sono già state delle difficoltà.

Quello sotto è un promemoria per il voto.

Promemoria scritto per il programma Aniene da Corrado Guzzanti, andato in onda su Sky, che è una televisione sì a pagamento e sì di un simpattizzante per i Repubblicani USA, ma che comunque è abbastanza fuori dal recinto oppressivo costruito dai portamantello del Cavaliere malato (Briatore dixit) e quindi è quasi un’oasi dove le idee possono circolare (un po’) senza i notori ostacoli e le anacronistiche panie di Rai e Mediaset, rispetto alle quali la Democrazia Italiana chiede a gran voce pesanti riforme, la prima delle quali è la decavalierizzazione.