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BUFFALO BRILL, PECOS BILL E COCCO BILL: IL WEST DA RIDERE

Pecos

E’ uscito in edicola da qualche giorno il ventiduesimo numero dalla collana dedicata ai cento anni del Fumetto italiano, venduta come collaterale della Gazzetta dello Sport e del Corriere della Sera.
Il tema è “Il West da ridere”, argomento che in Italia ha trovato terreno molto fertile soprattutto grazie al Cocco Bill di Benito Jacovitti, che è presente anche in copertina.

I testi degli articoli sono miei, al pari delle schede biografiche e delle presentazioni delle storie.
La vignetta che ho ingrandito qua sopra, invece… Be’, leggete sotto!

Cocco Bill
Buffalo Brill Perego

Non si parla solo di Cocco Bill, naturalmente. L’immagine immediatamente sopra, per esempio, si riferisce alla serie, di ambientazione californian-messicana, disegnata dal bravo Giuseppe Perego (vedete la sua rarissima firma?) alla fine degli anni Quaranta e nel decennio seguente per le Edizioni Alpe di Milano.
Trattasi di una saga western i cui interpreti indossano anche sombreri e vivono in una località allusiva alle grandi praterie del leggendario Pecos Bill chiamata “Far-Prest”.

Cop-pecos-36 Proprio alla versione a fumetti di Pecos Bill ideata dallo sceneggiatore Guido Martina (copertina a destra) si ispira la saga di Perego (della quale non vi sono, però, storie nel volume di cui sto parlando), il quele spesso lavora su soggetti di Cesare Solini.

Il protagonista, ritratto sopra piuttosto imbuf(f)alito, si chiama Buffalo Brill ed è, come l’eroe di Martina, biondo e provvisto di ciuffo; le frange decorative dei suoi pantaloni, riprese anch’esse da Pecos Bill, contribuiscono a conferirgli un’aria di maschera carnevalesca.

La saga di Buffalo Brill ha un precedente illustre, forse il primo film animato italiano comico di genere, al quale Perego aveva partecipato appena diciassettenne: Tompitt e i banditi del Far Prest (questa volta senza lineetta), vincitore di un premio al terzo concorso cinematografico della Fiera di Milano e realizzato dai fratelli Carlo e Vittorio Cossio.
Il discorso sul loro studio di animazione ci porterebbe molto lontano e fuori tema.

Nel libro ci sono anche altri insigni autori, dal grandissimo Giorgio Rebuffi, con due stporie brevi (ma restaurate perfettamente) dello sceriffo Fox, a Padrito El Drito di Antonio Terenghi (non in un florilegio delle sue prime storie o di Pedritissimo, però), sino alla coppia Claudio NizziLino Landolfi.
Del grande autore romano, la cui esclusiva è stata recentemente ottenuta dall’editore Nicola Pesce, ci sono due brevi episodi della serie uscita a suo tempo sul Giornalino, proseguita a lungo con l’indianino Piccolo Dente come principale character.

In questo articoletto, invece, voglio mostrare al pubblico italiano una creazione di Landolfi sicuramente non nota, nella versione pubblicata in Spagna negli anni Cinquanta (con questa inizio a rispondere, anche, a una domanda di un visitor, rivolta al blog qualche mese fa, sulla diffusione all’estero dell’opera del grande fumettista, autore di tavole assolutamente spettacolari).

Si tratta di una tavola, apparsa in prima pubblicazione sul Vittorioso, nella quale Landolfi si divertiva con l’ennesima parodia di Pecos Bill.
Anche in questo caso, come per Buffalo Brill, è evidente il riferimento grafico al modello del personaggio di Martina impostato dal disegnatore Raffaele Paparella (peraltro anche collaboratore dello stesso Vittorioso e incontrato più volte da Landolfi durante le riunioni in redazione del settimanale).

Con un CLIC sulla due mezze tavole, il lavoro di un Landolfi ancora in fase di ricerca, ma godibilissimo, si fruisce un po’ meglio…

Landolfi 1-1953
Landolfi 2-1953