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LE NUOVE AVVENTURE DELLA GRANDE TRIBÙ

Biancaneve usa il Mac

Un po’ di tempo è già passato, da quando abbiamo ricordato uno dei vari compleanni di Biancaneve, mostrando anche (nel post del 6 agosto 2007, faceva caldo e le zanzare colpivano) una pubblicità del volume Le nuove avventure della Grande Tribù, edito e più volte ristampato con leggere modifiche da Mondadori nella Collana Carosello, la quale ancora non portava tale riverito nome.

Sotto prosegue il discorso, che in edicola, anche in queste settimane, è sviluppato in vario modo attraverso i fascicoli della collana Disney Story, pubblicata da DeAgostini.
Il © delle immagini è ovviamente Disney!

Pubblicitài

Tra i vari fascicoli, fra qualche mese ne comparirà uno completamente dedicato alle Principesse Disney, mentre a partire da quelli che si occupano della fine degli anni Cinquanta saranno pubblicate varie immagine relative ai volumi di questa collana sulla Grande Tribù sorta oltre mezzo secolo fa.

In apertura, un’immagine di Biancaneve alquanto ironica per promuovere una particolare marca di computer (la stessa della quale mi servo da sempre, per inciso).

Nel corpo del post una Biancaneve, con tanto di principe e nanetti, tratta dalla raccolta di figurine delle Edizioni Lampo dedicate al lungometraggio.
In chiusura, una versione contemporanea (e ipotetica) di Biancaneve sottoforma di supereroina, che si riferisce al suo futuro di protagonista conseguente all’acquisizione da parte della Disney del catalogo di personaggi della Marvel Comics.

Nuove_seconda_3
Sono certo che alla maggioranza dei lettori di questo blog le specificità della collana in questione interesseranno poco.
Tuttavia, mi sembra il caso di sottolinearle, perché sono indicative della politica editoriale di un grande gruppo italiano, allora decisamente sulla cresta dell’onda e con una offerta eccezionale di libri e periodici da edicola.

Alla Mondadori di allora, si ristampavano, “a tutto fuoco”, incessantemente, i libri di maggior successo. Quelli con i personaggi Disney avevano la precedenza, pur con un prezzo di copertina decisamente alto per le famiglie italiane degli anni Cinquanta: 3.000 lire, vale a dire cento Albi della Rosa, o Nembo Kid, o Il Monello, o Corriere dei Piccoli (negli anni Cinquanta), o Pecos Bill (dal 1960 in poi in ristampa tascabile).
O trenta numeri (più di un’intera annata) del Topolino quindicinale.

Erano soldi.

Eppure, specialmente nei periodi natalizi, o per le Comunioni, o per i Compleanni, questi libroni si vendevano e le tirature andavano esaurite.

Nuove_quinta edizione

Il superesperto e collezionista Nunziante Valoroso, che ci invia anche le immagini di questo post (grazie!) per la curiosità di tutti dice di aver ricevuto una “pulce nell’orecchio” per aver visto nella pubbli-
cità che ho postato in agosto una prima edizione del volume Le nuove avventure della Grande Tribù una copertina leggermente diversa da quelle delle successive ristampe.
La silfide Trilli, o Campanellino, e se preferiamo Tinker Bell, è stata poi cancellata dalle successive riproposizioni.
Strano, perché alcuni personaggi presenti nel forziere sembrano guardare proprio verso di lei, e in assenza di Trilli i loro sguardi perdono di senso.

Le due immagini di questo post si riferiscono alle copertine delle edizioni in possesso di Nunziante: la seconda del gennaio 1959 (con la copertina gialla) e la quinta (con la copertina rossa), del maggio 1964.
La terza (in mio possesso), del marzo 1960, è identica alla seconda.

Probabilmente, Trilli è stata eliminata dalla prima versione per evidenziare il fatto che questo secondo volume della collana non va confuso con una riedizione (con la sola copertina mutata) del primo volume, dal titolo La Grande Tribù. La scritta così posizionata in alto avrebbe *forse* potuto ingannare chi non fosse andato troppo per il sottile, ostacolando l’acquisto del librone.
Se questa supposizione è valida, l’ingrandimento dei caratteri della prima parte del titolo (riscritto in toto) ha spinto alla necessaria soppressione di Trilli.

Inoltre, il background monocromatico è stato ricolorato, “sfondandoci” l’illustrazione centrale, come si nota da quella piccola campitura che sta fra l’occhio destro di Paperino e il becco di Josè Carioca; rimasta in bianco nella prima edizione, dal fondo giallo scuro, è di un bel giallo canarino nella seconda. Infine, è stata aggiunta la scritta “Arnoldo Mondadori Editore”, assente (e soltanto relegata nella costola) nella prima edizione.Biancaneve

All’interno del volume, i riferimenti tecnici sono rimasti gli stessi della prima edizione, a cominciare dall’articolo “Le”, presente nella pagina del frontespizio, dove fa mostra di sé un bel marchio circolare a rilievo della S.I.A.E.

Sugli esecutori, senz’altro italiani, di alcune illustrazioni interne, resta il mistero. Alcune sono ricalchi con piccoli adattamenti, eseguiti probabilmente da Mario Gentilini e Ambrogio Vergani, forse con l’aiuto del giovanissimo Massimo de Vita come inchiostratore.

Quella dei risguardi è tratta da una vignetta di Carl Buettner della storia a fumetti Tippete e i Sette Nani, mentre quella di pag. 2 è il libero adattamento di una illustrazione uscita sulla rivista americana Good Housekeeping.
In particolare, è tratta dal numero del 7 febbraio 1942, la prima della riduzione illustrata del cortometraggio uscito un mese prima nelle sale col titolo Mickey’s Birthday Party.

Fra le maggiori differenze rispetto all’illustrazione di Good Housekeeping, ci sono l’eliminazione dal gruppo di Chiquita, quella dell’arcata dentale superiore di Orazio e il cambio di abbigliamento di Topolino, che nel 1942 aveva l’interno delle orecchie più chiaro, grigio scuro o beige. Non era nero come si vede invece nel volume mondadoriano, dove si è cercato di omogeneizzare graficamente il look del personaggio con altre interpretazioni del Topo fatte in altri periodi della sua storia e presenti in altre sezioni del libro.

Biancaneve Marvel

La tempera di pag. 3 è davvero singolare.
Benché atipica, dato che è estremamente ben eseguita, potrebbe essere attribuita a Giovan Battista Carpi, che all’epoca già collaborava con Mondadori da tre anni, in coppia con Giulio Chierchini.

Se così stessero le cose, sarebbe questa la prima illustrazione in assoluto dell’artista ligure per la Mondadori-Disney, e non quelle della Bella Addormentata nel Bosco uscite nell’estate 1959 come supplementi al settimanale Epoca.
Al pari di questa, sarebbero di Carpi anche le altre illustrazioni a tratteggio, in bianco e nero, che aprono il primo capoverso di ogni storia presente nel volume.

Sicuramente sono di un Carpi più evoluto e in fase di ricerca quelle del terzo libro della collana, e quindi anche queste possono essere attribuite a lui per analogia (non saprei a quale altro autore importante si possano dovere).

La terza edizione delle Avventure della Grande Tribù, del marzo 1960, è praticamente identica alla seconda, e suppongo che ciò valga anche per la quarta. Sappiamo anche che la quinta, del maggio 1964, pur con fondo rosso, conserva lo stesso disegno centrale, con tanto di campitura rimasta per errore in giallo fra l’occhio destro di Paperino e il becco di Josè Carioca.
La modifica potrebbe essere motivata dal restyling generale della collana, della quale la Mondadori cominciò a ripubblicare praticamente tutti i titoli, modificando la grafica della costa e qualche altro dettaglio, aggiungendo nel giro di qualche anno un buon numero di titoli nuovi alla collana.

Fra questi, ve ne sono alcuni con i personaggi di Hanna-Barbera, dei quali Mondadori è divenuta nel frattempo licenziataria (del 1964 è anche il debutto in edicola del periodico mensile mondadoriano Braccobaldo).