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VACCINI O VACCATE? (parte seconda)

Cow boogie Questo post contiene il seguito di quanto espresso nel precedente: temi caldi, come quiesta chiusura dell’inverno 2009.

Cure & terapie

L’argomento non è dei più facili, senza dubbio uno dei più controversi, complessi da trattare e difficili d comprendere, in particolare da chi ha i figli senza problemi, ma devo affrontarlo. Abbiamo sempre cercato di parlare molto tra di noi delle terapie che applichiamo ai nostri figli ammalati, abbiamo sempre cercato di creare occasioni di confronto e ci siamo incontrati spesso per scambiarci le opinioni e le esperienze.
Le nostre storie sono costellate più da insuccessi che da successi, da rari periodi di soddisfazione, da illusioni e da fallimenti, dal rendersi conto di non riuscire a portare avanti i protocolli o di non capire se gli stessi protocolli avevano realmente una evoluzione positiva. Non è facile, l’abbiamo sperimentato direttamente, lo sperimentiamo ogni giorno.
Montinari funziona? Com’è Malzac? Si può contattare Gava? Di Muro com’è, dà tanti prodotti? E Grubissa?


Un passo indietro, anzi, due.


Il danno vaccinale in medicina è quanto di più difficile da identificare e trattare, anche perché per la medicina stessa non esiste. Le conoscenze di immunologia della stragrande maggioranza dei medici sono appena sufficienti e da qui le difficoltà, per tutti, nell’ identificare un nesso causale tra la somministrazione di un vaccino e l’insorgenza di un disturbo o di una malattia.


Non parliamo poi della lettura delle analisi ematochimiche e dell’interpretazione di una tipizzazione linfocitaria (una delle nostre mamme ha avuto modo di testare la preparazione di qualche medico che opera nell’ambito della cosiddetta “eccellenza” regionale). Per alcuni l’HLA è poco meno di un geroglifico.


I bravi medici (quelli che hanno passione per la loro professione) quindi sono veramente pochi ed in ogni caso non sono Dio, sono fallaci anche loro, come quelli meno bravi. Un bravo medico ha comunque bisogno di un supporto analitico per capire le problematiche in atto: come possiamo prescrivere una cura se non eseguiamo uno o più approfondimenti diagnostici? Come possiamo prescrivere qualsiasi cura se non effettuiamo una corretta anamnesi del soggetto?


Potremmo essere più o meno d’accordo con un tipo di approccio che prevede una somministrazione di più prodotti omeopatici-omotossicologici contemporaneamente ma sul fatto della prescrizione di tanti esami dobbiamo ringraziare questo o quel professionista perché da questi esami, e non da tanti altri esami inutili che ci fanno effettuare le strutture di pseudo-riabilitazione per portarci lontano dalla soluzione, avremmo la possibilità di capire quello che è successo ai nostri figli. Si tratta di togliere un po’ di sangue…se si potesse evitare sarebbe meglio, siamo d’accordo.

Gli esami sono importanti, le cure anche: difficili, incomprensibili, complicate, troppi prodotti, ‘noncelafaccioadaretutto’, ‘sipuòmetteretuttoassieme?’,‘tantononcambianulla’, ‘maquantodovròspendere’.


Non voglio difendere nessuno e non voglio esaltare nessuno, personalmente mi da fastidio quando sento critiche gratuite del tipo: non ha capito il problema, da le cose tanto per dare, non è servito a niente. Ci vuole tempo per capire e ci vuole tempo perché un protocollo inizi a dare frutti.
Fino ad oggi non ho conosciuto situazioni semplici e le cure non possono, di conseguenza, essere semplici, ed il fatto che abbiamo cercato in più occasioni di parlarne, approfittando della consulenza delle mamme che avevano più esperienza, è una conferma di ciò. Molti abbandonano un protocollo di cura perché non riescono ad affrontarlo, non lo capiscono, non riescono a capire se funziona. I tempi di reazione e di riabilitazione non sono mai quelli che vorremmo e non tutti i danni sono uguali, avremo quindi percorsi molto differenti.


Il danno vaccinale poi prende più apparati: a disturbi neurologici troviamo associati disturbi funzionali, disordini metabolici, problemi immunologici ecc.
I nostri figli avranno bisogno di cure adeguate per molti anni a venire, se vogliamo migliorare la loro situazione.
A volte penso, ed è una cattiveria senz’altro, che dietro qualche abbandono ci sia il pensiero, umanissimo, del ‘tanto non ritornerà come prima’, ‘forse non ne vale la pena’, ‘devo pensare anche all’altro figlio’.


Conosco situazioni pesanti e non saprei davvero dire come mi sarei comportato se mi fosse toccato vivere quell’esperienza genitoriale, vorrei solo dire che proprio perché a me ed a mia moglie è capitato, casualmente, un fardello più leggero siamo disposti a venire incontro a queste situazioni più difficili.


Le cose non torneranno a posto da sole in ogni caso.


Le analisi sono importanti per capire le problematiche, la dieta e le cure sono importanti per affrontare le sindromi e per migliorare la vita dei nostri cari (se iniziamo da piccolissimi si può parlare anche di guarigione), l’avere a disposizione più figure professionali è importante per cercare di dare opportunità di percorsi di cura condivisi più adeguati ad ognuno (e di controllo dell’ efficacia di questi percorsi), mantenere i contatti tra famiglie creando una rete di mutuo sostegno aiuta nella ricerca continua di soluzioni alle difficoltà quotidiane nei campi della salute, dell’assistenza, della scuola, del lavoro.


Non è facile, nulla è facile quando si cade in queste trappole, ma non abbiamo alternative se non i parcheggi che ci vengono proposti o gli ospizi che ci vengono prospettati (per i casi più gravi naturalmente).


Non possiamo sperare di meglio dalle Istituzioni anche perché non possiamo pretendere che capiscano un fenomeno che talvolta nemmeno le famiglie coinvolte riescono o vogliono capire.


Attualmente abbiamo un rapporto di collaborazione diversi professionisti della sanità, sia in regione che fuori, chi fosse interessato a contattarli può…contattarmi.
Se non vi ‘trovate’ con un professionista, se non c’è feeling, cercate di consultarne altri, ma “non mollate”.



Contiamo di allargare la conoscenza ad altri professionisti perché ne abbiamo bisogno, ci sono troppe situazioni di sofferenza che non hanno ancora una adeguata risposta. Ribadisco ancora che non abbiamo mai avuto interessi personali nel consigliare un professionista piuttosto che un altro, i consigli che abbiamo dato sono sempre stati disinteressati e forniti in relazione alle esperienze personali.


Una buona notizia che vorrei condividere con tutti. Sabato ho chiamato Monica per chiedere di Giulia, la figlia. Ci sentiamo ogni tanto per aggiornarci sulle cure e sui risultati. Giulia è una bella ragazzina con i postumi di una devastante encefalite. La famiglia, da non molto (un anno e mezzo) ha iniziato un impegnativo percorso di cura con un noto professionista ed una riabilitazione logopedica. Carolina

La mamma non ci crede ancora ma Giulia ha ripreso a parlare… mamma, nonna, papà, nonno, iaia (la sorella), è più presente, più attenta, più affettuosa. La dieta, le terapie, la riabilitazione mirata, la caparbietà della famiglia, hanno potuto, in poco tempo, più di anni di “eccellenza regionale”(parcheggio). E non finirà qui! Mai mollare!



Liberalascelta


Libera-la-scelta significa esortare l’interlocutore a svegliarsi, a liberarsi da preconcetti e paure ed esercitare il diritto ad una scelta autonoma.
Liberalascelta vuole essere un percorso comune, condiviso per tutte le persone che credono nei principi di Libertà, Verità e Giustizia. L’area è quella della salute e dell’istruzione, luoghi dove i principi esposti vengono giornalmente violati e calpestati.


Liberalascelta, oltre a non essere un qualcosa di ben definito è privo di una gerarchia, privo di poteri, privo di regole scritte, privo di denaro. L’unica “regola” ammessa è il mutuo aiuto gratuito, il tentativo cioè di condivisione di sofferenze ed opportunità, il tentativo di mettere a disposizione degli altri le proprie risorse e le proprie ricchezze interiori.

Parliamo di tentativo, perché l’umanità che ci contraddistingue talvolta è di ostacolo e spesso tutto rimane un wishful thinking, una buona intenzione.


Il nostro obiettivo è, nel nostro ambito, quello di operare per dare a tutte le famiglie “con problemi” le stesse possibilità, anche culturali, di accesso alle cure, all’istruzione, alla formazione, al lavoro attraverso la messa in comune delle conoscenze acquisite. A tutti significa che non ci devono essere divisioni e privilegi per “categoria” (autistici, down, reumatici, affetti da SM, distrofici) ma opportunità per tutti: chi sa, mette a servizio il suo sapere a chi non sa, indipendentemente dalla provenienza.


Se fino ad ora certi obbiettivi (penso al diritto negato all’istruzione) non sono stati raggiunti è perché si è lavorato più per dividere che per unire, con il risultato di ottenere pochi privilegi per la propria parrocchia.


Chi conosce dovrebbe cercare di mettere a disposizione le proprie conoscenze per rimediare ad ingiustizie o per creare opportunità per le famiglie disagiate.
Una risorsa è tale solo se è per tutti, non ci deve essere spazio per privilegi e privilegiati ed il famoso “prossimo” verso cui andare è quello che ti sta accanto e soffre, questo anche in una visione laica.


Chi ha compreso queste idee si mette ogni giorno in gioco e non gioca “al risparmio”, da sempre il 100% e ci mette sempre la faccia. Non dobbiamo adeguarci all’andazzo e se il “piuttosto che niente” prevede prostrazioni a discapito dell’etica, è allora meglio il “niente”, dignità innanzitutto!


Un grazie di cuore alle tante persone che vivono questo spirito (Gaetano, Delfina, Gladys) e creano quotidianamente opportunità di crescita, senza stupide divisioni, per il bene di tutti.


Vista

Politici & Giornalisti


Perché malgrado le tante sollecitazioni nessun politico ci è mai venuto incontro realmente?
Perché malgrado le tante sollecitazioni nessun giornalista ha mai preso a cuore le nostre problematiche?

Le due categorie vivono in simbiosi, come il Paguro Bernardo, dove ci sono i politici ci sono anche i giornalisti e viceversa, una categoria per vivere ha bisogno dell’altra.

Curiosamente nessuna delle due categorie attualmente sta esercitando il principio per cui è nata. Esercitare il bene comune per la politica, esercitare la libertà di espressione nella denuncia di ogni violazione dei diritti fondamentali per la seconda.

Il diritto del cane ad avere un degno luogo di sepoltura malgrado, anche nella nostra Regione, si pratichi la vivisezione… questo è un problema importante portato avanti da un medico prestato alla politica. Politico rieletto più volte.

Questo, malgrado le nostre denunce di sperimentazioni di farmaci (vaccini) su soggetti minori nelle ASS 4, 5 e 6.
Denunce che ne la politica ne i media hanno raccolto, probabilmente per paura di risultare invisi alla Sanità Regionale e di non accedere a privilegi (per la politica) ed opportunità di lavoro (riempire pagine di giornali). Il giornalismo d inchiesta è oramai finito, ora ci si concentra più sulle figure che sui fatti. Politici e giornalisti sono sempre stati informati sulle nostre iniziative e sulla denuncia di situazioni che andavano a violare i diritti fondamentali.

Nessuno ha mai reagito, nessuno ha mai dato risposte. Incontri con vari assessori alla sanità non hanno prodotto niente se non aggravamenti della situazione. Evidentemente vengono prima gli affari dei diritti dei più deboli.
Ho recentemente spedito al Dott. Venier Romano, presidente della III Commissione Regionale (sanità, assistenza ecc) una lettera che fa seguito ad una richiesta dello stesso Venier Romano di chiarimenti sulle tematiche che vorremmo portare in Commissione.

Pensavo che la precedente lunga lettera di denuncia fosse stata sufficiente. Evidentemente gli argomenti sono talmente indigesti che c’è bisogno di una diluizione. (…)
Le politiche sanitarie ci hanno rovinato i figli, non ci sono state cure adeguate, non c’è stata riabilitazione ed abbiamo dovuto sempre pagarci tutto.
Malgrado le continue denunce si continua ad attentare alla salute dei bambini, oltre al diritto alla salute ci negano il diritto all’istruzione, e se andiamo ad accampare altri diritti sanciti dal Leggi dello Stato ci prendono in giro… e noi dovremmo chiedere, possibilmente sottovoce, se per favore si può dire ai medici di cercare di fare almeno una piccola anamnesi ai bimbi prima di vaccinarli e, se non è troppo disturbo, consegnare il foglietto illustrativo del vaccino ai genitori raccomandandone l’attenta lettura….e scusate anche se mio figlio ha messo in dubbio il dogma della innocuità ed efficacia dell’Engerix B (vaccino antiepatite B) e si è ammalato, non avrebbe dovuto, scusate ancora….
Basta, non riesco più ad essere diplomatico, ne con i politici, ne con i giornalisti, e talvolta nemmeno con i genitori: ti hanno violentato il figlio, non è stato un incidente isolato, dovrai essere almeno un po’ incazzato! La rima è casuale.
Confido in questa convocazione in III Commissione, spero che ci possa essere un confronto aperto sulle tematiche, temo però che ci prenderanno in giro anche questa volta. Del resto possono farlo.


Ai negozi bio, alle erboristerie, alle librerie, alle biblioteche.


Nei vostri scaffali troviamo libri di Macrobiotica , di Pranic Healing, di Chi Gong, di Tai Chi, della tensegrità di Carlos Castaneda, di Sai Baba, di turismo ecocompatibile, di Karma, di Shiatsu Do, di Tantra, di Rebirthing, di Costellazioni Famigliari, di Reiki, di Consapevolezza, del metodo Bates, di Osho, di Rudolf Steiner… mancano curiosamente i libri seri di informazione sulle vaccinazioni….vogliamo rimediare?


Grazie.


Chiudendo la lettera…


In chiusura volevo metterci delle buone notizie,
– nel bugiardino di un vaccino DPT in commercio negli USA hanno scritto che può causare l’autismo… finalmente.. ma allora perché è ancora in commercio? Anche nell’Engerix B è scritto che può causare la Sclerosi Multipla ma nessuno si sogna di ritirarlo dal mercato. Vendere è sempre il primo comandamento e poi, non c’è la Legge 210/92?

Non è una buona notizia, e non ci sono altre buone notizie. In questi giorni giornali e TV vomitano continuamente cattive notizie.
Mi riferisco alla nuova influenza costruita, come la SARS e l’aviaria, in qualche laboratorio del New Mexico.


Come è successo per la vaccinazione HPV (antipapilloma virus) l’apparato medico-militare, preparatosi con largo anticipo, è già in opera. Una fine campagna di marketing ha già creato il terreno adatto (la paura) e la gente si presenterà dai medici con la manica già tirata su.
CowChicken


L’informazione corretta è quella della medicina ufficiale e basta. 5 poltrone: un pediatra, un infettivologo, un epidemiologo, un virologo, un pneumologo. Un unico pensiero: è provato che il vaccino è sicuro ed efficace, tutte le vaccinazioni sono sicure. ‘Vacciniamo le ‘gravide’ (già la gravidanza è per loro una malattia) perché hanno 5 volte più possibilità di morire di influenza…lo dicono gli studi!’.
‘Vacciniamo i bambini’, tutti, non dobbiamo aver paura di una innocua punturina che porta tanti benefici (a chi?).


Non abbiamo ancora il vaccino, non sappiamo ancora dei tests (a chi pensate che li facciano?) ma per l’infettivologo presente il farmaco è già da considerarsi sicuro ed efficace… davvero un grande atto di fede che verrà ricompensato nella vita terrena. Confesso che ho fatto fatica ad addormentarmi. Non è il virus che mi fa paura, ma la Sanità che vuole eliminarlo.


Le buone notizie quindi dobbiamo realizzarle noi, con il lavoro, l’impegno, la dedizione, lo studio, la resistenza, le lettere ai giornali (scrivete!)…. sette giorni su sette.
L’organizzazione del convegno di Gava, può essere un punto di ri-partenza per il movimento nel FVG.



Mauro Ottogalli