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UN SALUTO AL MAESTRO VIRGILIO SAVONA

Il 27 scorso si è spento uno dei miti della televisione e della commedia leggera italiana: il grandissimo Virgilio Savona, l’ultimo uomo del Quartetto Cetra.
Oltre ai sentimenti per il grande artista, resta il rimpianto per non aver potuto realizzare, appena pochi mesi fa, un’iniziativa che onorasse la carriera sua e dei suoi eccezionali colleghi.
Del leggendario complesso vocale sopravvive adesso solo la moglie di Virgilio, la splendida Lucia Mannucci, ai quali va il cordoglio di Cartoonist Globale (e, penso, anche quello di molti visitors, che hanno apprezzato il loro lavoro, sviluppatosi per oltre mezzo secolo).

Sopra, uno spot del 1962 (sul Lambret-twist) girato per le sale cinematografiche in 35 mm (così si spiega l’uso del colore) per lo scooter Lambretta.
A seguire, alcuni brani tratti dall’eccezionale show televisivo Biblioteca di Studio Uno (1964), diretto da Antonello Falqui e prodotto da Guido Sacerdote, con i testi (soprattutto) di Dino Verde, altro Maestro del quale poco si parla.

In Biblioteca di Studio la parodia nella quale Virgilio Savona agiva come protagonista (quasi assoluto) era Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Eccolo in azione, già nella sua versione mostruosa.
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Cominciando quasi dall’inizio, Savona-Jekyll espone al suo amico (interpretato da Paolo Ferrari) il desiderio di compiere un mefitico esperimento.
Seguono alcune parti dell’eclatante show, visionabile per intero su YouTube munendosi di santa pazienza, perché frantumato in mille pezzetti.
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La particolare vena profetica che bacia molti artisti, almeno in caso ha illuminato la via del Quartetto Cetra, con il brano Troppi affari, cavaliere!, scritto da Virgilio Savona (musica) e Tata Giacobetti (testo).
La canzone, credo mai incisa dal Qartetto, era stata presentata nel remoto 1954 nel corso del programma radiofonico Gite di un Quartetto viaggiatore, in onda sul “Secondo Programma” della radio Rai. In questa esecuzione, il Quartetto è accompagnato dall’Orchestra Ferrari.
La canzone tratta di un ipotetico “cavaliere”, dagli eccessivi interessi economici, che si ammala di stress (e, stranamente, non di “ossessione per il sesso”, ma la realtà supera prepotentemente la fantasia assai spesso, come in questo caso.
Molto più tardi la canzone sarà ripresa dagli Avion Travel, che la incideranno nel 2004, quando al Quartetto viene tributato il meritorio Premio Tenco.

In seguito, anche Paola Cortellesi e Flavio Insinna la eseguiranno per il programma televisivo (non eccezionale soprattutto come regia, a parte alcuni eccelsi interpreti) Non perdiamoci di vista (2008).
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