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FORZA, JOHN GRAHAM!

Forza John

Ecco un altro post agostano che ci riporta indietro nel tempo di svariati decenni.
Questa volta sono di scena alcune immagini di una serie a fumetti storica, assai longeva, impostata dal punto di vista grafico dal fumettista Erio Nicolò, meglio conosciuto dai più come disegnatore di Tex Willer. Ma prima di allora Nicolò, stanziale a Firenze, amico e concittadino di Loredano Ugolini, con il quale condivideva la collaborazione per le Edizioni Universo di Milano, già si era ampiamente fatto la mano disegnando il ciclo I Laramy della valle.

Con il suo stile vibrante e comunicativo debitore di quello di Alex Raymond (Flash Gordon e Rip Kirby in Italia hanno fatto sfracelli), Nicolò disegna dunque anche la serie la cui testatina avete già letto sopra: Forza John!, ideata da Corrado Zucca.

Livingstone
John Graham blog
Incentrata sulle avventure del cadetto John Graham, divenuto in seguito sottotenente, la serie a fumetti debutta il 27 settembre del 1949 come supplemento al n. 39 del giornale Intrepido, pubblicato dalla Universo dei fratelli Alceo e Domenico Del Duca.

Il formato della pubblicazione è a striscia (sopra un esempio di una sua pagina, con il caratterista Palissando Giacinto Livingstone, detto Pal, personaggio creato con il fine preciso di alleggerire le avventure della serie grazie ai suoi intermezzi comici), copiato dai giveaway disneyani ripresi anche in Italia da Arnoldo Mondadori, in sintonia con quello delle prime strisce della Collana del Tex di Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini (già in vendita dal 30 settembre 1948) o Sciuscià (dal gennaio 1949).

Messaggio

In seguito, Forza John entrerà nelle pagine del Monello, omogeneizzandosi alle altre serie del settimanale che sono pubblicate in formato tascabile. Questo è il periodo meglio ricordato dai lettori (quelli che attualmente sono ultracinquantenni, o giù di lì), che vede all’opera anche il bravo Lino Jeva in sostituzione di Nicolò, il quale prima di passare a Tex si cimenta con le lunghe avventure del principe Chiomadoro e del lupo bianco Karatè.

Per una chiacchierata senza orpelli su John Graham e il suo clan, faccio ricorso ancora una volta a un commento di Giovanni Bosticco, fedele lettore di Cartoonist Globale che, a differenza di altri visitors, predilige raccontare le trame di fumetti di sua conoscenza.
Come spesso fa, anche questa volta si rivolge preferibilmente a un’altra fedele “seguitrice” del blog: la dietologa Marzia.
Riporto pari pari le sue parole:

Ciao, Marzia
Voglio presentarti Messaggio dall’infinito, il primo episodio di Forza John che ho seguito, dal marzo 1956 al marzo 1957.
Non ricordo tutti i particolari, ma l’essenziale è quanto esporrò…
Puoi vedere titoli e qualche immagine in:
http://www.cartesio-episteme.net/forza-john-home-page.htm

Una grande sfera, proveniente da altri mondi, è rinvenuta nell’Amazzonia peruviana,
e John vi si avventura con alcuni scienziati.
Riescono a penetrarvi, e all’interno i congegni sono tutti incomprensibili ed inamovibili, tranne uno che manca, perché si rinvengono quattro lunghe viti fisse, con quattro bulloni su una mensola, come se fosse stato
asportato. Pal blog

Al ritorno in America, un fatto ancora più strano: certi piloti, colleghi di John, vengono trasformati misteriosamente in scheletri, e, nota il suo amico Pal, tutti avevano ricevuto in dono un accendisigari da fonte non ben chiara.
Per cui il giornalista prende a smontarne uno, coprendosi tutto di uno scafandro contro le radiazioni.
Ma, per quanto cerchi, non trova nulla, tra le risate del suo personale.
.
Però, analisi scientifiche col radiocarbonio, rivelano per questi scheletri un’età di diversi millenni, come se qualcosa li avesse proiettati nel futuro senza bloccare il tempo per loro. E chi l’ha fatto può aver usato come cavia i piloti, perché fisicamente più prestanti. E un esame al microscopio rivela nel cotone di un accendino un frammento del metallo di cui è fatta la sfera.

Uno degli scienziati viene trovato morto, apparentemente suicida, con una confessione
scritta a macchina in cui si diceva responsabile, e tra l’altro non firmata.
John ritiene la cosa una montatura, e scopre il colpevole in altro modo.

Trovandosi in Marocco, va a trovare il suo amico Durand, un ufficiale della Legione Straniera francese, che gli racconta di un capo indigeno ridotto a scheletro in un attimo dalla maledizione di un avversario, cosa per Durand non credibile, come una delle tante superstizioni degli arabi. Ma John non ne è convinto, e scopre che è implicato uno degli scienziati che si è occupato della sfera, certo Quentin Clifford.

Si trovano altre prove, e inizia in tutto il mondo la caccia allo scienziato assassino.
Sam, con la moglie Loana, va a trovare Pal, e lo trova intento a sorvegliare, con una complicata rete di fili, tutto ciò che entra od esce da Los Angeles.

Il giornalista ha fortuna, e i nostri mettono le mani su Clifford. Lo trovano col congegno, che dice di aver imparato a usare per andare nel futuro senza invecchiare, e poter anche tornarne. Ha visitato gli autori della sfera, e con essi tornerà, a creare anche qui quella civiltà superiore, si dovesse anche, per questo, distruggere mezzo mondo.
Ed infatti scompare in mezzo a tutti.

Non rimane che sfasciare l’ordigno, per annullare i suoi terribili piani, ma purtroppo è
scomparso anche Sam.
Loana è di fronte ad una scelta tremenda: perdere Sam o
permettere il folle piano. E, con la morte nel cuore, opta per la prima opzione.
Il tenente di polizia, intervenuta nel frattempo, ordina agli agenti di distruggere il
congegno, sbriciolato dal calcio dei fucili.

Poi, però, si sente un gemito da una cassapanca. Pal va ad aprirla, e sviene.
Dentro c’era Sam, intontito ma pur sempre vivo, nascosto lì per sfuggire a Clifford.
Così è concluso felicemente il Messaggio dall’infinito.
Ti narrerò la prossima volta Le entità del male, di cui puoi già vedere qualche illustrazione.
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Entità-male
Forza John