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SILVANO CAMPEGGI SUL PROSSIMO “FUMETTO”!, ovvero UNO SGUARDO ALLE RIVISTE SPECIALIZZATE

Fumetto_65_2008

È imminente l’uscita di un nuovo numero della rivista Fumetto, il 65mo, curato dall’Associazione Italiana Amici del Fumetto dell’Illustrazione (ANAFI). Paolo Galli-
nari
me ne invia in anteprima la copertina, che campaggia a lato, fresca fresca, con un bel James Dean.

È proprio il caso di dire “campeggia”, in quanto ne è autore il grande cartellonista di film Silvano (Nano) Campeggi, che fa il verso al manifesto de Il gigante
Nella rivista c’è una estesa intervista dello stesso Gallinari al grande vecchio, che qualche fan disneyano ricorderà come cartellonista del lungometraggio Bambi, dal quale fu ricavata anche una famosa carto-
lina.

Da Gallinari, passiamo la parola al super-
collezionista e critico Luigi Marcianò, altro redattore “storico” di Fumetto, che ci accompagna alla scoperta delle origini della critica fumettistica nel nostro Paese. Si tratta di un discorso iniziato con lui mesi fa e non ancora concluso (anzi, appena appena sfiorato)!

LUCA BOSCHI: Quando l’approfondimento sul fumetto amatoriale era alle sue origini, chi c’era con voi, anche solo come “firma” di passaggio?

LUIGI MARCIANÒ: A parte tutto il gruppo storico dell’ANAF, mi vengono in mente Mar-
cheselli
, Spiritelli, Burattini, Gori, Frosali, Mastrazzo, Baruffaldi, Bus, Detti e tanti altri ancora.

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LUCA BOSCHI: Che altre riviste o pubblicazioni di approfon-
dimento giornalistico o critico sono nate sulla scia de Il Fumetto, organo all’epoca della defunta ANAF?

LUIGI MARCIANÒ: A parte l’effimera “La voce del collezio-
nista”
edita da un gruppo “secessionista” formato da alcuni soci Anaf, sulla scia de “Il Fumetto” sono nate “Exploit Comics”, edita dal GAF-Firenze, “Wow” di Luigi Bona, “Nostalgia Comics” di Luciano La Spisa e “Fumo di China”, inizialmente nata come semplice bollettino ciclostilato preparato da un gruppo di giovani, di cui facevano parte Spiritelli, Marcheselli, Plazzi, ecc.

LUCA BOSCHI: Quale è stato il taglio che avete privilegiato, rispetto alle iniziative, per esempio, della Nerbini, o del GAF Alfa Cure?

LUIGI MARCIANÒ: L’Anaf ha sempre cercato, con la sua rivista, di affrontare il fenomeno fumetti a 360 gradi, quindi non solo dal punto di vista nostalgico, bensì sotto l’aspetto sociologico, culturale e dell’attualità senza dimenticare le tendenze delle nuove leve di lettori.

La Nerbini, con la sua rivista “Il Nerbiniano” prima e con “Fang” dopo, puntava principalmente a parlare delle sue testate storiche.

Il GAF, con “Exploit Comics”, aveva puntato inizialmente sui perso-
naggi americani, a volte poco conosciuti ma molto importanti, presentando storie a fumetti e cronologie e finendo per diventare una favolosa rivista monografica, trattando con perizia (grazie alla presenza del Gotha della critica fumettistica) argomenti basilari sui fumetti come il collezionismo, il western, il giallo, o analizzando autori o personaggi.

Poi c’erano, come dicevo prima, anche “Wow” e “Nostalgia Comics”. La prima, di piccolo for-
mato, aveva una visione culturale molto ampia, interessandosi non solo di fumetti, ma anche di animazione, cinema ed altro, mentre la seconda, rivista molto elegante, concentrava i suoi interessi sul fumetto sindacato americano degli anni quaranta facendo conoscere dei personaggi da noi poco noti, ma molto importanti tra cui Spirit di Will Eisner.

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LUCA BOSCHI: Ovviamente, voi che redige-
te (o avete redatto) queste riviste siete anche collezionisti… Quanti i pezzi che pensate di possedere, che spazio occupano, come fate a gestire questa mole di carta?

LUIGI MARCIANÒ: Che raffica di doman-
de! Non sono mai riuscito a quantificare il mio materiale, comunque, credo si tratti di miglia-
ia di pezzi.
Purtroppo, i giornali non sono francobolli per cui, come si può immaginare, non è facile gestire questa montagna di carta. La maggior parte delle mie collezioni giace chiusa in scatoloni, contrassegnati, in due garage, mentre una piccola parte è sistemata in una stanza che funge da studio e da… deposito.

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Non credo di possedere materiale partico-
larmente prezioso, ma nel tempo sono riuscito a mettere vicino alcune cose a cui ero legato affettivamente come delle annate de “Il Vittorioso” ed alcune serie di albi; la colle-
zione quasi completa degli “Albi d’Oro dopoguerra”; le prime quattro serie di Gim Toro; le due serie di Amok; l’ “Intrepido” giornale del dopoguerra, l’“Avventura”, giornale dell’editore Capriotti, alcune serie a striscia di “Tex”, “L’Italo Americano / Mistero” ed altre collane della Nerbini. E qualche altra cosetta.

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Di alcune cose, il cui costo di mercato per le mie tasche era ed è ancora troppo alto, mi sono accontentato (si fa per dire!) delle ri-
stampe anastatiche.

LUCA BOSCHI: Che atteggiamento avevano i critici degli anni Settanta? Storcevano il naso davanti alle pubblicazioni italiche e alla loro riscoperta?

LUIGI MARCIANÒ: Premetto che non mi va di fare dei nomi precisi, ma alcune cose da me osservate, in quegli anni, mi prendo la licenza di dirtele. Innanzi tutto, alcuni, e ripeto solo alcuni, di loro ave-
vano un atteggiamento scostante e spocchioso, trattavano la cosiddetta “plebe del fumetto” dall’alto verso il basso, come dire “ragazzo scansati, tu non sai chi sono io!” ed avevano la pretesa di essere sempre i “depositari della verità!”.
Qualcuno, quando si videro le prime ristampe anastatiche elogiò l’iniziativa, ma appena si cominciò a parlare di “fumetto d’autore” non perdette tempo a stroncarla dicendo che era ora di smetterla di riportare a galla fumetti ormai fuori tempo, buoni solo per “certi nostalgici rincoglioniti!”.

E parlavano male anche del cosiddetto “fumetto popolare” (cioè quello su cui loro stessi si erano formati) perché, in quel momento, andava di moda quello “d’autore”; avevo l’impressione, ma forse non era solo impressione, che l’atteggiamento di questi critici fosse di completa sudditanza nei confronti di alcune case editrici. In poche parole, lo facevano perché avevano sicuramente dei ritorni e non perché sentivano ciò che erano “costretti” a scrivere.

Per il momento interrompiamo di nuovo il dialogo con Luigi, che riprenderemo presto, anche su eventuali stimoli dei visitors. Per informazioni sulle novità ANAFI e sul calendario delle mostre mercato che vale la pena seguire, pensa il sito www.amicidelfumetto.it, al quale vi rimando!

Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione – ANAFI
Via Emilia Ospizio, 102
42100 Reggio Emilia
Tel. 0522 332336 Fax 0522 553432

Qua sopra, fra le immagini, una vignettona pubblicitaria della prima storia (parzialmente) a fumetti di Sergio Toppi, anno 1961 (Zurlì e l’ipercubo, ne accenno in Irripetibili).

Poi, uno strambo patto di “collezionistico sangue”, immortalato in una foto di Pietro Bombonati a una delle edizioni più recenti della Mostra Mercato di Reggio Emilia (la migliore in Italia per i collezionisti di antiquariato e modernariato, guardatevi dalle improvvisate imitazioni dell’ultim’ora, alle quali non voglio fare pubblicità, così come non la faranno gli amici dell’ANAFI).
Raffigura il Marcianò in questione, il sottoscritto in una dele sue meno riuscite interpretazioni e, a sinistra, lo sceneggiatore di “Città di vetro” Paul Karasik, mentre a destra chiude il sodalizio lo sceneggiatore di “Tex” Claudio Nizzi.