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DAL FESTIVAL A MASTELLANDIA (parte seconda)

Ecco la seconda parte del ritorno con i piedi per terra.

Gourmand

Una delle grosse novità del festival di quest’anno è stata la bella idea di sparpagliare gli autori di fumetti per le loro dediche in vari punti della città: nei ristoranti, nei negozi di abbiglia-
mento, nelle botteghe di lingerie (come nel caso del “tassello grafico” in chiusura di questo post, firmato dall’eclatante Arthur De Pins, che ha fatto le sue dedicas nel negozio Eva Luna) e perfino in farmacia.

In una merceria scalcagnata dalla vetrina piena di impronte di polpastrelli con presunte tracce di lardo & sugna, lo scorso sabato mattina ho visto la seduta di firme di Mo/CDM, misteriosa entità la cui opera è completamente inedita da noi; tra rocchetti, fibbie e bottoni c’era un con-
gruo drappello di astanti in attesa cascuno del proprio turno con calma e compitezza, sbircian-
do le crinoline con apatia.

Potrei continuare. Nella chiesona di Saint Martial, dove si teneva anche una mostriciattola di fumetti cristiani, domenica mattina era atteso François Boucq, non certo un morigerato devoto, annunciato da un sinistro poster nel quale la Triste Mietitrice, accompagnata da un porco ghignante, attendeva al varco il malcapitato visitatore rimpiattata dietro una lapide tom-
bale ancora priva di nome…

Proseguiamo il reportage sotto. Clikkate, da bravi. Ecco. Lo facciamo…

Scott_e_eckart

… con qualche immagine, come quella dello studioso di fumetti tedesco Eckart Sackmann, ritratto nella foto a lato insieme al celebre Scott McCloud (a sinistra in pri-
mo piano). Eckart ha scattato una serie di foto che si pos-
sono visionare all’indirizzo qua sotto, e che si riferisco-
no al Friday Noon Plat Luncheon, l’appuntamento annuale, internazionale, dei ricercatori di tutto il mondo impegnati a scavare alle radici del medium.

Sono costoro, più o meno, ad aver “inventato” la cosid-
detta Platinum Age: l’epopea precedente alla famosa Golden Age dei comic books, che si considera convenzionalmente, con qualche sussulto e obiezione, iniziata con il primo numero dell’albo Action Comics (quello in cui debutta e prospera Superman).

Ecco qua l’album, il © delle foto è di Eckart, la sede l’ultimo piano del Museo del Fumetto:

http://www.comic.de/angouleme2008/ang08_platinum.html

Affiche_munoz

Per un reportage personale, ma altissimamente condivisibile sotto vari punti di vista, vi rimando al mio “compagno di NòvablogMarco Marcello Lupoi (http://marcolupoi.nova100.ilsole24ore.com/), il cui stand Panini era vicinissimo al nostro del Comicon, anche se alla fine ci saremo sfiorati sì e no tre-quattro volte in tutto il Festival (con Francesco Meo ancora meno, solo un tentativo immediata-
mente frustrato di riaggiornarci per parlare della Grande Dinastia dei Paperi in uscita e poi nulla più).

Per darvi un assaggio del suo Festival della BD, ecco qua:

“(…) Le cene sono altalenanti, la migliore quella di venerdì con gli amici della Disney, a parlare di Storia e Gloria della Dina-
stia dei Paperi
e del capolavoro assoluto che sono le storie di Topolino di Floyd Gottfredson. La peggiore quella al Maitre Kanter (vi prego, se mai ne avrete l’occazione, evitatelo come la peste). Cibo repellente, servizio inesistente, e io che come un disperato andavo ogni tre minuti a controllare sul cellulare il destino di Romano Prodi e assistevo alla sua miseranda e ag-
ghiacciante caduta, diciamo che sono uscito dal ristorante con l’umore sotto le scarpe (anche se per la legge dei grandi numeri la metà di chi mi legge in quel momento stava festeggiando…). Ma su questo tema tornerò in un post a parte. (…)”

Eva_luna

La stessa cosa facevamo noi del Comicon, seguendo
con apprensione la traiettoria dello sputo a Palazzo Madama, lo svenimento conseguente del senatore che aveva dichiarato di votare per il bene del Paese contro il ricatto da kindergarten del Clan dei Mastelliani, e la beffa finale subìta dallo stesso per non aver potuto compiere quanto annunciato, dopo l’aggressione dei galantuomini del suo schieramento divenuti d’un trat-
to suoi acerrimi nemici.

Pur dentro lo stand del MIDI, in una cittadella del Fu-
metto che per le decine di migliaia di visitatori è una sorta di anticamera del Paradiso, ecco che venivamo immediatamente ricacciati nella fetida suburra di Ma-
stellandia.
Dalle stelle alle stalle, dal sogno alla dura realtà, di nuovo con i piedi per terra.

Anzi no… non è terra, questa…