IL MONEY BIN “VERO” E L’ASSALTO AI BLOGGERS

Mat_skull “Creatività” è la categoria in cui ho inserito questo post multiconcettuale.

Come prima cosa, ringrazio Fabio Lai e Claudia Checcaglini, che mi hanno segnalato la presenza di questo impallinato illuminato di nome Mat Sgull (nella foto a sinistra) che ha costruito un modello in formato gigante del deposito di zio Paperone, basandosi sulle famose blueprint realizzate da Dan Shane e Don Rosa, il quale le ha inserite nella storia “The Beagle Boys Vs. The Money Bin” (story code: D 2000-191), pubblicata anche da noi su “Zio Paperone” e nel volume “Barks’ Friends”.

Se vi va, ammirate la galleria di foto del modellino alla pagina: http://www.flickr.com/photos/
matsgull/sets/72157602185120037/

In terza pagina di copertina del comic book “Uncle $crooge” n. 325, c’è il reportage (che riproduco) relativo a questa impresa giovanile costruttoria.

E parliamo di una cosa forse più seria.
L’annuncia il solito Beppe Grillo oggi, e ci lascia oltremodo perplessi.

Ma come, si è lasciato libero Berlusconi di spadroneggiare con l’etere rendendolo fantastiliardario e permettendogli di creare il proprio impero che ha inquinato la vita politica e sociale italiana per decenni (e ancora, il Governo Prodi, pieno di feroci oppositori parolai, non accenna a regolare il conflitto d’interessi) mentre ci si accanisce a concentrarsi comunque contro i fastidiosi bloggers che creano “solo” dibattito?
Lexi_gimmie_1
Ecco cosa scrive oggi il “Lenny Bruce al pesto”, come lo definisce Lexi Amberson, la blogstar in bianco e nero qui a destra (lexiamberson.blogspot.com):

“L’arzillo vecchietto Levi non molla. Ha infatti modificato l’articolo 7 della Levi-Prodi con un comma aggiuntivo invece di cancellare l’articolo. Ecco il comma:
“Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un’organizzazione imprenditoriale del lavoro”.

“Cosa si intende per organizzazione imprenditoriale del lavoro? Chi propone pubblicità dal suo sito, come ad esempio Google AdSense, ricade in questo caso? Chi vende un prodotto on line è un imprenditore del lavoro?

“Levi, cancella questo c…o di articolo 7 e non se ne parli più. Basta con le prese per il culo.
“Il mondo ride di noi. Il Times in un articolo dal titolo: ‘Assalto geriatrico ai bloggers italiani’ ci definisce come: ‘una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati’.

Ecco cosa scrive Paola Monti a proposito del Times, il 25 scorso, alla pagina http://www.-
newsfood.com/Articolo/Italia/20071025-Times-Levi-Prodi-assalto-geriatrico-bloggers-italiani.asp:
Uncle_scrooge_325
“(…) Anche uno dei quotidiani più famosi al mondo ha deciso di occuparsi dell’argomento e dall’articolo di ieri l’Italia non esce bene: “Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano – si legge – Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano”.

“(…) Secondo il Times, il governo italiano ‘non sembra capace di adattarsi al mondo moderno’ e la spiegazione è semplice: ‘Anche il vostro Paese funzionerebbe in questo modo se i vostri nonni fossero in carica’, sostiene l’articolo.

“Questa l’introduzione che il Times ci ha riservato, passando poi ad affrontare il tema centrale: la Levi Prodi è descritta come una legge che ha come bersaglio la vita moderna, una legge incredibilmente generica che obbliga tutti i bloggers e gli utenti della rete a registrarsi con lo Stato: “Anche un innocuo blog della squadra del cuore o quello di un adolescente che discute dell’iniquità della vita – spiega il quotidiano – saranno soggetti alla vigilanza del governo e alla tassazione (pur non trattandosi di siti commerciali)”.

“L’intento della proposta di legge, come è stato scritto quando è passata al vaglio del Consiglio dei Ministri, sarebbe quello di mettere il bavaglio ai bloggers, che ormai rappresentano un vero guaio per quelli che sono al potere”, continua l’articolo. (…)

“L’articolo del Times si conclude con un appello rivolto a Levi e a Gentiloni: “E così mi appello – scrive il giornalista Bernhard Warner – al ministro italiano delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ex giornalista, e Ricardo Franco Levi, il deputato che ha concepito questo sbagliato testo di legge. La soluzione migliore per questo Paese è davvero mettere i giovani in silenzio?”.

Ci vuole fantasia per essere tanto inetti e fuori dal tempo. Per questo, “Creatività” è la categoria in cui ho inserito questo tristissimo e deprimente post multiconcettuale, che non può che chiudersi con l’inevitabile constatazione: “In Italia, questo ci meritiamo”.

  • luca Boschi |

    Non è finita…
    Ogni poche ore, l’ennesima pessima figura fatta dall’Italia nel campo dell’informazione e della diffusione delle idee è ultimamente rimarcata da fonti internazionali.
    Ecco, ancora, il Grillo in funzione. Che scrive:
    “Boing Boing, il terzo blog del mondo, ha scritto della legge Levi-Prodi. Il Governo ha fatto un figura mondiale di incompetenza. Levi, un signor Nessuno eletto da nessuno, ha spiegato che c’è stata, per mesi, una consultazione con tutti i protagonisti del settore per redigere la legge, inclusi gli edicolanti. I blogger sono stati esclusi. Gli operatori della Rete sono stati esclusi. Con chi ha parlato Levi? Con Berlusconi, con De Benedetti? Non certo con i ministri del Governo.
    “Non ha illustrato la legge al titolare del ministero delle Comunicazioni, quello che avrebbe dovuto scriverla.
    “Il Consiglio dei Ministri è un luogo ben strano. Vorrei poterlo filmare. Il 12 ottobre alla presentazione della Levi-Prodi chi c’era dormiva e se non dormiva pensava ad altro:
    – ‘mi prendo la mia parte di responsabilità per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo…che autorizza interpretazioni estensive che potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Molto meglio lasciare le regole attuali…’ Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni
    – ‘non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.’ Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture
    – ‘dico subito che quel giorno, dopo aver tentato di migliorare il decreto sul welfare, sono dovuto correre al Quirinale per premiare i giovani impegnati sul cambiamento climatico e non ho potuto seguire la norma che sta allarmando la Rete. Rileggendola oggi, mi sembra decisamente restrittiva per chi gestisce un blog o una pagina web.’ Alfonso Pecoraro Scanio, Ministro dell’Ambiente
    “Per evitare altre brutte figure Prodi pubblichi prima le proposte del Consiglio on line, legga i commenti e poi proceda. I cittadini sarebbero informati e anche i Ministri.
    La Commissione cultura della Camera esamina oggi la Levi-Prodi. (…)”
    Vediamo cos’altro ci aspetta…
    L.

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