ANCORA SULLA STORIA E I FUMETTI

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Il fumetto di Paul Revere del quale si vede la copertina nello scorso post (e che natural-mente ha il © Disney) non è stato tradotto in italiano, e forse anche per questa ragione molti lettori nostrani ignorano che Revere è passato alla storia soprat-tutto per la sua eroica cavalcata notturna che il 18 aprile 1775 vanificò il tentativo degli inglesi di assaltare i depositi di armi e munizioni dei coloni insorti.
In compagnia dell’altro patriota William Dawes, Paul Revere cavalcò fra le prime ore della sera fin oltre la mezzanotte fra i centri di Charlestown e Lexington, per avvertire i capi della rivolta (Samuel Adams, John Hancock e Samuel Prescott e) dell’imminente arrivo dei soldati inglesi sbarcati a North Beach.

Di Alex Toth, che ha disegnato il fumetto, i lettori italiani conoscono invece una sublime versione di Zorro, della quale posto una vignetta. Anche le avventure di Diego de la Vega, in questo caso ispirate al serial disneyano interpretato da Guy Williams, si riferiscono comunque a fatti della storia d’America, pur romanzati più o meno tomanticamente.

Tagliando corto (si fa per dire), colpisce la disinvoltura con cui in Paesi diversi dal nostro, dei personaggi di pura fantasia si relazionano con figure di enorme spessore politico della Storia, anche recente e “poco tranquilla”. Mentre in Francia Topolino, nel suo celebre ciclo “Mickey à travers les siecles”, ottiene attenzione e consenso proprio interagendo con personaggi della storia locale, come La Fayette, Léon Gambetta, o Napoleone Bonaparte, è difficile ipotizzare qualcosa del genere con omologhi italiani (Garibaldi, Mazzini o Cavour, per esempio).

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Di Garibaldi, scrive invece, e a più riprese (e disegna) Enzo Marciante, che in passato aveva realizzato una serie di episodi sull’eroe dei Mille con i testi del compianto giornalista e amico Franco Fossati.

Così Marciante descrive il suo lavoro recente, racchiuso nel volume “I Mille live”: “Ho concentrato l’attenzione sull’impresa dei Mille, scavando nell’inconsueto, premiato da buoni risultati di ricerca. Quello che racconto in questa graphic novel costituisce un affresco di alcune delle più improbabili quanto documentate curiosità di varia umanità emerse dal riesame dell’Impresa. Quasi sicuramente inedite in epoca attuale, comunque sepolte sotto la sabbia del tempo, sconosciute alla maggioranza dei lettori del 21° secolo.
“Ho cercato di dare rilievo all’attendibilità ambientale, con la resa dei profumi intensi, della luce abbagliante di un’estate siciliana di zagare e di siepi di fichi d’india spinose, di arcaiche esperienze locali, inquietanti anche per i comunque arcaici protagonisti dell’avventura.Uso lo sguardo curioso e disincantato di un fotografo loro contemporaneo per seguire, passo passo, la ” conquista di liberazione” di un Regno apparentemente tra i più solidi, ricchi e stabili dell’epoca. Il mio Achille Baiocchi, che si ispira ad una figura realmente esistita, si è imbarcato volontario con un bagaglio di ottiche e lastre, treppiedi e collodio umido al seguito.Un garbato rispetto delle inflessioni dialettali contribuisce all’arricchimento cromatico del mosaico di varie umanità che confluisce nel teatro degli avvenimenti.”

Domenica prossima, 12 agosto, Enzo Marciante presenta l’opera (della quele vedete nel post precedente copertina e un’immaginetta col minuscolo Gary appena nato), alle ore 19,30 presso il Museo della Civiltà Contadina “Cap. G. Pendola”, ricavato nell’antico complesso molitorio di San Maurizio ai Monti, frantoio e mulino da cereali mosso da un’unica ruota idraulica centrale risalente al sec. XVII.

Si parlerà del fumetto dopo la cerimonia di inaugurazione della targa posta a ricordo del Capitano Giovanni Pendola, garibaldino nell’Impresa dei Mille. Con l’aiuto di Emilio Carta, storico e giornalista, Marciante illustrerà al pubblico intervenuto le tecniche di realizzazione dell’opera in vendita on line, attraverso l’esposizione di disegni originali, bozzetti e stampe.

Per riferimento all’opera citata e al suo autore, noto in particolare per la celebre “Storia di Genova” a fumetti ed. Sagep e della più recente Storia del Porto a fumetti per l’Autorità Portuale, ed. De Ferrari, si consiglia l’esaustivo www.marciante.it, sito ufficiale del cartoonist genovese.

Per ogni informazione sulla particolare località, riferirsi al sito dell’associazione culturale ” La Cipressa” che ne cura la gestione = www.lacipressa.it

Il volume di Enzo Marciante è in vendita a € 16.00 on demand su = http://www.lulu.com/content/1000686

© Disney anche per le avventure di Beniamino Franklin! Mentre per Zorro (vedi http://www.zorro.com/), è degli attuali aventi diritto: © 2007 Zorro Productions, Inc., anche se i fumetti sono stati (ottimamente) realizzati a suo tempo dalla Wstern, licenziataria Disney.

  • Luca Boschi |

    Mi sembra giusto aggiungere un commento, che mi ha mandato in altra lista l’amico Eta Beta, divoratore di naftaline in Nordissimitalia.
    Dice:
    “Ho pure io un vago ricordo, un vecchio Oscar, qualcosa di Riley
    Thom(p)son o Carl Buettner, forse…
    Si, direi che potrebbe essere questa:
    W OS 291-03 : The Spirit of ’76
    http://coa.inducks.org/story.php?c=W+OS++291-03
    Non e’ in Oscar, pero’, ma in SA 13 (1979), PM 129 (1991) e CD 8 (1992
    – Comic Art)
    Forse ce n’e’ anche qualcun’altra…
    EEGA!”
    Forse l’indicazione di questa storia (e sul dove si rintraccia, “Zio Paperone” a parte, può interessare a qualcuno.
    A preeeeeeestoooo….
    L.
    PS: Inoltre, segnalo questo argomento, relativo a Luciano Gatto e alla sua partecipazione con mostra e incontro (in carne ed ossa), insieme a vari ospiti, come Giovanni Romanini:
    http://www.papersera.net/cgi-bin/yabb/YaBB.cgi?num=1186649378/2#2

  • zekewolf |

    La memoria è ottima, altro che… la storia è “Paperino e il revival dell’Indipendenza”, scritta da Guido Martina e disegnata da G.B. Carpi nel 1976:
    http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL+1077-AP
    In effetti la storia inizia nel presente, con Paperino che riceve un’ingiunzione di pagamento da Zio Paperone. I nipotini, per indurlo a ribellarsi alle angherie dello zione, gli leggono dal Manuale la storia della guerra di Indipendenza americana; uno dei minute-men è Pippo, mentre la parte di Paul Revere (“geniale artigiano”) è affidata proprio ad Archimede.
    Ciao,
    Armando

  • luca Boschi |

    Ciao!
    Vi scrivo parzialmente e di corsa… Che devo andare a vedere come procedono i lavori della Sagrada Fami(g)lia…
    Credo che New Amz o qualcun altro (Marco Travaglini stesso?) potrà aiutarti (o Moise) a proposito della storia di Qui, Quo e Qua… Che non era “Lo spirito del ’76”, vero?
    Mentre per Paul Bunyan… Se attendi un attimo (leggi “qualche mese”) potresti avere una sorpresa piacevole.
    Sai che ce n’è stata una versione a fumetti disegnta da Jack Bradbury, vero? Non era una Silly Symphony, bensì un film speciale, costruito un po’ con lo stesso spirito, ma con una linea grafica per l’epoca “moderna”, spigolosa e a suo modo antidisneyana (per come oggi si tende a concepire il Disney classico).
    Poi… Sai che ce n’è stata anche una serie a fumetti disegnata da Sandro Angiolini (certo, quello di Isabella, Belzeba, Una, La Poliziotta…) per le edizioni Dardo?
    Testi di Giancarlo Testoni… La serie si chiamava “Old Paul e Benny”…
    Vuoi vederne un’immagine?
    Non appena torno in Italy, posso postarne qualche vignetta dalla mia collezione.
    L.

  • Moise |

    Caro & Dotto Boskowitz… A proposito di Paul Revère e della sua famosa cavalcata, mi pare di ricordare una storia dei Paperi, dove i tre nipotini (o Paperino?), dovendo recare una notizia a qualcuno in tutta fretta, citassero proprio Paul Revère e i suoi MinuteMen (Rivoluzionari americani ‘dormienti’ che, in un minuto, potevano essere pronti a combattere)… Forse sto facendo un mix mnemonico di due storie (capita a noi… anziani), giacchè quella con i nipotini/Paul Revère mi pare fosse ambientata nel presente, mentre l’accenno ai MinuteMen mi pare provenisse da un Archimede del passato in una delle tante storie ‘in costume’… Ho un flash in cui mi pare di ricordare un inizio ‘scolastico’ (Qui Quo e Qua devono studiare la Rivoluzione americana) e un prosieguo con flashbacks…
    Di più non riesco a trarre da questo scatolone pieno di ciarpame che mi trovo in testa…
    Forse che tu, o Sommo Reminiscente, hai qualche ricordo in più ??? :-)))
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    Per quanto riguarda i ‘miti’ americani, mi piace ricordare che, oltre a elevare al rango di Eroe Epico personaggi realmente esisititi come Davy Crocket o Ben Franklin, i cugini d’OltreAtlantico si dilettano a crearne di totalmente folli e ‘demenziali’ come lo stupendo Paul Bunyan
    http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Bunyan_(lumberjack)
    Boscaiolone gigante che va in giro assieme ad un ciclopico Alce Blu di nome Babe. I due, se non ricordo male, sono stati anche protagonisti di un cartoon disneyano (8una Silly Simphony???), il cui motivo sonoro era la celebre (?!) Ballata di Paul Bunyan!
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    Personalmente, trovo assai divertente quando, nel corso di un’avventura, i protagonisti dei fumetti incontrano persone del (cosiddetto) Mondo Reale… Ricordo ancora un’avventura dei Fantastici4 (Marvel-Corno…anni ’70) in cui i Nostri Eroi vedevano frustrato il loro tentativo di braccare il Dottor Destino nella sua casa in quel di Latveria perchè, come capo di stato, il buon Doc Doom godeva di immunità diplomatica: a dar la ferale notizia ai nostri era nientemeno che Henry Kissinger !
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    Vabbeh, ho un po’ divagato, come capita sovente a noi decrepiti (Seneca sosteneva che “Senes saepe loquaciores”… e aveva ragione!) ma vorrei chiudere elevando un Plauso Preventivo al buon Enzo Marciante, mente geniale e eccellente divulgatore di storie & sorrisi, che – con la sua storia su Garibaldi- avrà certamente contribuito a portare un po’ di luce, colore e vita in quella materia tanto affascinante quanto spesso bistrattata che è la Storia! Enzo è un mio carissimissimo amico, quindi il mio entusiastico plauso è assolutamente parziale, ma è anche un fantastico narratore di storie, e chi non si fidasse della mia parola può andare a lustrarsi gli occhi sul suo sito
    http://www.marciante.it/index.php
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    Et voilà, sono pure riuscito a mettere la ‘soletta pubblicitaria’ in qusto ‘post’ 🙂
    A presto, caro SemmyDevisJunior e salutami Bolengo 🙂
    Moise & Vivi

  • New_AMZ |

    Per quanto riguarda il Topolino italiano, anche lui ha viaggiato nel tempo ma l’ha fatto soprattutto in episodi lontani nel passato (Preistoria, Medioevo, Rinascimento) senza mai avvicnarsi ai giorni nostri. E se gli anni di ritorno fossero pochi gli autori italiani hanno sempre parlato di eventi appartenenti ad altra cultura rispetto alla storia (T e il mistero di Stanlio & Ollio) o legate ad un evento particolare nella vita reale (T. il mistero del mundial).
    In realtà di guerre, di distruzioni, di ghigliottine da noi non se ne è mai parlato (la serie Mickey à travers li siecle, invece…) probabilmente perchè da noi Topolino è sempre stato altro; certo non insegnamento.
    Anche noi abbiamo avuto la storia con Napoleone (rileggere questa avventura oggi mi fa pensare ad un altro Napoleone 😉 , ma si è trattato di un evento marginale e soprattutto slegato da colui che fu Napoleone.
    Il migliore, credo, a scrivere di Macchina del Tempo fu Pezzin perché – in un’atmosfera stile Nome della Rosa – parla di abbazie e di saccheggi, parla dell’Atlantide e riesce a dare una soluzione “plausibile” al segreto di Nostradamus.
    E sono storie che mi piacciono oggi forse più di ieri.
    Gioca a favore di Pezzin (e di un De Vita all’apice della carriera) il fatto che io in quel periodo stessi studiando quegli stessi argomenti ma penso – anzi ne sono certo – che se invece di Pezzin avessi avuto come “insegnanti” Fallot e Nicolas la storia, attualmente, mi sarebbe molto meno amica.

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