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DALLO SPAZIO WOW (un intervento di Luigi F. Bona), DURANTE IL GELICIDIO

Buon 2015

Con questo gelo di fine anno, contando su nuovi buoni propositi per il futuro, anche dal punto di vista della conservazione del nostro vituperato patrimonio fumettistico, riprendo l’intervento che Luigi F. Bona ha postato su FB rispondendo anche a questo mio, di qualche giorno fa, che ha totalizzato un numero di lettori più che inimmaginabilmente iperbolico (è l’ultima mia esagerazione; da domani, con un intervento sul tedesco Rolf Kauka, saremo molto più moderati e modesti).

Grazie a Luigi, a lui la tastiera, dopo il video pre-epifanico di Alex Boye alla ricerca del cospetto del Bambinello.

Luca Boschi nell’illustrare la situazione in cui sembra trovarsi il MUF lucchese cita giustamente anche l’accordo firmato (ormai anni fa) dal Sindaco di Lucca – come responsabile di quella struttura – e da me – come presidente della Fondazione Franco Fossati e direttore di WOW Spazio Fumetto – Museo del Fumetto di Milano.

Quell’accordo presupponeva un percorso parallelo dei due musei e il concorso a creare un sistema d’informazione condiviso sulla Nona Arte, soprattutto su quella italiana.

Captain Marvel

Vorrei poter dire che il progetto si è sviluppato e concretizzato in qualche modo, ma non è così. Il museo milanese ha incrementato i propri dati e ha intessuto nuove relazioni con altre realtà italiane, rendendo possibili decine di mostre e portando alla luce autentici tesori conservati dalla Fondazione stessa (principalmente fondo Franco Fossati e fondo Archivio Metropolis) e da tanti autori, collezionisti, enti pubblici e privati.

Popeye

I visitatori delle decine di mostre e degli oltre 150 eventi organizzati nei primi tre anni e mezzo di vita dello WOW (senza contare quasi 100 mostre organizzate negli anni precedenti) hanno avuto così una solida anteprima di quello che potrebbe essere un grande centro di documentazione sul fumetto e l’immagine, virtualmente condiviso da istituzioni serie e affidato a una memoria permanente.
Quello che non si è riusciti a concretizzare è stato proprio un rapporto sinergico con Lucca, dopo una buona partenza con il direttore Nencetti e il sindaco. Non si è riusciti perché, al di là di rare telefonate, con Lucca non si è mai riusciti a concretizzare nessun progetto (oltre all’esposizione di originali di quattro autori milanesi per i 150 anni dell’Unità d’Italia, poco dopo l’inaugurazione, nel 2011).

Sono a conoscenza delle molte difficoltà che la direzione lucchese ha incontrato nel proprio personale percorso, ma da Milano non potevamo certamente intervenire, non avevamo titolo per intrometterci e più che offrire a più riprese delle occasioni per collaborare e far partire dei progetti comuni, che dessero sostanza anche all’accordo firmato, non potevamo fare. Anche l’impostazione gestionale dei due musei era radicalmente differente.

Spiace che oggi il museo sia “chiuso per inventario” e si parli di chiusura definitiva. Il Salone internazionale di Lucca ha rappresentato per molti anni un fenomeno di dimensione mondiale e una vera rivoluzione culturale.

La città di Lucca, che ancora oggi ospita una delle feste del fumetto più vivaci e di successo, occupa nel nostro cuore un posto importante e non possiamo restare indifferenti davanti a un simile travaglio del suo museo. Possiamo augurarci tutti che le notizie che ci arrivano non siano confermate nella loro gravità. Da parte del museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata WOW Spazio Fumetto e della Fondazione Franco Fossati, posso soltanto confermare la nostra massima disponibilità ad aiutare il museo lucchese con lo stesso spirito di collaborazione e di amicizia che ci unisce con altre realtà eccellenti e bene si è espresso nel gemellaggio con il Centro Belga del Fumetto, museo del fumetto di Bruxelles.

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Grazie a Luigi. Qui finisce il suo intervento.
Chiudiamo con Vell, una Disney freak giapponese che interpreta ben venticinque personaggi sul tema gelido del brucello o brugello o bruscello (altrimenti detto malaverna o, con una corruzione fonetica, galaverna, ma persino calaverna).