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POPEYE, DI BOBBY LONDON, FRA “LI MEJO” del 2014

anno 2014pg

Fra i migliori libri usciti nel corso dell’anno secondo la possente macchina da recensioni che è The Comics Journal c’è anche quello che ci piace segnalare oggi, giorno di rimuginamenti.

E riguarda il Popeye di Bobby London. Un libro che non possiedo (ma possiedo i primi due, ottenuti a fatica per vie traverse, usciti negli scorsi decenni).

PopeyeBobbyLondon

popeye4

Bobby London non lo sa ma ci siamo incrociati una volta al Teatro del Giglio, probabilmente era il 1978, quando portava un bel pipazzetto del suo Dirty Duck applicato da qualche parte sulla giacca.

popeye2

Abbiamo parlato del suo Dopin’ Dan, striscia militaresca debitrice di Sad Sack con intermezzi a base di sostanze psicotrope.

Poi, ognuno per la propria strada.

Il tempo passa (quasi) per tutti.

Ora è così.

Bobby London

Non male nemmeno Bela Zaboly. Ormai ho inserito questa sua striscia. Ammiratevela!

Zaboly Love

Devo purtroppo far cenno a una delle persone più apprezzate da Cartoonist Globale fra quelle che ci hanno lasciato nel corso dell’anno.

Si chiama(va) Bhob Stewart e teneva il blog Potrzebie, che invito a visitare prima che siua infarcito di schifezze da qualche guastatore.

Molto materiale sul suo amico Wallace Wood, brani come quello stto su Jimmy Smith e rimpianti per i bei fumetti dei supplementi domenicali di fatto uccisi negli ultimi anni.

At DC comics, for several years, he was an assistant to Joe Orlando, in the licensing department, which involved many diverse products and all manner of production jobs. Once, out of the blue, knowing I could handle it, he sent me a small production job for a set of trading cards that paid very well. I enjoyed his anecdotes of dealing with various DC and Mad artists involving special artwork for occasionally odd licensed items.

For decades, before, during, after and between other jobs, Bhob wrote book reviews for Publishers Weekly, sometimes providing two or three reviews a week for two or three different editors at that publication. He reviewed all kinds of books, on every subject imaginable, and it wasn’t by accident that so many editors had confidence in his perceptions. Bhob had so many interests, and such clarity of thought that he could distill the general theme of any book, and express a positive or negative opinion of its relevance in a few well chosen words. Now, that’s influence.

bhob

Il prossimo è sull’Annuario tedesco del 2014. Il tempo dei consuntivi non è finito ancora.

Buon 2015