Nova100
30 Giugno 2012

A TUTTO PAZ: UNA MOSTRA A TORINO

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Su questa nuova iniziativa di mostra e vendita della Galleria Little Nemo di Sergio Pignatone è scritto tutto quel che serve nel poster. Aggiungere dettagli non sarebbe solo pleonastico, ma anche un tantinello uggioso.

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Chi ha soldi da investire in opere d’arte, lo faccia sinché può!

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Bisogna essere grati ancor oggi ad Andrea Pazienza, ai suoi eredi e agli editori che continuano a riproporre la sua opera.

Oltre a darci la possibilità di ammirare adesso, anno 2012, la sua arte, fresca come una rosa imperlata di rugiada, Paz merita gratitudine perché molti dei suoi lavori ci riportano gli umori di un passato lontano-ma-non-troppo, un’epoca vibrante di passioni schiette ancorché (talora) avventate, che il rintrono dei media contemporanei, spesso vilmente asserviti al padroncello di turno, tenta di occultare con vani brusìi.

In questa circostanza (l’oggi), Andrea ci viene in soccorso ricordandoci cosa aveva disegnato per una lontana copertina di Frizzer, la rivista sconveniente delle Edizioni Primo Carnera.

Pertini Nella vignetta sopra, creata in un’estate non sospetta, stampata su un Frizzer che (personalmente) portai con me (con tutta la rivista) in una lontana vacanza in terra di Calabria, Andrea si esprimeva su Francesco Cossiga, buonanima, il cui nome era ancora correttamente scritto con la doppia “esse” delle “SS”.

Non dimentichiamolo: per i giovani “moderni” di allora, memori dell’assassinio di Giorgiana Masi durante una manifestazione organizzata a Roma giovedì 12 maggio 1977 dal Partito Radicale (e memori anche degli attacchi cosighiani alle radio libere, dove alcuni di noi lavoravano, too), il concetto espresso nell’illustrazione di Paz registrava fedelmente il “sentire comune” circa il futuro “presidente picconatore”.

Andrea ce lo ricordava allora e oggi.

Una certa Tensione Artistica con Paz si rileva anche da un intervento grafico di Marco Tonus risalente a un biennio fa.

In una vignetta del suo blog ridisegnava i “fidanzatini” di metà anni Ottanta che Paz aveva immaginato per Frizzer anni fa. Invecchiati e imbolsiti, eccoli ancora lì, per non dimenticare.

Molti visitors, forse quasi tutti, troveranno la vignetta di cattivo gusto, specie dopo la dipartita di Francesco Cossiga, il quale (si ricorderà) aveva lasciato in eredità ai posteri con qualche sua confessione esplosiva che avrebbe potuto mettere in seri guai più di un potente. Per questo non ne è stato mai rivelato il contenuto, in quanto i potenti incravattati e inlodenati delle lobbies del malaffare sono (probabilmente) sempre inchiodati ai loro scranni dominanti su noi, poveri tapini che li subiamo notteddì.

E’ satira perfetta, quindi, quella di Paz e di Marco. “Al palato, molto spesso amara o anche asperrima essa resultar deve” (sentenziò Guido Cavalcanti, che non era l’ultimo calderoli; con la “c” minuscola, ovvio, in quanto nome comune che identifica una categoria).

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In questa pagina del blog di Marco la vignetta per intero (non mi sembrava giusto “soffiargli” tanta potenza).

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Ecco come Andrea vedeva il Governo italiano allora, come maltrattava Maurizio Costanzo per la sua iscrizione alla P2, come massacrava (in altre sedi) Craxi e Martelli.

La copertina sopra e queste ultime due tavole si riferiscono all’ultimo volume pazienziano uscito per la sensibile Fandango Libri, a vent’anni dalla scomparsa di Sandro Pertini, avvenuta il 24 febbraio 1990.

Nelle note di agenzia si legge che Pazienza adorava Pertini.
Lo sappiamo bene.
Non si avvicinava a lui (in effetti) con lo spirito dissacratorio che riservava agli uomini politici, bensì con un impeto d’affetto e d’ammirazione. Lo dileggiava con bonomia e con una complicità affettuosa.

Pertini era il nonno collettivo, saggio e vissuto, che tutti avremmo voluto avere in famiglia. L’indomabile combattente che aveva saputo conquistare anche il monello Paz, disubbidiente per istinto, irriverente per natura.

Dal lancio fatto mesi fa su Affari Italiani, apprendiamo che… per parlare del Pertini di Pazienza bisognerebbe iniziare dalle ambientazioni delle storie che ne compongono la saga: la Val Camonica, Roccaraso, Padova, l’Oltrepò, Chiasso, Viareggio, Porretta Terme, Cesena, Canazei, Pavana… L’Italia onesta e laboriosa della Resistenza, i luoghi dove il presidente partigiano aiutato e ostacolato al tempo stesso dal fido ma infingardo Paz combatte senza tregua contro fascisti e nazisti di ogni risma.

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Oppure occorrerebbe iniziare da quella mirabile vignetta che vede il vecchio Presidente di vedetta sulle Alpi a guardare il panorama dello stivale italico che si protende sotto di lui.
Dubbioso, ma speranzoso sul nostro futuro.

Pazienza pertini

Rita Pedullài

Tra parentesi, in quella estate calabrese, a Badolato, condivisi quella copia di Frizzer con Rita, che sarebbe divenuta per un giorno modella di Andrea in questa foto che ho già messo nel blog in passato senza spiegazione, scattata a un tragico Salone Internazionale dei Comics del 1986, al termine di una performance organizzata da nobis, nel Palazzetto dello Sport.

Nello scatto manca Dave Stevens (che era presente). Ci sono invce Andrea, la danzatrice Elena Berti, il fotografo Fontana, Paolo Eleuteri Serpieri, Vittorio Giardino, l’artista Rita Pedullà, che sotto ritorna in una foto recente.
Questo il suo sito.
Qui una recensione su una sua mostra dello scorso anno.

Rita odierna

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DATI TECNICI

Pertini

Autore/i: Andrea Pazienza
Editore: Fandango Libri
Collana: Graphica
Prezzo deastore.com (info) € 18.00
Formato: Libro in brossura, illustrato
Disponibilità: 3 giorni lavorativi

LINK CORRELATI

ASTARTE, DI ANDREA PAZIENZA, DA FANDANGO

IL GRIFO A CASTEL DELL’OVO

TRACCE DI ANDREA PAZIENZA

“ANDREA PAZIENZA” CHIUDE, A CASTEL SANT’ELMO

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IN MARGINE (vale a dire che non c’entra nulla):

Riprendo il commento di Tomaso Prospero a un altro post, mette conto evidenziare questo curioso bisticcio fra cognomi.
Ne riparleremo.

Grazie a Tomaso!

Sandro (Alessandro) Cassone, 1890-1974, anche “negro” salgariano; suo “Il Corsaro Verde”, volume illustrato dal grande e semidimenticato Lubatti, scrittore, sceneggiatore cinematografico, sceneggiatore di storie a fumetti soprattutto per “Il Vittorioso”.

Enzo Cassoni, più giovane, esordì come disegnatore su gli albi del Vittorioso serie AVE nel 1940, poi prolifico disegnatore di fumetti.

Curioso il bisticcio effettuato fra i nomi di Cassone e Cassoni da Jacovitti nella storia “Ciak” del 1945: una cosa, naturalmente tutta da ridere.