ADDIO AL MAGO ZURLI’

Topo Gigio Zurlì

Tra i necrologi del Corriere della Sera, il 23 marzo, c’è anche questo che riproduco sopra, firmato Maria Perego (nello scatto esclusivo con Peppino MazzulloRichetto, tanti anni fa a Ieri e Oggi) e Topo Gigio.
Un vero peccato che (mi dicono) alcune visualizzazioni delle immagini di questo post siano problematiche.
L’ho messo in piedi di nuovo, con dispendio di tempo e di energia, ma spiacerebbe assai che gli sforzi profusi fossero andati comunque a vuoto.

Peppino Mazzullo e Maria Perego

zurlì Toppi

Autore e regista, appassionato ed esperto di enogastronomia, Cino Tortorella a giugno avrebbe compiuto 90 anni. In Rai ha ideato Chissà chi lo sa?, trasmissione andata in onda per 12 anni e portata al successo da Febo Conti, il Dirodorlando e Scacco al re, e agli sgoccioli degli anni Settanta, decennio i cui (appunto) sgoccioli saranno celebrati a Napoli (Comicon) a inizio aprile, quando nasceva e iniziava a proliferale la (nefasta) emittenza privata, si era dato da fare prima a Telealtomilanese, poi ad Antenna 3.

Anche di lui, mi dice Claudio Ferracci, si parlerà all’inizio della settimana prossima a Perugia, in questa manifestazione.

invito visite guidate

Veniamo alo “Zecchino d’oro”: un nome che rimanda all’antica, preziosa moneta veneziana citata dal Collodi nel romanzo di Pinocchio: la sventata marionetta si convince a sotterrarne cinque in un campo, per far crescere un albero di zecchini, ma poco dopo il Gatto e la Volpe, suoi ingannatori, andranno a disseppellirli per intascarseli.
Questa idea di fondo suggerisce a Tortorella di imbastire una trasmissione per lo spazio pomeridiano La TV dei Ragazzi, al quale lavora da anni con altri programmi. La spinta viene data a Tortorella da alcuni imprenditori di prodotti per i giovanissimi, che organizzano alla Triennale di Milano il Salone del Bambino. Nasce così Lo Zecchino d’Oro, competizione canora che si presenta come un contraltare per i giovanissimi alla sfida per adulti costituita dal collaudatissimo Festival di Sanremo. Per anni la sigla ricorrente “E’ arrivato lo Zecchino” risuona nelle orecchie dei piccoli telespettatori (e dei loro parenti) ad annunciare l’apertura di un nuovo capitolo dello show, intonata da un coro di voci bianche che sembra crescere sempre più a dismisura.

Zurlì primi anni 60

Un filo conduttore della prima edizione della rassegna, in onda il 24 settembre 1959, è riferito proprio al personaggio collodiano, ispiratore di alcuni brani musicali come il famoso Lettera a Pinocchio, scritto da Mario Panzeri e portato al successo più tardi da Johnny Dorelli. Gli sketches della prima edizione dello show televisivo sono scritti da Carlo Triberti, sceneggiatore e futuro direttore del settimanale Corriere dei Piccoli.

Toppi - Ipercubo

A presentare il minifestival pensa lo stesso Tortorella nei panni del già conosciutissimo Mago Zurlì, affiancato dal bambino svogliato e pasticcione Richetto. Questo personaggio, che godrà di un grosso successo personale e addirittura di una testata a fumetti a lui dedicata, è interpretato dall’attore Peppino Mazzullo, lo stesso che fornisce la voce al pupazzo Topo Gigio.

Richetto-Zurlì

M. Arcangelo Iocca- Cino Tortorella:Walter Brugiolo-Telezecchino

Queste premesse sono alla base della lunga storia a fumetti che Romano Scarpa disegna in modo magistrale nel 1969, spingendo l’intero cast disneyano nell’àmbito piuttosto angusto delle canzoni vincitrici dello Zecchino d’Oro, una manifestazione che è andata affermandosi grazie all’interessamento e alla collaborazione dei frati dell’Antoniano, storica istituzione bolognese impegnata nei settori della solidarietà, dell’intrattenimento e della comunicazione sociale.
Per sceneggiare la storia viene contattato il decano degli autori disneyani, Guido Martina, considerato di nuovo la punta di diamante dei creativi mondadorian-disneyani, dopo il lungo esodo che l’aveva tenuto fuori per più di un lustro, fino al 1966.

Popoff