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L’INDUSTRIA DEL FUMETTO IN SPAGNA NEL 2014: PANINI SBARAGLIA TUTTI.

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“Che sarebbe stato il mondo senza i fumetti?” si domanda, giustamente, Rinaldo Traini sulla benemerita afNews oggi, cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione del 1° Salone Internazionale dei Comics che si svolse a Bordighera, per poi proseguire nella città di Lucca e acquistare i prestigio intenazionale che tutto il mondo gli riconosce (con il nome di Salone Internazionale dei Comics), per spostarsi a Roma dopo l’ultima edizione lucchese, nell’autunno 1992.

Quest’anno, come sappiamo, ricorre anche il 65nnale della prima mostra (e piccola mostra mercato) del Fumetto italiana, tenutasi a Milano presso il Senato. L’abbiamo scritto più volte. Attualmente, solo lo sceneggiatore Roberto Renzi è con noi, fra i protagonisti che dettero vita a quel lontano evento.

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Sul Fumetto, da qualche parte non lontana da noi, dove la tradizione è tutto sommato meno consolidata, si fanno studi ben più approfonditi di quanto accada nelle nostra defoliata Italia, povera di cultura e di buon senso anche più che di etica e di denari.

Prendiamo la Spagna, che può vantare i suoi attenti osservatori del business fumettistico e del suo andamento.

Anche in Italia, però, mannaggia, riusciremo a combinare qualcosa di analogo, conciliandoci con le nostre fumettistiche glorie del passato e tentando di guardare avanti senza disperdre il nostro rigogliosissimo patrimonio?
Troviamoci, parliamone, facciamolo, non perdiamo l’occasione di questa ricorrenza duplice che fa(rebbe) onore al nostro Stivalone.

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Intanto, dicevamo: come sono andate le cose nella cosiddetta tebeosfera (industria del fumetto iberica)?
Un dettagliato rapporto, a
questo link, lo descrive per filo e per segno.

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Ad esso vi rimando, lasciando liberi di giudicarne l’andamento i cortesi followers di questo e degli altri post, la cui ali sono state purtroppo tarpate causa l’impossibilità di dire la loro.

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Interessante il passo che segue, che in qualche modo approfondisce il tema del titolo di questo post:

A la luz de los datos recogidos, el editor más poderoso del panorama editorial español sigue siendo el conglomerado editorial de origen italiano Panini, que publicó casi el doble de tebeos que los siguientes.

De sus más de quinientos cómics publicados, bastantes llevaron obra de autor español, más de noventa, aunque fuese traducida desde las ediciones estadounidenses. Este editor se preocupó este año de brindar al aficionado reediciones de cómics pero también dio oportunidad a autores españoles en al menos 28 obras, contando entre ellas a: Carlos Giménez, Óscar Martín, Cels Piñol y a los integrantes del Estudio Fénix.
Hay que comentar aquí el singular caso de Evolution, nuevo subsello ligado a Panini y que se beneficia de su estructura editorial y sus canales de distribución, que lanzó siete novedades en 2014, seis de ellas con participación española, siendo dos en primera edición:
Taxi Driver y La sombra de Don Quijote.

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Le illustrazioni ispaniche di questo post sono del grande disegnatore e animatore José Luis Moro, che ci ha lasciato da poco. Onore alla sua arte.

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