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OGGI VISITIAMO LA MOSTRA SUL GIORNALINO, MA…

… Ma ci sono anche altre cose da segnalare. Innanzitutto, grazie al solerte Alino (questa volta con la maiuscola sottolineata) per il lavoro che ha svolto e che continua a svolgere ptresso la Mostra di Oltremare, a Napoli, in occasione dell’apertura di questa splendida occasione per celebrare il più longevo settimanale “non solo a fumetti” della Storia della Penisola!

Petra

Queste sono alcune Instagram di giornata (oggi, giorno 26), durante le ultime fasi di montaggio di tavole di Massimo Mattioli (con il suo Pinky) e della leggiadra Petra chérie di Attilio Micheluzzi (sopra).

Mattioli

PON PON

Poi, occhieggia un pezzo di tavola realizzata da Luciano Bottaro, proveniente dalla collezione di Giovanni Nahmias

Cosa significa il “ma…” del titolo?
Ecco cosa.

Non è proprio possibile seguire tutte le novità e gli stimoli che premono alle liquide pareti de ‘sto blog e anche dell’altro (che in attesa metamorfosi). Quindi, seguiamo il possibile con un bel fiatone.

La lunga e articolata conversazione in coda al post precedente, per esempio.
Quello su Burne Hogarth e Magnus.

Poche ore fa, due tributi importanti.
Quello di Federico Provenzano (che sottraggo dai commenti – almeno uno dei due), del quale riporto di seguito così la parte finale, come sta.

Io sono uno a cui piace contribuire a preservare il passato, infatti qualche anno fa si parlava in questo blog di pubblicare da qualche parte le Comics Sections dei giornali d’epoca a partire dal ‘900… be’, anche a me ronzava in testa quest’idea. Fra qualche tempo potrei cominciare a farlo io.

Molto lentamente, s’intende, ma avere tutti a portata di mano l’evoluzione del fumetto dagli inizi del secolo è una cosa che dovrebbe spettare a tutti.
Ad ogni modo, partendo dagli anni ’30 e andando indietro, nel campo del fumetto è difficile trovare qualcosa di VERAMENTE brutto. Io credo di avere trovato uno dei pochi esempi: i racconti a fumetti pubblicati negli anni ’30 sull’Avventuroso, scritti e disegnati da autori italiani, tra cui Rudy Coghei.

Delle vere ciofeghe, se mi si passa il termine. Ma il resto è tutta Storia. Ok, c’è l’immenso panorama delle strisce statunitensi.
Ebbene, in questo, le cose più pacchiane che ci ho trovato sono le Jungletown Fables di un certo Whitey che nessuno ha mai saputo chi fosse. Leggere per credere. Il resto, ripeto, è tutto Storia.

Mi piacciono e sono importantissimi i collegamenti tra maestri del fumetto che fa Pennacchioli,ne ho trovati anch’io parecchi tra fumetto anni ’20 e fumetto anni ’50, e potranno esser viste in un volume che spero giungerà ad uscire per quest’anno. Ho trattato autori “antichi”, come faccio sempre. Li preferisco sempre a quelli nuovi che si sentono troppo “autori”. E poi quando li ritrovi a parlare del più e del meno, spesso deludono.

L’altro commento è di Daniele Tomasi, che indica la significativa illustrazione di Hogarth qua sotto.

Afferma Daniele:

Magnus era una “spugna”, graficamente, come Neal Adams e molti grandi disegnatori: guardavano il lavoro di tanti altri e ne prendevano, “assorbivano” elementi per andare oltre.

Poi l’evoluzione dello stile porta a similitudini, e la similitudine tra Hogarth e Magnus secondo me è espressa al massimo nell’immagine seguente, ma non dimostra che Magnus derivi da Hogart:

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Non c’entra con il Giornalino, ma sarà presente, fra gli altri, a Napoli COMICON. Un time lapse di Gabriele Dell’Otto.