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NICK CARDY, REST IN PEACE

Nick Cardy

Un momento triste, ma inevitabile e prevedibile.

Alla bella età di 93 anni se n’è andato anche Nick Cardy, grande disegnatore il cui cognome vero, Viscardi, denuncia la sua origine radicata da questo lato dell’Oceano.

Giovane Nick Cardy

E’ uno dei disegnatori di fumetti che davvero bisogna ringraziare. E grazie anche a Fabrizio che ci ha segnalato la sua scomparsa nella concitata mattinata di oggi, compressa tra l’incudine di Lucca e il martello di Siena, indicando, giustamente, Mark Evanier come il più tempestivo “cantore” dell’opera di Nicholas Viscardi nel suo sito News from Me.

Cardycovers

Evanier si concentra soprattutto sulla personalità schiva (o pparentemente tale) di Cardy, per lungo tempo lontano e quasi infastidito dalle conventions di fumetti (e ancora l’invasione dei cosplayers non dava segnali del suo arrivo).

Scrive Mark:

“He was also lured onto the convention circuit, an honor he had long declined. In 1998, after refusing for years, Nick finally agreed to be a Guest of Honor at the Comic-Con International in San Diego.

“Nervously, he set down all sorts of conditions: His table had to be next to the table of his friend, Colleen Doran; he had to be free to flee the autograph area if the crowds got to him, etc. He balked at doing a panel/interview but finally agreed on the condition that others would be up there with him so they could talk if he froze in front of the audience.

“I was his interrogator and I brought Colleen, Sergio Aragonés and Marv Wolfman up there with him…needlessly, it turned out. Once Nick got to talking, you couldn’t shut him up and the audience loved every word he said. Partial transcripts of that panel may be read here and here.”

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Flash - Nick Cardy

Così Cardy parlava, in un’intervista, dei suoi esordi fumettistici presso la bottega Eisner & Iger dove si dette molto da farea all’inizio, insieme a:

“…Lou Fine, George Tuska, [and] Charlie Sultan. Bob Powell came in later when I was doing “Lady Luck” [after Eisner had split from Iger to concentrate on The Spirit Section]. He was sitting behind me. He would help a kid around the block — tell a newcomer to take it easy and that sort of thing. When I worked on ‘Lady Luck’, Will Eisner had rented an apartment at [the Manhattan complex] Tudor City….

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“He had one room where he worked, and the other room took up all the rest of the paraphernalia. I sat next to Will’s door, Bob Powell sat next to me; Tex Blaisdell used to come in, and Chuck Cuidera (who was doing Blackhawk) was there.

“It was a learning experience. Watching Lou Fine work — his work was like a fine painting; it took a long time to do it but it was a brilliant piece of work. In my opinion, for drawing, you couldn’t beat Lou Fine; he was terrific. I think Will Eisner had a coarser line but his work was more dramatic and he told a better story.”

Love Nick Cardy

Young Romance

Teen Titans

Chiudo con una copertina alla quale sono molto affezionato, di un comic book che ricordo in tutti i dettagli da quando lo acquistai, a Viareggio alla vecchia Libreria del Lungomare, accanto al Gran Caffè Margherita, luogo caro a Tobino, vera miniera di comic books di ogni etichetta dalla quale ho attinto, nel primo decennio of my life il grosso dei fumetti americani che fanno da base alla mia collezione (insieme alle edicole “sotto i portici” di Firenze, dove acquistavo soprattutto albi delle etichette Dell – poi Gold Key – e Harvey).

L’attrazione era data soprattutto dalla nuiova Wonder Girl che irrompeva in copertina grazie a Nick Cardy, col suo costume attillatissimo e molto “post-op”, apprezzabile anche dallo stile “flower power” o para-hippy, poco prima della morte di Jimy Hendrix e nel periodo dei raduni leggendari e irraggiungibili tipo Isola di Wight.

70-Isle_of_Wight

La copertina (della quale possiedo anche una pressoché identica versione brasiliana) era stata disegnata da Cardy per l’albo Teen Titans n. 23 (September-October 1969), dove agiva Robin insieme a quelli che per il pubblico italiano erano ancora I Giovani Titani.
L’idea sarebbe stata ripresa molto più tardi, con esplicita citazione (per chi fosse stato in grado di coglierla) per New Titans n. 5 (June 1989), dal non meno talentuoso George Perez, all’epoca fresco di restylòing su Wonder Woman.