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LA BARCHETTA DI NELSON BOLES E I TEPPISTI DI ROMA

Pelo

Little Boat from nelson boles on Vimeo.

Nelson Boles è un giovane animatore che studia e produce alla CalArts (Università incentrata su materie artistiche, californiana).
Il suo talento è evidente, come dimostra da questi quattro “pezzi” d’autore, animati in modo molto diverso fra loro, ma tutti e tre degni di essere visionati. Io l’ho fatto con i primi due: quello che ho messo in apertura di post.

orfeu TRAILER_1 from nelson boles on Vimeo.

A parte queste metaforiche “rose”, oggi non si può evitare di tirare in ballo il metaforico “pane”, a costo di correnre il consueto rischio di deviazione sulla “frasca” mentre si percorre la strada maestra del “palo”.

In sostanza, se un blog è (com’è) soprattutto un diario, com’è possibile ignorare i fatti di ieri, nella stupenda capitale d’Italia, messa a ferro e fuoco da alcuni criminali teppisti di età in linea di massimo giovane, ma guidati da una regia che si suppone molto antica?

Non si può.

Mentre ammiriamo le opere di Nelson Boles o, per esempio, ascoltiamo un brano degli Shocking Blue (Venus, ma anche Mighty Joe), una zona del cervello rimugina sul disastro, forse evitabile, che ancora una volta fa additare l’Italia come zimbello in tutto il mondo. Unico Paese, mi risulta, dove una leggittima protesta, compresa e difesa anche dal futuro “capoccia” della BCE, degenera nella distruzione teppistica, meticolosamente preorganizzata e preordinata di auto, vetrine, camionette e di tutto un po’. Dove l’anacronistico lancio di sampietrino risorge, scagliato spesso contro il nulla, giusto per provocare, al fine di guastare la festa al movimento dei dimostranti. E fornire argomenti di disinformazione a metà dei media attivi oggi.

Perché non sono stati fermati preventivamente?
Sono stati 200, 500 o 2000, come ha dichiarato il sindaco di Roma Alemanno?
E perché ne sono stati fermati soltanto 20, dei quali solo 12? Tre dei quali (buone alcune fonti) sono stati consegnati alle forze dell’ordine direttamente dagli indignati, che si sono scagliati contro gli infiltrati guastatori?

La distruzione di una Madonnina, impietosamente ripresa dalle telecameere era la ciliegina sulla torta, un messaggio rivolto direttamente agli elettori sensibili che hanno voltato le spalle a chi hanno votato negli ultimi anni; l’ennesimo messaggio alla “pancia” di un buon numero di italiani incapace di decodificare dei segnali cucinati ad arte dai Grandi Comunicatori.

Uno di questi era la buonanima di Francesco Cossiga, le cui ultime lettere, spedite a personaggi cardine delle istituzioni, sono rimaste più segrete delle esternazioni di Fatima.
Perché non se ne parla più?

Cossiga, tuttavia, si espresse apertamente, come avevo già fatto rilevare in questo post sui “fatti di Genova” e sulla macelleria della Diaz, rispetto alla sua ricetta di democrazia.

Ecco, questa intervista è leggibile per interno nelle pagine web del Governo italiano.

«(…) Ma poiché l`Italia è uno Stato debole – spiegava Cossiga – e all`opposizione non c`è il granitico Pci ma l`evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che

«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti».

Presidente, il suo è un paradosso, no?

«Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica».

010zucconi_x_web_196x264Vittorio Zucconi, figlio dell’indimenticato Guglielmo (caricatura a destra), direttore nel 1961 del Corriere dei Piccoli e autore di almeno due libri sul clown Scaramacai, esprime preoccupazioni e formula ilpotesi molto “popolari”, se è vero che a tutt’oggi, mentre invio alla rete questo post, ha già ricevuto 368 commenti.

Il titolo è Roma brucia: missione compiuta.

Così inizia:

Se fossi nei trombettieri del governo, andrei molto cauto nell’approfittare di questa catastrofe, come ha fatto puntualmente il solito TGUno, seguito poi dallo stesso Berlusconi con un comunicato ridicolo e offensivo, nel quale esalta proprio quelle forze dell’ordine alle quali il decreto stabilità appena varato dal Consiglio dei Ministri ha tagliato 60 milioni di Euro.

E prosegue:

Un governo che non sa garantire l’ordine e la sicurezza di una manifestazione autorizzata e pacifica nella propria capitale, che non sa prevedere e prevenire quello che tutti noi avevamo temuto, che permette a centinaia di professionisti dello sfascio di arrivare tranquillamente lungo il percorso annunciato della sfilata addirittura con “uniformi nere e maschere antigas” come dice una trafelata inviata del TGUno che si crede di essere a Kabul, dovrebbe dimettersi, invece di tentare di strumentalizzare le operazioni di questi spaccavetrine.

Dopodiché, conclude:

Come ha detto il corrispondente da Londra dello stesso TGUno, Antonio Caprarica, correttamente informando e involontariamente mettendo in stato d’accusa la città e il governo italiani, “Londra non si è fatta trovare impreparata”.
Roma invece sì. Completamente impreparata, nella più benevola delle ipotesi.
E Roma chi è, se non chi amministra la città e governa la nazione?

This one time… from nelson boles on Vimeo.

In questo, i due vanno a fumarsi nel gabinetto del pelo di pipistrello per vedere “se fa”…

Bad Hair from nelson boles on Vimeo.