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LE COPERTINE DI CORRADO E GRAZIANO (DI BLEK MACIGNO)

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Questa volta, è Graziano Origa in persona a introdurre con parole sue il lavoro che svolge periodicamente con Corrado Mastantuono, per la realizzazione delle nuove copertine abbinate soprattutto alle storie inedite di Blek Macigno, realizzate per il mercato francese e pubblicate da noi da IF. Si tratta dell’introduzione al volumetto appena redatto e compilato da Graziano, del quale abbiamo detto qualche post fa.
Nelle migliori fumetterie. :-)
Le tre immagini qua sopra si riferiscono al lavoro finale di Mastantuono e a due precedenti esempi della stessa scena, pubblicati su altrettante copertine italiane a suo tempo, per conto delle Edizioni Dardo.

Su Niso Ramponi, invece, consiglio di navigare nel web, sino ad attraccare sulle coste di questa pagina: http://cinemino.kaywa.com/mario-verger/niso-ramponi-alias-kremos.html. Da lì è tratto anche il poster del lungometraggio disneyano “Cenerentola” (ovviamente © Disney) realizzato da Niso, che riproduciamo in questo post, nonché una sua donnina dal “Travasissimo” a mo’ di teaser.

SSST! Adesso parla Origa!

Corrado Mastantuono, artista, un tempo possedeva una cartellina, di quelle coi lacci e il rinforzo
telato agli angoli; dentro c’era tutto, schizzi a biro, caricature di professori, busti di gesso. Confesserà più tardi: «Ero sicuro che oltre non potevo andare, che quello era lo status massimo della mia
potenzialità artistica… Non mi restava altro che ficcarmi in un letto e ingrassare di venti chili!»
Invece, dietro gli angoli della sua cartellina, trovò un tipo che lo mandava in bestia con tutti quei consigli grafici, quelle pretese pittoriche, quei suggerimenti estetitici: si trattava di Niso Ramponi (in arte Kremos), quello delle donnine a tempera sulle copertine de “Il Travaso” e “Travasissimo”, suo Maestro riconosciuto.
Curioso ed eclettico, oltre che per la Disney oggi disegna soprattutto per Bonelli (copertine per Nick Raider e Magico Vento, ma anche un doveroso Texone).
Conosco Corrado dal 1993, quando ne realizzai un suo ampio profilo su “Fumetti d’Italia”; poi mi fece un bel surreale Videomax.

Ci somigliamo, per via che entrambi non riusciamo a prendere i fumetti come un lavoro, ma comeattrazione fatale, struggente passione, una malattia senza antidoto che ci tiene perennemente in fase creativa. Spartani, magri, invasati e consunti, come sotto ipnosi, lui graffia su Schoeller tensioni pittoriche, e io in apnea contemplo il fatto, il rifatto e le idee da tamponare.

Tra febbre e compulsione, soggiogati dalle nostalgie da rinfrescare, ricerche di carta archeologica da remake, ci siamo divertiti anche stavolta.

Col pirlone di Blek!

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