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NUOVE TESTATE COMICHE IN EDICOLA (parte I)

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Come (ahimè) soglio fare ogni qualche semestre, da queste che sarebbero colonne se stessi scrivendo su carta e non nel nulla, anche adesso devo (“sono obbligato a”) scusarmi con tutti gli amici ai quali non posso rispondere personalmente a richieste, quesiti, interlocuzioni eccetera.
Con la massima buona volontà, miei cari, non è proprio possibile, non vogliàtemene.

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In questi ultimi tempi, peraltro, l’attività editoriale che mi riguarda si è particolarmente intensificata (come se ve ne fosse stato bisogno) e, tra le altre cose, nel giro di due o tre settimane vedranno la luce nelle edicole (grandi tirature, grande pubblicità, spot televisivi e sul web… Lo vedrete) ben due settimanali che sto seguendo (in qualche modo) e che accompagneranno i lettori che vorranno goderseli per circa un anno.

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Sono due pubblicazioni settimanali di taglio comico, quello più popolare e più amato; quello più semplice, stando alle valutazioni fatte di recente dall’amico Marcello Toninelli su Fumo di China (testata della quale siamo onorati di poter mostrare i anteprima la cover del numero doppio estivo, già in vendita nei prossimi giorni presso gli stand di Riminicomix), in un articolo che non è passato inosservato circa le problematiche di complessità e difficoltà insite in una buona parte dei fumetti realizzati in questi ultimi anni; albi, storie, personaggi e periodici che sembrano funzionare poco e non raccogliere comunque l’entusiasmo di chi decida di leggerli.

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Gli risponde compitamente Giuseppe Pollicelli su Fumettologica, in un pezzo dal titolo Ai fumetti non manca la leggerezza ma la spettacolarità.

Tornando a noi, una delle due pubblicazioni, di formato grande, a colori, riguarda un mostro sacro del Fumetto italiano, e nello stesso tempo uno dei talenti comici più singolari e irripetibili del mondo.

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L’altra riguarda la cronologia totale, con molte sorprese e divagazioni, di uno de massimissimi umoristi del mondo di sempre: un gigante che con suoi fumetti non ha mancato di influenzare anche l’altro autore di cui sopra, celebrato oggetto della prima delle due pubblicazioni (non) citate.
Il suo posto nell’Empireo dell’umorismo è contiguo a quelli di Mark Twain, di Chaplin, di Guareschi, di Totò, di Tex Avery

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Poiché à americano, si sappia che le sue storie sono ritradotte da capo per questa occasione (sudore e fatica!) e che molte vedono la luce in Italia per la prima volta in questa felice circostanza.

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In questo post sono presenti tre strisce del cagnolino Pif realizzate da François Corteggiani, detto “il Grande Corso”, nelle quali sono compresi dei deliziosi omaggi a tre serie a fumetti comiche, due italiane e una americana.

Francesco Spreafico, da par suo mi chiede: Quando è nato il fumetto umoristico in Italia?

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Io gli rispondo, finalmente, solo a partire dal prossimo post.
Il gatto mi chiama.

Gatto Cappuccino

Figli della Strega di Mare