Nova100
06 Agosto 2013

JOHN CALLAHAN E IL SUO STILE DI SATIRA

Callahandream

Il 25 luglio 2010 il vignettista satirico John Callahan se n’è andato, ad appena 59 anni (a Portland, nell’Oregon), ed è una grossa perdita (anche se non per gli italiani, che non lo conoscevano). Callahan era rimasto paralizzato all’età di 21 anni, in seguito a un incidente d’auto.
Si era dato all’alcol, poi aveva cominciato a disegnare; le vignette sono state, in qualche modo, la sua terapia per allontanare la bottiglia.

CallahanIl visitor Enrico (che ringrazio) oggi interviene come segue valutando l’attività di Callahan, il cui spirito… sostanzialmente mi piace poco, come accennavo nel post di tre anni fa e che oggi sostanzialmente ripropongo con qualche modifica (ma questo non significa niente; de gustibus).

Enrico porta argomenti intelligenti alla sua tesi, che merita quindi di essere evidenziata.

Ecco Enrico.

Caro Luca,
incappo tardivamente nel tuo ricordo, nobilmente e intelligentemente dedicato a John Callahan e sono molto sorpreso: l’obbiettivo della satira non è LA LIBERTA’, attraverso la critica e la rivelazione delle contraddizioni e delle ipocrisie del POTERE?

Non trovi originale, ma, contemporaneamente, molto umana, tenerissima, e perciò più vera e quindi più forte, l’intuizione di rappresentare un Martin Luther King che da piccolo, come tutti i bambini, può aver fatto la pipì nel letto? Cosa c’entrano i Fascisti e i Comunisti, la politica, la Destra, la Sinistra? Il talento, quando c’è, è invariabilmente, spesso fatalmente, stimolato e attratto dalla LIBERTA’, non dal potere.

Johncallahan

C’è tutta una sfilza di mezze calzette, se parliamo di originalità di pensiero e di libere espressioni, che in recenti passaggi politici e culturali della ns. Storia, sono stati convinti, proprio da ideologie e apparati di solito molto vicini, o del tutto assimilabili al Potere, di poter moraleggiare contro chi non è allineato alla loro sensibilità, buttando tutto in maggiore o minore corrispondenza a presunti valori e principi (dogmi?) etici, di solito fissati secondo criteri maggioritari e di eccellenza numerica, anziché qualitativi.

Snowman

CallahanSkateboardingJesus

Il talento, quando c’è, prescinde da tutto questo, ma ce ne rivela la futilità rispetto a visioni e prospettive di vita più libere. Callahan aveva molto talento e anche per questo ha sofferto e visto molto, piuttosto che il contrario.
Era bloccato a vita e, perciò, forse, gli veniva spontaneo interessarsi a cosa blocca la gente nella vita, a cosa ci toglie la Libertà. Del Potere, di Sinistra, di Destra, di Sopra, di Sotto, non sapeva che farsene e non si è mai occupato. Grazie, comunque, per avere ricordato il suo lavoro e la sua scomparsa ai tuoi lettori.

Tom Spurgeon ricordava di lui:

Two TV series based on Callahan’s work were made: Pelswick (2000), a more traditional show about a boy in a wheelchair which aired in Canada for which he wrote and served as executive producer, and Quads (2001), which also aired in Canada, I believe Australia and spent some time in rotation on the Adult Swim chunk of programming. Quads shared some of the more daring elements of Callahan’s gag cartoons, and remains available on DVD. A five-minute animated adaptation of I Think I Was An Alcoholic made in 1993 featured Callahan doing a voiceover.

Qui ci sono il suo sito, sue foto, lavori, FAQ.

Sotto, la copertina di un dvd che lo riguarda, acquistabile (per esempio) su Amazon.

In dvd

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Cosa aggiungere?
Limitiamoci ad ascoltare degli interventi di rinomati satirici, a questo punto del post.

Tempo fa, Sergio Staino, al Meeting Antirazzista dell’Arci a Cecina, raccontava gli stili dei grandi vignettisti italiani: Altan, Ellekappa (vignetta sopra), Vauro e lui stesso.
Lo trovate sotto, in basso.

Le registrazioni sono cura di Simone Salis e Nicla Goffredo (grazie!).

Ascanio Celestini parla del suo rapporto con la tv e della satira come strumento sociale, ancora al già citato Meeting Antirazzista di Cecina.

Interviste della simpatica Francesca Fornario.

L’aggiornamento riguarda questa orribile figura dell’insopportabile Mara Carfagna, a un TG della Rai, che dà la misura dello spessore della nostra intollerante classe politica di derivazione avanspettacolare.