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UN RICORDO DI GINO GAVIOLI

Giornalino Gavioli

Parlavamo due giorni fa di Gino Gavioli al seminario su Fumetto e Animazione della Scuola Internazionale di Comics, a proposito dei personaggi creati da lui per Carosello in rapporto a quelli, sviluppati con analogo stile “modernista” da John Hubley, Bob Cannon e colleghi per la linea UPA.
Di seguito, alcuni di questi esempi di animazioni, realizzati tramite la Gammafilm, leggendaria etichetta con all’attivo almeno un importante lungometraggio e un non meno significativo mediometraggio, varato con soggetto di Cesare Zavattini in coincidenza con il centenario dell’Unità d’Italia, nel 1961. Il titolo: La lunga calza verde. Un fotogramma del film venne impiegato da Piero Zanotto per il primo serio compendio sistematico sull’animazione nel nostro Paese, con un caricaturale Camillo Cavour che, sferruzzando, creava la calza del nostro Stivale.

E giusto stamattina apprendiamo la triste notizia della sua dipartita, avvenuta ieri, 19 novembre 2017.

Gino se n’è andato davvero serenamente, il tipo di congedo da questa vita terrena che tutti ci augureremmo di seguire. Tutto bene sino al giorno prima, ci hanno detto. E questo è di grande conforto, pur nella grande tristezza del momento.

Gino Gavioli

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Cappuccino e Cappuccetto - Gavioli

Gavioli era un genio, inutile sottolinearlo.
Piuttosto schivo, lontano dai riflettori per tutta la sua lunga vita, aveva lavorato fino a poco tempo fa. Apprendiamo adesso che il suo ultimo lavoro importante è rimasto tuttora inedito per ragioni insondabili. Personalmente ho avuto modo di vederlo in corso d’opera e di stupirmi per il risultato di qualità che il pur anziano artista aveva saputo rendere. Davvero sorprendente!
Questo esempio di “arte applicata” era una guida della città di Lucca destinata ai ragazzi, con panoramiche e squarci della città resi con l’esemplare stile gavioliano che tutti conosciamo, a colori.

Ne sarebbero nati due dvd e probabilmente anche una pubblicazione cartacea che però non ha mai visto la luce (al pari dei dvd), pur essendo stato tutto pagato e portato avanti sino alla soglia della divulgazione. Gavioli l’aveva realizzato poco più di un lustro fa su commissione di Angelo Nencetti per conto dell’amministrazione comunale lucchese, ai tempi in cui Nencetti dirigeva il MUF, Museo del Fumetto Italiano, adesso un’istituzione fantasma della mai troppo deplorata gestione del Comune di Lucca del proprio patrimonio culturale (ben note sono le foto del degrado dei materiali prestati o posseduti dal MUF, con pellegrinaggi ormai abituali di piccioni, gatti randagi e altri animali, alcuni dei quali risiedono abitualmente nella library di Sergio Toppi, per dirne solo una.
Ma questo è un altro discorso, che svilupperemo a suo tempo in altri modi e luoghi; oggi è il caso di concentrarsi su questo gigante del cartooning e onorarne la memoria e l’arte).

Non è escluso, tuttavia, di poter mostrare in futuro qualche illustrazione inedita di Gino Gavioli propio in questo blog, per dare un’idea di cosa ci siamo persi.

Fiecconi Gavioli Boschi  foto©emanuelaoliva@alice.it

Nella foto sopra, scattata da Emanuela Oliva, Gavioli è con il sottoscritto e con un arrostito Federico Fiecconi, che fa concorrenza a Carlo Conti quanto a pigmentazione.

Sclavi : Gavioli-Vita da cani

Per quanto riguarda quello che scherzosamente si autodefinisce “il presente blogger”, è stato uno degli autori di fumetti più influenti. Parlando adesso in prima persona, a otto anni ne copiavo i disegni ammirandone da sempre la sintesi, scoperta quando ne avevo tre sul Monello, settimanale della casa editrice Universo per il quale Gavioli sfornava per ogni numero, per anni e anni, un episodio inedito, scritto perlopiù da Luigi Grecchi.

Sempronio Gavioli

Per il settimanale, Gavioli aveva creato graficamente i personaggi di Sempronio, Felicino e Arcibaldo, Il Lupo e l’Agnello, Pico Panda e Paco Serse, Pierini Porcospini e anche la misconosciuta Famiglia Cangurini, che esordisce addirittura sul primo numero. Aveva anche disegnato decine e decine di copertine.

Di Gavioli abbiamo parlato spesso in questo blog, in particolar modo rispetto alla sua lunga collaborazione con Il Giornalino, del quale abbiamo celebrato un importante compleanno, insieme al direttore di allora, padre Stefano Gorla.
Sotto, eccoli insieme, fotografati dal sottoscritto in occasione di un pranzo organizzato dal MUF nella ridente località di Farneta, presso Lucca,mentre Gavioli mi disegna uno dei suoi personaggi di Carosello, animati insieme al fratello Roberto e a Paolo Piffarerio.

Gavioli disegna con Stefano Gorla

Ora diamo spazio di nuovo a un follower eccellente, che nello specifico scrive spesso a Cartoonist Globale riportando alla luce storie di personaggi che potremmo definire “fuori corso”.

Gaie Fantasie Nonno Bigio

Lettore e (a quanto pare) collezionista soprattutto di pubblicazioni della leggendaria Casa Editrice Universo, il suo nome è Giovanni Bosticco; ha già scritto in passato su Fiordistella, Forza John e altre serie sviluppatesi soprattutto a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, e delle quali non resta traccia, purtroppo, nelle pubblicazioni degli ultimi decenni, forse escludendo qualche rara menzione su fanzines o riviste specializzate per collezionisti.

Oggi racconta un episodio della serie comica e un po’ furry (benché i peli dei suoi due protagonisti, maschietto e femminuccia, siano piuttosto aculei) della premiata ditta Pierini Porcospini, il cui nome dev’essere stato suggerito a Corrado Zucca (direttore delle pubblicazioni) e forse a Luigi Grecchi (sceneggiatore di gran parte delle storie) dalla classica figura di Pierino Porcospino (o meglio Struwwelpeter), eroe della letteratura per ragazzi di origine germanica, creato da Heinrich Hoffmann, pubblicato anche in Italia con la traduzione di Gaetano Negri. Una immagine del personaggio fra le più classiche si trova a destra in basso, a lato della lista di tags che, per qualche strano scherzo di formattazione, è posizionato colà invece che in basso, mescolato agli altri tags. Sono misteri anche questi.
Ma non divaghiamo ulteriormente.

La serie, disegnata appunto da Gavioli (e ripresa occasionalmente, intorno al 1961-662 da un celebre copertinista dei pocket di Magnus e creatore di loghi per la Sergio Bonelli Editore (indovinate voi di chi si tratta), è pubblicata a rotazione sul settimanale Il Monello da metà anni Cinquanta, in alternativa a Il Lupo e l’Agnello e agli altri componendi di una galleria davvero molto ricca di personaggi, alcuni dei quali evolvevano la loro somatica nel corso degli anni.
La parola a Giovanni!

Struwwelpeter

Pierino Porcospino e Pippo

Restiamo nell’umorismo, sempre parlando de Il Monello. E’ la volta dei Pierini Porcospini, una coppia di costruttori e inventori, “coadiuvati” da Pippo, un maialino che ha il sonno come unico scopo della vita.

Per questo, studia sempre imboscate infami al postino, che porta loro ordinazioni di lavoro, turbando i sonni del pisolone. Poi, dalla lettera, o meglio da ciò che ne rimane, Pierino cerca di capire cosa intendeva il mittente.
Questa volta, dai brandelli della missiva sopravvissuti all’attentato, si legge di una “mostra dell’uranio”, cui i nostri personaggi sono invitati a partecipare.
E’ dato ordine a Pippo di preparare il contatore geiger, sensibile alle radiazioni che rivelano il minerale in questione. Ma questo è stato demolito da Pippo stesso, per preparare il necessario all’agguato. Quindi deve “ricostruirlo”, ovviamente a sua maniera, mettendo insieme oggetti vari, tra cui una sveglia. E si avviano su montagne dove l’uranio è reperibile.

Là Pippo, anziché cercare, trova meglio raccogliere fiori, tra le proteste di Pierino.
A un certo punto la sveglia suona, e lui, pensando di avere trovato il materiale fissile, scava terreno, che pone in una scatola di piombo che lo ripara dalle radiazioni.

Quando però giungono alla mostra, scoprono che è in realtà la “mostra del geranio”, e il presidente inveisce: “Vogliamo difendere la natura, e voi ci portate qui una mezza bomba atomica!”. La scatola cade e si apre, ma un tecnico appura che di uranio non c’è nulla.
Poi il presidente vede i fiori in mano a Pippo, e fa: “Ma è uno splendido geranio di montagna!”
E ai Pierini Porcospini tocca il primo premio.
Saluti a tutti.

Gavioli Pierini Porcospini blog

La copertina de Il Monello pubblicata sopra corrisponde al fascicolo uscito in data 25 maggio 1961, il n. 21 di quell’anno.
Ci aggiorniamo.