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DISNEY COMICS DI TUTTO IL MONDO (parla Alberto Becattini), parte II

Teaser Disney Becattini

Ecco, finalmente, la seconda parte dell’intervista ad Alberto Becattini sul suo ultimo libro, imperdibile saggio. Durante la conversazione, chi lo desidera potrebbe attivare la singolare colonna sonora del video che segue, con Peter Alexander & Gunther Philipp che interpretano in modo alquanto buffonesco Der Badewannentango (1962, anno dello scatto fotografico riprodotto sulla copertina del libro).

Disney Comics

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Nella prima parte dell’intervista ci eravamo fermati su questa domanda: quale trovi che sia, oggi, per un lettore contemporaneo (oltre che per uno studioso) la più importante ragione per leggere i fumetti classici Disney dei comic book? La grafica avvincente, l’umorismo, la chiarezza delle sceneggiature, la varietà dei personaggi, i “semi” ispiratori di altri autori nel resto del mondo?

Non credo che si possa realmente apprezzare nulla, in qualsiasi settore dell’arte, se non si ha un minimo di memoria storica… Non si può apprezzare il cinema di oggi senza conoscere quello classico… Capra, Hitchcock, Lubitsch, Wilder, Fellini… o la letteratura senza aver letto Shakespeare, Fitzgerald, Chandler, Dick, Verga… Lo stesso vale per i fumetti, e per i comics disneyani in particolare. Non si può prescindere dalle strisce di Gottfredson, o dalle storie di Barks… ma neppure dalle splendide storie create per gli albi da Carl Buettner, Paul Murry, Jack Bradbury, Al Hubbard, Gil Turner, Harvey Eisenberg, Tony Strobl
Sono più che classici… Vi si respira un’anima, una partecipazione da parte dell’autore che oggi raramente si percepisce… eppure questi artisti lavoravano in modo seriale, producendo sei strisce la settimana, oppure venti e più tavole il mese… con una qualità e una leggibilità sorprendenti. Amavano il loro lavoro, e questo esaltava la loro creatività.
A loro dovrebbero guardare tutti i lettori di oggi, ma anche tutti i giovani autori che si accostano al fumetto Disney.

Lettera Hannah

Se ben ricordo, avevi proposto un libro analogo a un editore molto sensibile agli argomenti disneyani nel corso degli anni Ottanta. Mi sembra si chiamasse Three Duck Press. Poi, i testi che avevi prodotto in quella occasione erano stati adattati, in italiano, per un libro edito da Comic Art, oggi introvabile…

Sì, in occasione di una Fiera del Libro di Bologna, nel 1988, se ben ricordo, contattai l’editore britannico Justin Knowles, che aveva già pubblicato diversi bei volumi disneyani… Gli parlai appunto dell’idea di un libro sui fumetti Disney, e lui accettò subito. Il libro, quindi, nasce in inglese, non in italiano…

In questo spazio della tua intervista, per la gioia dei followers, mostro una prefazione di un libro di Knowles (quello sui 50 anni di Paperino) e una lettera con tre schizzi della faccia di Donald, vergata da Jack Hannah…

Preface Knowles

Tornando al mio libro, consegnai il testo all’inizio del 1989, mi pare, e lo vidi fotocomposto, ma poi Knowles cominciò ad avere problemi e seguì un penoso tira-e-molla che durò finché l’editore non fallì. Tra il 1991 e il 1995 proposi il libro ad altri editori, compresa la Disney Press, ma nessuno pareva interessato… Finché nel 1995 Rinaldo Traini accettò di pubblicarne la versione italiana, Disney Comics: La storia, i personaggi – 1930-1995, ovviamente aggiornata a quell’anno.


E fu un libro fondamentale, oggi difficilmente reperibile. Questo tuo saggio contiene delle informazioni recenti, che si aggiungono a quelle “storiche” già presenti nel volume Disney Comics della Comic Art?

Assolutamente sì… Tieni conto che sono passati 21 anni, quindi ho inserito nel testo praticamente tutto quello che è accaduto nel frattempo… Inoltre ho completamente riscritto o corretto interi capitoli… inserendo dati inediti sui fumetti Disney in Turchia, Cecoslovacchia, Ungheria… Non per niente sono 466 pagine al netto di immagini…

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Hai scoperto qualcosa di nuovo che integra o corregge le ricerche svolte qualche anno fa? Per esempio, un punto oscuro è sempre stato costituito dagli sceneggiatori delle storie, tendenzialmente non accreditati nei comic book, sia in era pre-Stan Lee, sia successivamente, almeno fino alla ripresa dei comic book da parte della Gladstone, alla fine del decennio Ottanta.

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Ho scoperto molte cose nuove… e ho corretto molti errori e colmato diverse lacune… o almeno, ci ho provato. Quello degli sceneggiatori è un mondo a sé, molto più oscuro perché è assai più difficile attribuire le sceneggiature rispetto ai disegni… In questo, lo confesso, non sono uno specialista, ma ci sono ricercatori come Joe Torcivia o Christopher Barat molto bravi a riconoscere tipi di gag, persino determinate esclamazioni, associandole ad altrettanti sceneggiatori…


So che un importante e prolifico sceneggiatore aveva segnato il grosso della sua produzione, forse in una specie di libro mastro. Come sei entrato in contatto con questi dati?

Fallberg Space Mouse

Pochi autori, purtroppo, hanno annotato quello che hanno fatto… Hanno fatto eccezione Carl Fallberg e Don R. Christensen. Del primo mi ha fotocopiato il “libro mastro” Bob Foster (gliene sarò eternamente grato), mentre lo stesso Christensen mi ha inviato i dati sulle sue storie. A proposito di “libri mastri”, nel 1991 o giù di lì, Dave Smith mi disse che era esistito un Bible Book sul quale Tom Golberg, direttore artistico dello Studio Program dal 1963 al 1987, aveva scritto tutti i pagamenti per tutte le storie prodotte per i paesi d’Oltreoceano… con tutti i nomi degli sceneggiatori e dei disegnatori… Smith mi disse anche (e Golberg me lo confermò) che il Bible Book si era perso nel momento in cui lo Studio Program era stato smantellato, nel 1990… Aargh! Così, ad oggi ci sono dei disegnatori che hanno realizzato storie uscite in Italia e altri paesi del mondo i cui nomi restano virtualmente sconosciuti… Io ho fatto delle ipotesi, basate sul confronto degli stili, ma sono soltanto ipotesi…

BigMedal001


La casa editrice del tuo libro ha un incredibile catalogo di testi cartacei sul Mondo Disney, dai parchi tematici ai film animati. Prima di scrivere Disney Comics: The Whole Story avevi già collaborato con interviste e altri contributi a dei volumi sugli autori Disney curati da Didier Ghez. Quanti sono, e sono ancora disponibili?


Bob McLain
della Theme Park Press produce volume a getto continuo, tutti molto interessanti per gli appassionati disneyani, anche se (come il mio) la maggior parte dei libri non ha illustrazioni, per motivi di copyright.

In effetti è stato proprio Didier a “presentarmi” a Bob e a perorare la mia causa… Con Didier ci conosciamo da una ventina d’anni, e ho avuto il piacere di collaborare a molti volumi della serie Walt’s People (recentemente giunta al 18° tomo) e a Life in the Mouse House (l’autobiografia di Homer Brightman), oltre a dare un piccolo contributo a Disney’s Grand Tour… Poi, l’anno scorso, Jim Korkis (autore degli interessantissimi volumi delle serie The Vault of Walt) mi ha chiesto di partecipare al volume How to Be a Disney Historian nel quale mi sono trovato in ottima compagnia… oltre a Jim ci sono saggi di Dave Smith, Mike Barrier, Jerry Beck, Didier Ghez, Russell Schroeder… La crème de la crème, insomma. Tutti i volumi della Theme Park Press sono disponibili sul sito dell’editore, oppure su Amazon.

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Qual è, cambiando argomento, la futura impresa saggistica a cui ti stai dedicando (sempre che scaramanticamente si possa dire)?

Sto dando gli ultimi ritocchi a un volume su Dan Barry che uscirà (spero) l’anno prossimo per i tipi dell’ANAFI, e sto lavorando al primo volume di una serie che mette in lista tutti i fumetti della DC Comics usciti in Italia, che sarà pubblicato da Mencaroni Editore. Nel frattempo scrivo introduzioni per i volumi disneyani pubblicati negli USA dalla IDW… e poi ho ancora tanti progetti, che al momento sono tuttavia soltanto nella fase iniziale.

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In chiusura, un medley in inglese con Mina e il Maestro Bruno Canfora, andato in onda nell’anno in cui usciva in edicola il Topolino tenuto in mano dal giovanissimo Alberto nella fotografia di copertina. Le canzoni sono di George Gershwin (mica di Fabio Rovazzi, per dire).