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PICCIONI NON ANTROPOMORFI AL MUF DI LUCCA

Omero il Piccione

Verissimo: la redazione locale del quotidiano La Nazione non perde occasione per sferrare fendenti con i suoi variegati articoli alla amministrazione comunale del capoluogo lucchese, mentre l’altro giornale diffuso nella zona, Il Tirreno, normalmente la sostiene, nella consumata logica di Don Camillo e Peppone, ben fotografata nel secolo scorso da Giovannino Guareschi e ancora tristemente viva.

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Ciò premesso, è degno di amare riflessioni l’articolo che il giorno 2 scorso Cristiano Consorti scriveva circa lo scandaloso stato di abbandono (e, forse, si dice, di saccheggio? Quando ne avremo le prove visive probabilmente le mostreremo, per il momento sono solo dichiarazioni locali, che è già preoccupante dover ascoltare) del vecchio MUF dopo che Angelo Nencetti è stato sollevato dall’incarico di animarlo dall’amministrazione comunale. Fumo di China ha documentato ampiamente lo scandalo della chiusura e dell’impoverimento culturale locale (di tutto il nostro settore) derivato da questa decisione.

A sollevare lo scandalo è il capogruppo di Forza Italia lucchese, Marco Martinelli.

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Sintetizza Conforti:

(…) il museo è rimasto sbarrato per i «Comics» 2014 e, a questo punto, le porte resteranno chiuse anche per il 2015. La sfida a questo punto sarà riaprirlo per novembre 2016 quando la città festeggerà il cinquantenario del fumetto a Lucca. Per i lavori si parla di circa 500 giorni, anche se su tutto regna un po’ di mistero: gli interventi Piuss, i cui progetti sono stati realizzati a Firenze, non dovrebbero infatti interessare i due primi piani – uno proprio sopra la biglietteria e uno sul lato opposto – che a quel punto, a meno di lavori effettuati da Lucca Comics & Games oppure dal Comune, rischiano di restare nel completo abbandono. E al tempo stesso se è comprensibile il prossimo cantiere, per Martinelli di Forza Italia resta comunque scandalosa una chiusura così prolungata.

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Il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale ha deciso così di effettuare un regolare sopralluogo all’interno del «Muf» documentandone il degrado interno con tanto di fotografie. Ebbene, lo spettacolo non è dei migliori. Dalle immagini si vede una piazza in preda all’abbandono, tra «ciuffi» d’erba, bancali di legno, vecchie strutture in metallo, vetro, bombole del gas accatastate nel cortile. Non meglio va al materiale, salvato dal degrado e spostato all’interno delle stanze al piano terreno. Con una curiosità che sa di paradosso e di spreco: le migliaia e migliaia di volumi di AmbrosiniArtiboni (SIC)-MilazzoToppi sui 150 della storia d’Italia sono ancora lì, fermi e in attesa di destinazione. Secondo un primo progetto dovevano essere distribuiti alle scuole nei mesi scorsi. E invece sono ancora lì, a prendere polvere.

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E ancora:

Nelle sale in fondo al cortile – dove ormai hanno preso residenza fissa gatti e piccioni – la scala che conduce ai piani superiori apre anche a un’interrogativo. Le stanze al primo piano dell’ala che guarda la ex Manifattura tabacchi, che fine faranno? A quanto pare questa zona non rientrerebbe nei lavori Piuss e, se lasciata a se stessa, assomiglierà più ad un film dell’orrore che ad un museo. Le scale, secondo quanto documentato attentamente da Martinelli, sono piene di escrementi di piccioni, mentre le sale che si aprono al primo piano sono letteralmente devastate: anche qui escrementi, gatti, resti di piccioni ormai scheletrici, cavi e fili della luce gettati a terra.

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Sarebbe bello poter commentare. Teoricamente il blog è aperto a interventi sul tema, ma la struttura generale di Nòva non lo consente (è storia antica).

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